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CRONACA

Sud Pontino, il Presidente provinciale del PD Marcaccio scrive alla Commissione Antimafia

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matteo marcaccio

Un appello alla responsabilità istituzionale e alla trasparenza per fare luce sulla presenza della criminalità organizzata nel Sud Pontino. È questo il cuore della lettera inviata dal Presidente dell’Assemblea Provinciale del PD Matteo Marcaccio alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, in cui si chiede di attivare un percorso di ascolto e approfondimento concreto su un tema che torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico.

La richiesta arriva all’indomani di fatti di cronaca che hanno nuovamente scosso l’area: dalle notizie sul presunto ritorno di Antonio Bardellino, storico fondatore del clan dei Casalesi, fino agli episodi di violenza registrati a Fondi, come le recenti gambizzazioni che hanno colpito la comunità locale. “Credo sia importante evitare che la questione venga affrontata solo sull’onda emotiva o, peggio, strumentalizzata”, scrive Marcaccio, sottolineando come il territorio sia da anni oggetto di inchieste giudiziarie e relazioni della Direzione Investigativa Antimafia, che ne evidenziano la complessità e la vulnerabilità.

Ma c’è anche un’altra faccia, spesso oscurata dai riflettori: quella di una comunità fatta in larga parte da cittadini onesti, imprenditori e professionisti che lavorano nel rispetto delle regole e che meritano risposte, tutela e fiducia. Per questo Marcaccio chiede che la Commissione promuova un ciclo di audizioni coinvolgendo forze dell’ordine, amministratori locali, associazioni e rappresentanti della società civile. L’obiettivo non è accusare o alimentare polemiche, ma “comprendere meglio il fenomeno e individuare strumenti efficaci per contrastarlo”. “La Commissione ha l’autorevolezza per guidare un percorso di verità e legalità – conclude Marcaccio – che il territorio merita. Un impegno che sarebbe accolto con favore da tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Sud Pontino”.

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CRONACA

Controlli straordinari della Polizia nel sud pontino: espulsioni e denunce a Fondi

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Controlli straordinari della Polizia di Stato a Fondi nell’ambito delle attività di contrasto all’illegalità e di tutela della sicurezza pubblica. Nel corso delle operazioni gli agenti del Commissariato hanno controllato 134 persone e oltre 30 veicoli, elevando anche due sanzioni per irregolarità legate all’utilizzo della targa prova. Alla stazione ferroviaria una cittadina rumena è stata allontanata per 48 ore e sanzionata perché ostacolava l’accesso dei viaggiatori allo scalo. Eseguita inoltre l’espulsione di un cittadino indiano risultato irregolare sul territorio nazionale, accompagnato all’aeroporto di Fiumicino per il rimpatrio. La polizia ha anche individuato il presunto responsabile di un utilizzo indebito di carta di debito ai danni di un connazionale. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe sottratto temporaneamente la carta mentre la vittima dormiva, effettuando alcuni prelievi bancomat prima di riporla nel portafoglio. Determinante per l’identificazione il sistema di comparazione facciale SARI.

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CRONACA

Sezze, bar frequentato da pregiudicati: disposta la chiusura temporanea

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Chiusura temporanea per un bar di Sezze nell’ambito dei controlli disposti dalle forze dell’ordine per la tutela della sicurezza pubblica. La Polizia di Stato ha notificato un provvedimento di sospensione della licenza per 15 giorni emesso dal Questore della provincia di Latina ai sensi dell’articolo 100 del TULPS. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Latina con il supporto dei Carabinieri della Stazione di Sezze.

Alla base della decisione ci sarebbero una serie di verifiche e controlli effettuati nel locale e nelle sue immediate vicinanze, dove sarebbe stata riscontrata la presenza abituale di persone con precedenti di polizia, in particolare per reati legati agli stupefacenti. Nel corso degli accertamenti le forze dell’ordine hanno identificato diversi soggetti pregiudicati e sequestrato sostanze stupefacenti tra hashish e marijuana. In un episodio la droga sarebbe stata nascosta direttamente all’interno dell’esercizio commerciale.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, la situazione avrebbe configurato un concreto rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, portando così all’adozione della misura cautelare di sospensione dell’attività.

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CRONACA

Incendio nell’edificio di via Badino, il Sindaco: “Già presentato un nuovo cronoprogramma per il completamento dei lavori”

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Il sindaco di Terracina Giannetti ieri si è subito recato sul luogo dell’incendio in via Badino:  “Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine per il tempestivo intervento nell’edificio a ridosso di via Badino che rientra nel piano di zona Arene 1, ha dichiarato. Mi sono immediatamente recato sul posto per sincerarmi della situazione. Voglio ricordare che si tratta di un’opera privata, che diventerà pubblica non appena completati i lavori. È infatti un progetto pubblico-privato, che come noto è rimasto fermo per anni a causa di un ricorso presentato da alcuni proprietari su ricorsi fatti all’epoca. Una prima sentenza aveva dato ragione ai privati, bloccando di fatto i lavori. Il Comune di Terracina ha quindi presentato ricorso in appello, ottenendo questa volta una sentenza favorevole che adesso è passata in giudicato. Una vicenda giudiziaria legata ad un’indennità per l’esproprio che adesso finalmente si è conclusa. Il privato soggetto attuatore dell’opera, che prevede tra l’altro la realizzazione di una sala conferenze, ha già presentato un nuovo cronoprogramma, e gli Uffici Urbanistica sono al lavoro per la convenzione integrativa che verrà portata in Consiglio Comunale entro l’estate. Si procederà dunque alla firma della convenzione, e contiamo di far riprendere i lavori entro l’autunno. Da cronoprogramma presentato dal privato che sta realizzando l’opera i lavori devono concludersi entro 18 mesi dalla loro ripresa. L’opera solo una volta completata diventerà pubblica. È sempre stata nostra intenzione completare i lavori nella zona servizi del piano di zona Arene 1, che a lungo sono rimasti bloccati non per nostra volontà. Sono infatti presenti nel PIAO e nel DUP. Grazie al ricorso presentato dall’Amministrazione e alla sentenza passata in giudicato potremo ora arrivare alla conclusione di questo iter, riqualificando un’area e offrendo nuovi servizi per la Città».

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