Si è celebrato ieri presso la caserma “Santa Barbara” di Sabaudia sede del Comando Artiglieria Controaerei, il 107° anniversario della Battaglia del Solstizio, ricorrenza in cui l’Arma di Artiglieria celebra la sua festa. La battaglia combattuta nel giugno 1918, ricorda il sacrificio e la tenacia degli artiglieri italiani che contribuirono ad arrestare, sulle sponde del Piave, l’avanzata delle unità Austro-Ungariche, ponendo le basi per il successo di Vittorio Veneto.
All’evento hanno partecipato numerose Autorità civili, militari e religiose tra cui il Comandante delle Forze Operative Terrestri e delle Forze Operative Terrestri di Supporto, Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, il Prefetto della Provincia di Latina, Dottoressa Vittoria Ciaramella, il Vescovo di Latina, Monsignor Mariano Crociata, il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna, il Sindaco della città di Sabaudia, Dottor Alberto Mosca, il Comandante dell’Artiglieria Controaerei, Generale di Brigata Giuseppe Amodio e il Comandante dell’Artiglieria, Generale di Brigata Gianluca Figus.
Le celebrazioni hanno poi visto l’avvicendamento del Comandante dell’Artiglieria Controaerei, Generale di Brigata Giuseppe Amodio che, dopo 3 anni, ha ceduto il comando al Generale di Brigata Mattia Zuzzi, proveniente dallo Stato Maggiore della Difesa.
Il Generale Amodio nel suo discorso di commiato, nel dare atto dell’intenso lavoro svolto grazie alla professionalità e allo spirito di sacrificio delle donne e degli uomini avuti alle dipendenze, ha evidenziato quanto l’Artiglieria Controaerei tutta sia stata rispondente alle esigenze di sicurezza nazionale e internazionale con schieramenti, spesso concomitanti, di assetti SAMP/T, STINGER e antidrone, in Italia e all’estero.
Il Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, nel presiedere la cerimonia militare, ha sottolineato il ruolo determinante avuto dall’Arma di Artiglieria nel corso della Grande Guerra grazie alla determinazione e alla perizia tecnica dei militari che prestarono servizio in armi, e ancora oggi l’“Arma Dotta” fa del progresso tecnologico il suo punto di forza, necessario per rimanere al passo con l’evoluzione della minaccia.
A margine della cerimonia, gli ospiti hanno potuto osservare un atto tattico di capacità unmanned, congiunto tra le componenti terrestri e controaerei, in cui sono stati impiegati un mortaio da 120, un posto tiro Stinger, un assetto antidrone e un Quadrupedal Unmanned Ground Vehicle (QUGV) ATOMO, quest’ultimo in uso alle unità CBRN per il rilevamento e campionamento di agenti in ambiente contaminato. Una mostra statica dei sistemi d’arma terrestri e controaerei, in dotazione e di prossima entrata in servizio, hanno fornito un quadro sulle capacità esprimibili dall’Arma di Artiglieria dell’Esercito Italiano.
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