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Lavori sulla rete idrica di Sezze per recuperare 500mila metri cubi di acqua all’anno

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SEZZE – Il Comune di Sezze ha incontrato il team di Acqualatina per discutere il piano operativo di recupero delle perdite idriche sulla rete comunale. I lavori – spiega il gestore idrico – verranno avviati a breve e permetteranno di ottimizzare il servizio su tutti i 260km di rete comunale, con interventi per il monitoraggio e il controllo in tempo reale di perdite e pressioni, e di sostituire condotte ammalorate su 9-12km, con un recupero previsto di circa 500.000 metri cubi di acqua all’anno.

«Queste attività si attestano come supporto indispensabile per l’ottimizzazione del servizio offerto ai cittadini», afferma il Presidente Lauriola che giudica il confronto aperto tra la nuova Amministrazione Comunale di Sezze e Acqualatina “particolarmente positivo”. “La riduzione delle perdite idriche ci fa ben sperare anche per i problemi di approvvigionamento idrico che diverse zone della città patiscono soprattutto durante la stagione più calda dell’anno. È un primo ma importantissimo passo per garantire un sempre più efficiente servizio alla cittadinanza, e mi auguro che l’attenzione di Acqualatina nei confronti della città di Sezze resti sempre alta», dichiara il Sindaco Lucidi. «Con queste azioni – spiega Ennio Cima, direttore tecnico-operativo di Acqualatina  – i prevede un recupero di oltre il 10% dell’acqua attualmente dispersa, un risultato che rappresenta un traguardo importante all’interno di un percorso più ampio».

Fino ad ora il progetto di recupero perdite idriche di Acqualatina si è concentrato in particolar modo nel Sud  Pontino con il recupero di circa 3 milioni di metri cubi l’anno d’acqua prima dispersi, grazie a investimenti realizzati per quasi 6 milioni di euro sui circa 8 attualmente appaltati per tale scopo.

“Sulla base dei risultati ottenuti e di un’articolata progettazione delle attività su tutto l’ATO, la Società, coadiuvata dall’ATO4, ha richiesto e ottenuto un cofinanziamento statale, frutto dell’attuazione di un Accordo di Programma sottoscritto da Ato4, Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente: 10 milioni di euro che la Società investirà sulle reti di 9 Comuni del territorio, ammodernando circa 70km di condotte obsolete e recuperando circa 6 milioni di litri di acqua all’anno”, assicura Acqualatina che nelle prossime settimane incontrerà i Sindaci degli altri Comuni coinvolti.

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Patto di collaborazione a Cisterna, cittadini al lavoro in Piazzale Caporale Scini

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Primi risultati sul campo per il patto di collaborazione dei beni condivisi stipulato tra il Comune di Cisterna e il gruppo Cittadini attivi di Prato Cesarino. Durante lo scorso fine settimana i componenti dell’associazione hanno lavorato per un’intera mattinata per restituire decoro e vivibilità al Piazzale Caporale Danilo Scaini e alle zone circostanti, area della quale i residenti possono ora fruire con maggiore sicurezza.  I volontari hanno quindi provveduto al taglio dell’erba e alla pulizia dell’intero piazzale e delle zone limitrofe dell’incrocio restituendo un’immagine decisamente diversa a quello spazio.

«Si tratta di un intervento – sottolineano i partecipanti – a favore di un bene che appartiene all’ intera collettività, un momento in cui ogni cittadino attivo partecipante ha dimostrato il suo amore e il suo senso di appartenenza al proprio quartiere. La dimostrazione che la grandezza di un luogo non si misura in metri quadri ma dal cuore acceso dei suoi abitanti».

Una dimostrazione concreta di come i patti di collaborazione, basati sul modello dell’amministrazione condivisa e formalizzati in accordi tra Comune e cittadini attivi (singoli o associati) per la cura, gestione e rigenerazione di beni comuni, siano essi materiali (spazi, parchi) o immateriali, siano uno strumento per condividere la responsabilità del bene comune in particolare nella riqualificazione urbana, la cura del verde, la valorizzazione di spazi culturali. Questo modello organizzativo è uno strumento importante e innovativo sul quale l’Amministrazione comunale di Cisterna ha puntato sin dal 2023 e nel quale confida per realizzare un cambiamento, in primis culturale, che promuova il senso civico e il senso di appartenenza alla propria città. Per ottenere risultati visibili come quello di Prato Cesarino.

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Sator, successo per l’etichetta collettiva comunale di Sermoneta alla fiera “Olio Capitale” di Trieste

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Il Comune di Sermoneta è stato protagonista questo fine settimana a Trieste a “Olio Capitale”, la più importante fiera nazionale dedicata agli oli extravergine di oliva di qualità, per promuovere il proprio territorio e una delle sue eccellenze più rappresentative. L’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore all’agricoltura Melissa Girardi, ha presentato il progetto dell’etichetta comunale collettiva SATOR, un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di valorizzare e tutelare l’olio extravergine prodotto nel nostro territorio, rafforzando l’identità agricola locale e il lavoro dei nostri produttori.

“Il progetto SATOR rappresenta un passo importante verso una filiera sempre più riconoscibile, trasparente e legata alla qualità, capace di raccontare la storia, la tradizione e il paesaggio di Sermoneta”, ha spiegato l’assessore Girardi. Un progetto che ha riscosso ampi consensi e che è stato presentato anche nell’ambito del convegno “Comunicare la cultura dell’olio” condotto dalla giornalista enogastronomica Adele Di Benedetto.

“La partecipazione a Olio Capitale è stata un’opportunità preziosa per far conoscere una delle eccellenze di Sermoneta in un contesto nazionale e internazionale, e si inserisce nel percorso avviato dall’amministrazione per valorizzare questa importante risorsa del territorio e che ci porterà anche all’organizzazione di un Festival dedicato al SATOR grazie al contributo che abbiamo ottenuto da Arsial – conclude l’assessore – un ringraziamento speciale va ai produttori locali, protagonisti di questo percorso, all’Associazione Nazionale Città dell’Olio e a Capol – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina: un lavoro di squadra che, siamo certi, darà ottimi risultati”.

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Plastic Free, premiati Latina, San Felice Circeo, Sermoneta e Sperlonga. La ricerca dello scienziato Ennio Tasciotti

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LATINA – Sono 8 i Comuni del Lazio premiati a Roma con il riconoscimento “Comune Plastic Free”, il premio promosso da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica. Tra questi, ce ne sono 4 pontini: Latina, San Felice Circeo, Sermoneta e Sperlonga.

“Dopo un anno di grande impegno dei referenti sul territorio, al fianco delle amministrazioni locali, siamo orgogliosi degli otto riconoscimenti ottenuti dai Comuni del Lazio – dichiara Lorenzo Paris, referente regionale Plastic Free – Ci impegneremo sicuramente per aumentare il coinvolgimento sul territorio, a beneficio delle nostre comunità.”

A livello nazionale sono 141 i Comuni italiani premiati durante la cerimonia della quinta edizione del riconoscimento, che si è svolta al Teatro Olimpico di Roma. Le amministrazioni sono state selezionate per l’impegno nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti, nella promozione di comportamenti sostenibili e in una gestione virtuosa del territorio.

Alla cerimonia ha partecipato anche il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma, che ha ribadito come “la sostenibilità è una sfida che si vince sui territori”, sottolineando la vicinanza del Consiglio regionale ai sindaci e agli amministratori che hanno scelto di mettere la tutela ambientale al centro delle proprie politiche.

Lo scienziato di Latina Ennio Tasciotti, professore ordinario e direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma,  tra i massimi esperti di nanotecnologie applicate alla salute umana, è intervenuto anche nella sua veste di direttore scientifico di Plastic Free Onlus, e ha illustrato i primi risultati della ricerca sostenuta dall’associazione sulla presenza di micro e nanoplastiche nell’organismo umano.

L’obiettivo dell’ambizioso progetto sostenuto da Plastic Free e presentato a ottobre scorso, è quello di capire in che modo le nanoplastiche riescano a superare la barriera ematoencefalica, analizzare gli effetti che queste particelle hanno sul funzionamento dei neuroni, indagare la relazione tra la loro presenza nel cervello e lo sviluppo di processi infiammatori alla base di patologie neurodegenerative.

“Il nostro obiettivo è triplice – ha spiegato  Tasciotti –. Vogliamo capire come le nanoplastiche entrano nel cervello, in che modo alterano la capacità dei neuroni di trasmettere segnali e, infine, se e come attivano fenomeni di neuroinfiammazione, considerati tra i principali fattori scatenanti di malattie come Alzheimer e Parkinson. Si tratta di domande cruciali che oggi non hanno ancora risposte chiare e che, grazie a questa ricerca, potremo finalmente affrontare con metodo scientifico”. Una ricerca che ha bisogno di finanziamenti.

 

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