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Carcinoma del fegato, Latina provincia più colpita dopo Roma

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LATINA – “È urgente elaborare nel Lazio una strategia che favorisca la formazione di una Rete territoriale per la gestione dell’epatocarcinoma, con l’obiettivo di poter garantire a tutti i pazienti della regione una precoce identificazione dei casi ed una rapida presa in carico e garantire un accesso al miglior trattamento possibile omogeneo, indipendente dal luogo di residenza, dal censo e dal livello culturale”. È la richiesta arrivata dagli esperti riuniti all’evento ECM dal titolo ‘L’epatocarcinoma nel Lazio. Focus sulle diverse realtà territoriali’, che si è svolto nei giorni scorsi a Latina, organizzato dal provider Letscom E3 con il patrocinio di ASL di Latina, Ordine dei Medici della provincia Latina ed EpaC Onlus. Responsabile scientifico dell’iniziativa il Professor Adriano De Santis, associato di Gastroenterologia, Sapienza Università di Roma, e Dirigente Medico nella UOC di Gastroenterologia del Policlinico Umberto I di Roma. A portare i saluti istituzionali, il Prof. Domenico Alvaro, preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, il Prof. Paolo Villari, Preside della facoltà di Farmacia e Medicina, Sapienza Università di Roma, e il dottor Sergio Parrocchia, direttore sanitario della ASL Latina.

“Ad oggi purtroppo sussiste una disparità nei percorsi di presa in carico e cura dei pazienti affetti da epatocarcinoma nel Lazio- ha sottolineato il professor De Santis- la distribuzione delle risorse sul territorio, infatti, non risulta uniforme e non tutti i centri regionali dispongono di tutte le opzioni diagnostiche e terapeutiche. L’epatocarcinoma è una patologia grave che in genere insorge su fegato cirrotico e che coinvolge molti professionisti, a cominciare dai medici di medicina generale, con cui vorremmo stabilire un rapporto di collaborazione stretta per facilitare la vita dei pazienti colpiti da questa grave malattia”. Nel Lazio, nel 2020, 51.835 persone risultavano affette da cirrosi epatica, la malattia predisponente allo sviluppo dell’epatocarcinoma. Di queste 5.099 risiedevano nella provincia di Latina, prima per numerosità dopo Roma tra le altre province. Nello stesso anno, nella provincia di Latina, 184 pazienti sono stati ricoverati per epatocarcinoma ed 86 sono morti. In totale, nel Lazio, nel 2020 sono decedute 896 persone.

Durante la prima sessione, in particolare, sono state analizzate e messe a confronto le diverse realtà locali che si occupano del percorso di diagnosi e cura dell’epatocarcinoma, con un focus sugli ospedali di Latina, Aprilia, Formia e Terracina. Sono state esaminate quindi le interazioni tra questi centri ospedalieri e altre strutture di eccellenza, come l’Azienda Ospedaliera-Universitaria Policlinico Umberto I e l’Azienda Ospedaliera San Camillo di Roma. I temi trattati, sull’identificazione dei pazienti a rischio e sulla gestione, hanno incluso la prevenzione, la diagnosi precoce e la stadiazione, oltre all’avvio di percorsi di cura multidisciplinari. “La ASL di Latina ormai da 15 anni segue pazienti affetti da epatopatie croniche avanzate e cirrosi epatica e le sue complicanze come l’epatocarcinoma- ha raccontato il professor Lorenzo Ridola, direttore della UOC di Gastroenterologia dell’ospedale ‘S. Maria Goretti’ di Latina- Da tempo è attivo un sistema di gestione multidisciplinare per questa patologia così impattante per il paziente, il caregiver e il sistema sanitario, con l’apporto fondamentale di tutti i protagonisti coinvolti, gastroenterologi, internisti, oncologi, radiologi e chirurghi. Confidiamo molto nel valore della gestione multidisciplinare di questa patologia e ci auguriamo un grande coinvolgimento del territorio per agire in maniera sinergica per il miglioramento della prognosi dei pazienti”.

Ad intervenire anche il dottor Oreste Bagni, responsabile della UOC di Medicina Nucleare del ‘Goretti’ di Latina, che ha raccontato: “La Medicina Nucleare di Latina eroga dal 2004 prestazioni di radioembolizzazione epatica insieme al team multidisciplinare. L’esperienza ci ha portato a trattare oltre 1.500 pazienti e, di questi, oltre il 60% era affetto da epatocarcinoma (mentre gli altri da patologie epatiche e/o lesioni epatiche di altro tipo). Abbiamo quindi avviato da tempo una proficua collaborazione con il Tumor Board dell’Umberto I di Roma, grazie alla quale noi oggi possiamo presentare questi dati così confortanti”. È stata poi sottolineata l’importanza dell’utilizzo di nuovi farmaci e della crescita tecnologica applicata nella cura, con uno sguardo anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “Questi elementi- hanno sottolineato gli esperti- sono sempre più cruciali per migliorare la vita dei pazienti, offrendo un servizio di qualità superiore ai pazienti e alle loro famiglie”. La seconda sessione, invece, incentrata sul paziente al centro del percorso di diagnosi e cura, ha visto la formazione di gruppi di lavoro di medici che, attraverso una discussione interattiva, hanno analizzato alcuni casi clinici di real-life. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda per discutere sulle proposte per arrivare a realizzare una “concreta parità di accesso” alla diagnosi ed alla cura dell’epatocarcinoma.

L’evento ‘L’epatocarcinoma nel Lazio. Focus sulle diverse realtà territoriali’ segue due precedenti incontri: il primo organizzato a Frosinone nell’ottobre 2022 ed il secondo a Rieti nel dicembre 2023. “Il nostro obiettivo è raggiungere tutte le province del Lazio per poter creare una rete collaborativa a tutto vantaggio dei pazienti affetti da una patologia così importante”, ha concluso infine il professor De Santis, che ha annunciato il proposito di organizzare un nuovo evento per il prossimo anno che vedrà coinvolta la provincia di Viterbo e, successivamente, un incontro conclusivo del progetto, nato a livello universitario “ma con un respiro regionale, che si svolgerà con molta probabilità a Roma”.

L’EPATOCARCINOMA  – L’epatocarcinoma (HCC) è il più frequente tumore primitivo del fegato ed è tra le prime cinque cause di mortalità per neoplasie. Questo raramente insorge nel contesto di un fegato sano, rappresentando invece spesso una complicanza delle malattie epatiche croniche quali la cirrosi epatica, di diversa eziologia, come infezioni croniche da HBV, HCV, abuso etilico, malattie metaboliche e autoimmunità. Nel 2023, secondo i numeri contenuti nell’ultimo Rapporto AIOM ‘I numeri del cancro in Italia’, sono state stimate circa 12.200 nuove diagnosi di tumore al fegato, mentre nel 2022 sono state stimate 9.600 morti (6.300 negli uomini e 3.300 nelle donne). Sono 33.800 le persone viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore del fegato. Il riconoscimento precoce dei pazienti a rischio, secondo gli esperti, è “cruciale” per la implementazione di programmi di sorveglianza. Da questo punto di vista è “necessario” coinvolgere tutte le figure professionali, dal medico di medicina generale, ai medici specialisti delle ASL e a quelli ospedalieri di diverse discipline che, attraverso una anamnesi accurata e l’applicazione dei programmi di screening per le patologie virali croniche quali, ad esempio, quella in corso per il riconoscimento della infezione cronica da HCV, possono portare ad un anticipo della diagnosi di HCC.

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CRONACA

Armi artigianali, coltelli e droga in casa: arrestato a Latina dopo ore di trattativa con la Polizia

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Un’arma clandestina artigianale in grado di sparare cartucce calibro 12, un fucile costruito artigianalmente, numerosi coltelli, repliche di armi e sostanze stupefacenti. È quanto hanno trovato gli agenti della Polizia di Stato durante la perquisizione nell’abitazione di un uomo arrestato al termine di una complessa operazione condotta a Latina.

L’intervento era scattato dopo una violenta aggressione ai danni di un residente del capoluogo, colpito al volto con il calcio di una pistola da un vicino di casa e costretto a ricorrere alle cure mediche. Dopo l’episodio, l’aggressore si era barricato nella propria abitazione, facendo scattare un imponente dispositivo di sicurezza.

Vista la criticità della situazione, il questore di Latina ha disposto l’attivazione del Team Negoziatori della Questura, coordinato da Anna Tocci. Per diverse ore gli operatori specializzati hanno mantenuto un dialogo costante con l’uomo, riuscendo progressivamente a ridurre la tensione.

Alle 4.33 del mattino il soggetto è uscito spontaneamente dall’abitazione e si è consegnato agli agenti senza opporre resistenza, consentendo una conclusione pacifica dell’intervento.

La successiva perquisizione domiciliare, effettuata con il supporto degli artificieri della Polizia di Stato e di un’unità cinofila antiesplosivo, ha portato al sequestro di numerosi oggetti di interesse investigativo. Oltre all’arma clandestina e al fucile artigianale, sono stati rinvenuti un mitragliatore soft air, diverse repliche di pistole, una replica di bomba a mano, due pugnali, un coltello a farfalla, un coltello da lancio, un serramanico e due fucili ad aria compressa.

Nell’abitazione sono stati trovati anche circa 1,7 grammi di marijuana e 1,65 grammi di cocaina, ritenuti destinati all’uso personale.

Tutto il materiale è stato sequestrato per ulteriori accertamenti. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di arma clandestina e denunciato anche per procurato allarme, lesioni e minacce.

L’operazione rappresenta il primo intervento operativo del Team Negoziatori della Questura di Latina e si è conclusa senza conseguenze per cittadini, operatori e persona coinvolta.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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CRONACA

Scomparsa di Sara e Alicya, il papà denuncia la casa-famiglia

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LATINA – Ha sporto denuncia contro la casa famiglia di Civitella Alfedena perché siano accertate eventuali negligenze della struttura da cui sono sparite otto giorni fa Sara e Alicya, Stefano Di Giacinto, il papà delle due sorelle di 12 e 16 anni di Minturno che si cercano senza sosta da domenica scorsa. Le prime ricerche erano  state condotte proprio a casa dei genitori, separati da tempo e privati della potestà genitoriale, che era stata poi restituita solo al papà.

Una situazione che si fa ogni ora più angosciante. Dopo che le ricerche nel sud Pontino e a Cassino sono risultate vane, gli investigatori coordinati dalla Procura della Repubblica di Sulmona che indaga per sottrazione di minore, si sono concentrati nell’area intorno alla struttura, nelle case abbandonate nei boschi della zona. I vigili del fuoco battono ogni luogo anche con l’ausilio dei cani, mentre i sommozzatori del corpo hanno scandagliato il lago di Villetta Barrea.

Passati anche al setaccio i telefoni delle due minorenni, lasciati nella struttura la notte della scomparsa, e quelli di tutti gli operatori. Le telecamere del paesino abruzzese all’ora delle scomparsa hanno anche ripreso alcune auto lasciare Civitella e non si esclude che a bordo potessero esserci Sara e Alicya.

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CRONACA

Latina, incidente in centro città, perde la vita studente del Grassi

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LATINA – E’ morto a distanza di una settimana dall’incidente avvenuto nel pieno centro di Latina, tra Via Pio Vi e Via IV Novembre, Cristiano Cordoma, un ragazzo di 19 anni del Liceo Grassi di Latina. E’ stata la scuola a darne notizia con un post in cui esprime il suo dolore per la tragica scomparsa avvenuta al San Camillo dove il giovane era stato ricoverato.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il ragazzo viaggiava sul suo scooter con la fidanzata quando l’auto guidata da un ragazzo poco più grande della vittima, che non ha rispettato il segnale di dare la precedenza, li ha travolti, e poi non si è fermato a prestare soccorso. Il giorno seguente, quando la Polizia aveva già le immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la scena, il conducente  si è presentato spontaneamente in Questura autodenunciandosi. E’ ora indagato per omicidio stradale.

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