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Caso Karibù, la Procura: ” Stiamo indagando, ma dobbiamo attenerci al massimo riserbo”

L'indagine balzata alle cronache perché il deputato Soumahoro è genero della principale indagata

LATINA – Dopo un lungo silenzio e mentre le notizie impazzano su tutti i media, la Procura della Repubblica di Latina prova a spiegare in una nota il caso che ha coinvolto indirettamente il parlamentare di Verdi-Sinistra Aboubakar Soumahoro: l’inchiesta sulla coop  Karibu e sul consorzio Aid.

Senza mai riportare nomi, in una nota ufficiale di questa mattina, l’Ufficio di Via Ezio spiega che in riferimento alle indagini “su cooperative incaricate di assicurare servizi di accoglienza e servizi connessi per i richiedenti asilo e per i minori non accompagnati nel territorio della provincia di Latina… le indagini sono in corso con riferimenti a diversi temi investigativi diversi e complessi che concernono in generale l’impiego dei fondi erogati, i rapporti con l’erario, i rapporti con i dipendenti, i soggetti coinvolti. Gli accertamenti  muovono da notizie e comunicazioni pervenute da un pluralità di fonti di natura pubblica e privata e si articolano attraverso il dovuto, rigoroso vaglio ed approfondimento di ogni notizia e comunicazione”. In chiusura il Procuratore De Falco ribadisce la necessità di massimo riserbo investigativo.

Intanto ieri intervenendo su La7 a Piazzapulita il neo deputato che si era fatto notare per essere entrato in Parlamento con gli stivali di gomma da bracciante agricolo ha detto : «Quando ho conosciuto la mia compagna era già all’interno della gestione dei centri di accoglienza e mi risultava che la cooperativa fosse virtuosa. Successivamente venni a sapere che c’erano ritardi negli stipendi. Ho commesso una leggerezza. Avrei dovuto improvvisare visite per verificare. Hanno fatto bene i lavoratori a rivendicare il loro diritto».

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