CRONACA
Fondi, palpeggia una 14enne nel campeggio, lei scappa: arrestato il guardiano della struttura
FONDI – Arriva da Fondi un altro caso di violenza sessuale stavolta su una minorenne, una ragazza di 14 anni, palpeggiata mentre si trovava in compagnia di un’amica. Sono stati i poliziotti del Commissariato di Fondi e della Polizia Ferroviaria di Roma ad arrestare un uomo di nazionalità pakistana di 57 anni dando esecuzione all’ordinanza emessa il 14 agosto dal G.I.P. del Tribunale di Latina. L’uomo si trova ora ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima.
I fatti sono accaduti il 7 luglio, proprio come nel caso dello stupro di Ponza che ha visto ieri l’arresto di un 30enne romano per violenza sessuale su una 16enne. La giovanissima aveva raggiunto l’amica coetanea e la sua famiglia in un campeggio di Fondi, per trascorrere qualche giorno di vacanza al mare. Quel giorno, mentre entrambe erano sedute sulle sdraio del campeggio, si è avvicinato l’arrestato, un uomo assunto con la mansione di guardiano notturno della struttura ricettiva, e ha cominciato a importunarle: frasi a tema sessuale, poi domande sulla loro sfera privata, quindi ha chiesto se fossero fidanzate e se intrattenessero rapporti sessuali con i rispettivi partner. Poi, ha afferrato per il braccio una delle due 14enni, cui ha palpeggiato il seno ed il sedere, cingendola dalla vita e impedendole di sottrarsi alla stretta, tentando di baciarla sulla bocca, il tutto sotto gli occhi atterriti dell’amica. Riuscita a divincolarsi, terrorizzata, la ragazza ha raggiunto il camper e ha raccontato tutto a due addetti alla reception e ai genitori che hanno sporto denuncia. Così, mentre la polizia avviava le indagini, l’amministrazione del campeggio sospendeva dal lavoro l’uomo, allontanandolo dalla struttura.
Rintracciato in un’azienda locale dove aveva trovato lavoro, nella giornata di sabato è stato posto ai domiciliari nella sua abitazione di Fondi e ascoltato nelle scorse ore nell’interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari di Latina.
CRONACA
Terracina, omicidio stradale di Federico Salvagni: acquisite le consulenze, processo rinviato al 23 ottobre
È ripreso al Tribunale di Latina il processo a carico di Gioacchino Sacco, 50 anni, originario di Aquino e residente a Terracina, accusato dell’omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne di Latina investito nella notte del 15 agosto 2025 sulla ex provinciale per San Felice Circeo, a Terracina. Nel corso dell’udienza sono state acquisite le dichiarazioni rese agli investigatori dal fratello minorenne della vittima e da un amico presente quella sera, evitando così la loro testimonianza in aula. Acquisite anche le consulenze tecniche sulla dinamica dell’incidente, gli accertamenti medico-legali e l’analisi forense del cellulare dell’imputato. Sacco, soprannominato Jonathan, era stato arrestato il 16 agosto 2025. In occasione dell’interrogatorio di convalida aveva scelto di non rispondere, dopo aver dichiarato spontaneamente di non essere lui alla guida della Lancia Ypsilon coinvolta nell’incidente. Il giudice aveva convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta della difesa di concedere i domiciliari. La decisione è stata successivamente confermata dal Tribunale del Riesame di Roma e dalla Cassazione. Secondo quanto riportato nelle decisioni dei giudici, la misura cautelare è legata alla gravità della condotta contestata, alla fuga dopo l’investimento, al rischio di sottrazione alla giustizia e ai precedenti penali e alle violazioni stradali dell’uomo. Gli elementi raccolti avrebbero inoltre fatto ipotizzare una possibile alterazione al momento dell’incidente. La Cassazione ha ritenuto insufficienti anche gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono tredici le parti civili costituite nel procedimento, tra cui i familiari di Federico e l’associazione Familiari Vittime della Strada. Con l’ultima udienza si è conclusa l’escussione dei testimoni dell’accusa. Il processo è stato rinviato al 23 ottobre, quando saranno ascoltati i testimoni delle parti civili.
CRONACA
Cisterna, disservizi WindTre: Codacons diffida la compagnia e chiede risarcimenti
Interruzione dei servizi di telefonia fissa, mobile e internet a Cisterna di Latina: il Codacons interviene con una diffida a WindTre, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dagli utenti e il riconoscimento degli indennizzi previsti. A comunicarlo è il Codacons Latina, attraverso il presidente provinciale, l’avvocato Antonio Formiconi. Secondo quanto riferito dall’associazione, il disservizio si sarebbe verificato a partire dal 13 ottobre e sarebbe proseguito nei giorni successivi, coinvolgendo i residenti e le attività del territorio. Le conseguenze, sottolinea il Codacons, avrebbero riguardato cittadini impegnati nelle attività quotidiane, anziani e persone fragili, professionisti, negozi e attività di ristorazione, con possibili ripercussioni sia sulla vita privata sia sul lavoro. L’associazione ha quindi diffidato la compagnia telefonica, contestando le ricadute del disservizio e chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre agli indennizzi previsti dalle condizioni contrattuali e dalla Carta dei Servizi. Tra le richieste figurano anche lo storno o l’annullamento delle fatture relative ai servizi non fruiti, sia per le utenze domestiche sia per quelle aziendali. Il Codacons Latina si mette a disposizione degli utenti interessati per fornire assistenza e informazioni e valutare la possibilità di promuovere un’azione collettiva a tutela dei consumatori coinvolti.
CRONACA
Monte San Biagio, i Carabinieri incontrano gli anziani per prevenire le truffe
Prevenire le truffe ai danni delle persone più vulnerabili, in particolare degli anziani. È questo l’obiettivo dell’incontro informativo organizzato lunedì scorso dai Carabinieri della Stazione di Monte San Biagio nei locali del Centro Sociale Anziani APS “Mons. Giuseppe Di Fazio”. All’iniziativa, guidata dal comandante della Stazione, il maresciallo Giacomo Basso, hanno partecipato circa venti persone.
Durante l’incontro sono state illustrate le tecniche più utilizzate dai truffatori, a partire dalle telefonate di persone che si fingono appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati e inventano presunte emergenze giudiziarie che coinvolgerebbero familiari delle vittime. Un espediente utilizzato per generare paura e convincere le persone a consegnare denaro.
L’attenzione si è concentrata anche sui tentativi di accesso nelle abitazioni da parte di falsi incaricati di enti pubblici, banche o aziende che forniscono servizi come luce, gas e acqua. In alcuni casi, i malintenzionati cercano di ottenere pagamenti non dovuti o inducono le vittime a effettuare bonifici verso conti correnti riconducibili ai truffatori.
Ai partecipanti sono stati distribuiti materiali informativi con consigli pratici per riconoscere e prevenire i raggiri. I Carabinieri hanno ricordato l’importanza di non comunicare dati personali, credenziali bancarie e altre informazioni che potrebbero essere utilizzate per sottrarre denaro. L’iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione dell’Arma per rafforzare la prevenzione e la consapevolezza dei cittadini.
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