AMBIENTE
Nuovi alberi in provincia di Latina, la Regione Lazio finanzia 18 progetti
LATINA – La Regione Lazio ha approvato le graduatorie del progetto ‘Ossigeno’ relative alla ‘Manifestazione d’interesse per la selezione di progetti su aree pubbliche o ad uso pubblico finalizzati alla piantumazione di nuovi alberi e arbusti nel territorio della Regione Lazio’. Grazie a una somma complessiva di 6 milioni di euro, che mette insieme i fondi stanziati nel 2020 e nel 2021, è possibile finanziare tutti i progetti presentati che sono entrati a far parte della graduatoria finale per ciascun lotto geografico.
In totale sono stati ammessi a finanziamento 100 progetti. Nel dettaglio, 28 saranno realizzati nella provincia di Frosinone, 18 in quella di Latina, 4 in provincia di Rieti, 12 a Viterbo, mentre nella provincia di Roma saranno 31 e nel territorio di Roma Capitale 8. A conclusione della piantumazione, che avrà inizio nel mese di maggio, su tutto il territorio regionale saranno piantati 42mila tra alberi e arbusti che in media compenseranno circa 4.000 tonnellate all’anno di CO2.
“L’obiettivo di trasformare il Lazio nella prima regione green d’Italia è sempre presente in agenda e lo portiamo avanti con il progetto ‘Ossigeno’. Con questo ulteriore passaggio investiamo 6 milioni nel verde pubblico, sostenendo concretamente 100 progetti che sono delle vere e proprie idee di territorio, fondate sul principio della sostenibilità ambientale. In questi mesi abbiamo continuato a lavorare, a prendere accordi, vagliare e scegliere i progetti più rappresentativi. E’ stata veramente notevole la partecipazione delle cittadine e dei cittadini del Lazio che stanno manifestando un grande interesse e questo dimostra l’attaccamento al luogo in cui si vive e la volontà di rendere l’ambiente sempre più vivibile e a misura d’uomo. In questo periodo così difficile, cerchiamo di imprimere una svolta al nostro sistema economico e di sviluppo a partire dalla valorizzazione dei beni comuni, e rispondendo sempre alle domande che vengono dei territori. Con questo ulteriore passaggio, abbiamo siglato 100 nuovi patti di collaborazione con i beneficiari per affidare loro le piante che acquistiamo che rappresentano un bene comune fondamentale per il nostro futuro. Non ci fermiamo, con la partecipazione di tutte e tutti vinciamo le sfide”, commenta il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
“Investire nel rafforzamento del Capitale Naturale della nostra regione è sempre un’ottima scelta che dimostra la capacità di una visione più ampia e di lungo termine che oggi le Istituzioni sono tenute ad avere, partendo dalla consapevolezza che si può agire sul piano globale anche con delle azioni di livello locale. In particolare con il progetto ‘Ossigeno’, la Regione Lazio contribuisce all’abbattimento delle emissioni inquinanti e ad aumentare, grazie alla fotosintesi clorofilliana, la cattura della CO2 atmosferica. Inoltre, con l’aumento della quota di verde andiamo ad accrescere quei servizi ecosistemici ad essa collegati. Un’azione ‘salva-clima’ che fa bene all’uomo, alla Natura e alla qualità della vita dei nostri territori. Dobbiamo proseguire su questa strada creando un ‘grande polmone verde diffuso’ tramite una rete ecologica che colleghi il verde urbano al grande patrimonio naturalistico dei nostri Parchi, impegnandoci come Regione a garantirne, attraverso finanziamenti adeguati, la manutenzione e la cura affinché questi luoghi siano non solo tutelati ma anche resi fruibili per la cittadinanza”, dichiara l’Assessora alla Transizione Ecologica e alla Trasformazione Digitale, Roberta Lombardi.
Grazie all’impegno dei territori che hanno saputo presentare progettualità dall’alto valore ambientale il Lazio si arricchirà di un’architettura verde contribuendo enormemente al benessere del paesaggio e dei cittadini. Amministrazione regionale, Comuni, Associazioni, Enti pubblici e privati, e cittadini hanno lavorato insieme per la creazione di nuovi spazi verdi che faranno da sfondo a un disegno estremamente rispettoso del territorio. Il progetto ‘Ossigeno’ ha tra le sue caratteristiche quella di coinvolgere direttamente chi vive nei territori, affinché possa prendersi cura del proprio ambiente nel modo migliore possibile.
Il progetto ‘Ossigeno’ è partito il 21 novembre 2019, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, e fa parte del più ampio programma di azioni ‘Lazio Green’ con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico, compensare le emissioni di CO2, proteggere la biodiversità.
Le graduatorie complete per ciascun lotto geografico della Manifestazione d’interesse sono consultabili all’indirizzo web: http://www.regione.lazio.it/rl/ossigeno/manifestazione-interesse/
AMBIENTE
Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza
LATINA – Sono 137 le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.
Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici. Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.
“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”
Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.
AMBIENTE
Open Gate Sogin, porte aperte alla centrale nucleare di Latina
Record di partecipazioni alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin apre al pubblico, il 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).
Open Gate Community, l’iniziativa che si è svolta venerdì 15 maggio, ha accolto gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagnano le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e raccontando il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.
L’evento si svolge sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.
Presente all’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma:
L’Ingegnere responsabile della disattivazione della centrale di Sogin, Enrico Bastianini, ha accompagnato la stampa in un esclusivo tour all’interno della Sala Controllo:
Sogin e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite. Il Memorandum nasce dalla volontà della Società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.
Questa collaborazione segue l’accordo che Sogin ha firmato il 27 gennaio scorso con GraphiCore, azienda italiana specializzata nelle attività di manipolazione della grafite irraggiata, finalizzato allo sviluppo e alla sperimentazione di attrezzature dedicate all’estrazione della grafite irraggiata dai reattori, nonché alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca nel decommissioning dei reattori a grafite.
Sogin con questi due accordi rafforza il suo impegno nell’affrontare in modo condiviso le sfide tecniche collegate al decommissioning e si conferma punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale nella gestione della grafite irraggiata derivante dallo smantellamento dei reattori nucleari.
L’Ingegnere Bastianini sull’accordo:
AMBIENTE
I pini lungo l’Appia stanno morendo: dalla malinconia per il paesaggio che cambia alla cura. La Giornata di studi promossa dall’Ordine degli Architetti di Latina
LATINA – I pini lungo l’Appia stanno morendo, uno dopo l’altro, infestati dalla cocciniglia tartaruga, e così, un paesaggio spettacolare e familiare a molti, sta scomparendo per sempre. Con quali conseguenze? Se lo è chiesto l’Odine degli Architetti di Latina che ha organizzato una Giornata di studi interdisciplinari dal titolo “Il Paesaggio Arboreo dell’Appia: Storia, Crisi, Futuro” che si terrà venerdì 15 maggio nella sede della Fondazione Caetani a Tor Tre Ponti, affacciata proprio sulla statale.
“La sede della Fondazione Caetani ci è sembrata il luogo perfetto proprio, perché rende tangibile, visibile anche agli ospiti e ai relatori che verranno da fuori, quello che sta accadendo lungo l’Appia”, spiega la presidente dell’Ordine degli Architetti di Latina Teresa Avino. “La crisi dei pini esiste da un po’, solo che non ci eravamo da subito resi conto che fosse lungo tutto il rettifilo, da Cisterna a Terracina. Credo un po’ tutti, all’inizio – aggiunge Avino – pensavamo fossero episodi sporadici, poi ci si è resi conto che invece che i pini stavano morendo e che (l’operazione di taglio delle piante) era più strutturata: questa cosa ha generato riflessioni, anche una sorta di malinconia in tutti quelli che percorrono l’Appia, perché il paesaggio dell’Appia era ormai consolidato con la presenza dei pini”.
“L’incontro di domani (venerdì 15 maggio) – aggiunge la Presidente – ha proprio come obiettivo quello di riportare il concetto della cura del paesaggio al centro esatto della pianificazione del nostro territorio, perché ci siamo resi conto che il paesaggio spesso viene visto in maniera inerte, subisce lo scorrere della storia, oppure è considerato un vincolo burocratico, in realtà dalla sensazione e dalle percezioni che abbiamo avuto rispetto al taglio dei pini ci siamo resi conto che è qualcosa di radicato dentro di noi, è un connettivo vivo, una stratificazione di natura, interventi umani, memoria, relazioni sociali.
L’obiettivo quindi è partire dall’Appia, ma andare oltre la contingenza e parlare di paesaggio come bene da curare?

“Esatto. Abbiamo pensato che fosse opportuno, perché quello che sta accadendo all’Appia in realtà è accaduto anche ad altre arterie, quindi serviva anche uno sguardo ampio sul paesaggio e non solamente circoscritto al discorso stretto della via Appia. Il concetto è affrontare situazioni complesse non in emergenza e frammentariamente come purtroppo spesso accade, perché la vera cura è un atto di progettualità consapevole. Quindi cercare di osservare prima quello che accade, in modo da poter intervenire eventualmente per tempo, anche con delle soluzioni vegetali o architettoniche nuove, pensate però, non improvvisate.
Quindi si parte dall’Appia che sta manifestando una sofferenza visibile e devastante, un fatto che sta modificando proprio il paesaggio agrario delle bonifiche pontine, rivendicando uno degli obiettivi alti e nobili della nostra professione cioè prendersi cura dello spazio pubblico e dei beni comuni. Allo stesso tempo siccome non si può fare da soli, non può essere solamente la riflessione degli architetti, abbiamo pensato che serve una mobilitazione collettiva e quindi proprio attraverso questa cooperazione scientifica abbiamo messo su questi quattro tavoli tematici che domani prenderanno corpo nello svolgersi di tutta la giornata per unire botanici, storici, amministratori oltre ai progettisti e per analizzare la situazione con uno sguardo ampio, di completezza”, conclude Avino.
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