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Blocco delle ambulanze, tamponi e Pat: la Asl di Latina chiarisce

Crescono casi e ricoveri Covid-19 e il Goretti sposta gli altri malati

LATINA  – Dopo il blocco della ambulanze generatosi ieri all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, interviene la Asl ammettendo il problema durato circa otto ore e spiegandone le ragioni, ovvero “l’attivazione della procedura di ampliamento dei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che ha interessato l’Osservazione breve del Pronto soccorso e una sezione del reparto di Medicina per un totale di 33 posti letto ulteriori ai 58 già identificati nelle settimane scorse, deciso nel pomeriggio di domenica 18 e pianificato da settimane dal Direttore Sanitario Giuseppe Visconti”.

La procedura, resa necessaria dalla crescita esponenziale dei contagi e dei ricoveri per Covid “ha comportato – scrive in una nota l’azienda sanitaria –  come logico attendersi, disagi sulla rampa di accesso del Goretti per la gestione delle necessarie operazioni di trasferimento dei pazienti no Covid. Complessivamente, tutta l’operazione ha richiesto 12 ore a comprova dell’evidenza che tale operazione era già stata pianificata con largo anticipo ed attivata quando il livello di sofferenza del Pronto Soccorso richiedeva tale tipologia di intervento”, conclude ringraziando “quanti, tra medici e infermieri, hanno reso possibile un risultato così importante in un tempo ristrettissimo e, in particolare i medici Sergio Parrocchia,  Giuseppe Campagna ,  Rita Dal Piaz e Miriam Lichtner”.

I TAMPONI – “Per quanto riguarda il tema dei tamponi – prosegue la nota – si osserva che l’ASL di Latina è tra le poche realtà nazionali che ha attuato un modello di gestione dei drive-in efficiente ed in grado di abbattere le lunghe file di auto e i tempi di attesa. Attraverso la modalità di prenotazione del tampone, l’Azienda sta monitorando i flussi allo scopo di assicurare la prestazione in tempi ragionevoli per tutte le persone interessate. L’attivazione di alcuni laboratori privati e dei MMG fornisce l’opportunità di assicurare un servizio più capillare rispetto a quello offerto dai drive-in che, allo stato, sono ubicati in quattro dei 33 Comuni della Provincia”.

PAT – Quanto ai punti di assistenza territoriale: “Certamente – scrive l’Azienda –  allo stato, non vi è la previsione di utilizzare i PAT per l’effettuazione dei tamponi. È di tutta evidenza, infatti, che in quelle sedi non vi sono le condizioni logistiche di separazione dei percorsi per la gestione in sicurezza di tale attività congiuntamente a quella che ordinariamente è svolta presso quelle strutture”.

 

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