CRONACA
Criminalità nel Lazio, focus sulla provincia pontina: tra clan autoctoni e infiltrazioni mafiose
È stato presentato nella Sala Tevere della Giunta regionale il nuovo Rapporto sulla criminalità nel Lazio, curato dall’Osservatorio tecnico scientifico per la Sicurezza, la Legalità e la lotta alla corruzione. A illustrare il documento, il presidente Serafino Liberati, alla presenza della vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, della presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, dei Prefetti e dei vertici delle Forze dell’Ordine.
Il Lazio si conferma un territorio a criminalità mista, dove microcriminalità e criminalità predatoria si intrecciano con la penetrazione mafiosa, traffici illeciti e nuove forme di devianza giovanile. A queste criticità si affianca però una risposta sempre più mirata da parte delle istituzioni, anche grazie al progetto sperimentale “Socrates”, che introduce l’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare i fenomeni criminali e individuare strategie di prevenzione più efficaci.
I numeri della provincia di Latina
La provincia pontina emerge come uno dei territori più esposti della regione. Nel 2022 si sono registrati 19mila reati denunciati (3.369 ogni 100mila abitanti), mentre nel 2023 i dati sono saliti a oltre 20mila reati (3.552 denunce ogni 100mila abitanti). Latina passa così dalla 41ª alla 33ª posizione nella graduatoria nazionale per incidenza della criminalità. Solo nel 2023 si contano cinque omicidi, 19 tentati omicidi e 71 violenze sessuali.
Clan autoctoni e criminalità organizzata
Il rapporto fotografa una realtà complessa, dove storici clan locali come i Ciarelli e i Di Silvio hanno saputo mantenere radici profonde sul territorio. Quest’ultimo, legato a una lunga stagione di violenza che ha segnato Latina dagli anni Duemila, è stato riconosciuto dalla magistratura come associazione mafiosa.
A queste strutture si sommano le infiltrazioni della camorra e della ’ndrangheta, in particolare nel sud pontino. A Fondi si è consolidata una delle prime esperienze di fusione tra gruppi locali e organizzazioni calabresi, con figure criminali di spicco come i fratelli Tripodo e i fratelli Zizzo, attivi nel narcotraffico internazionale. Centrale anche la famiglia D’Alterio, con legami con il Mof e procedimenti giudiziari per concorrenza illecita con metodo mafioso.
Aprilia, epicentro delle inchieste più recenti
La città di Aprilia è stata al centro di due maxi operazioni tra il 2024 e il 2025, che hanno portato allo scioglimento del Comune per mafia e all’arresto del sindaco. Il clan apriliano viene descritto come una vera mafia autoctona, capace di alimentarsi con traffici di droga, usura, estorsioni e di intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione.
Un territorio fragile ma sotto osservazione
Il rapporto cita inoltre episodi di violenza che hanno colpito amministratori locali e attività commerciali, dagli incendi dolosi contro il sindaco di Lenola ai colpi d’arma da fuoco ad Aprilia, passando per intimidazioni a Fondi e nel sud pontino. La fotografia restituita dal rapporto è quella di una provincia fragile, esposta a pressioni criminali multiple e radicate, ma anche di un territorio sotto costante osservazione da parte delle forze investigative e della magistratura. L’obiettivo, sottolinea l’Osservatorio, è affiancare alla repressione giudiziaria una sempre più incisiva strategia di prevenzione che coinvolga istituzioni, cittadini e imprese.
CRONACA
Latina, stazione e autolinee controllati con le unità cinofile
LATINA – Un servizio di prevenzione e contrasto all’uso di stupefacenti è stato compiuto questa mattina dalla Polizia Locale di Latina in collaborazione con il Nucleo Cinofilo della Polizia Locale di Ciampino. Alla stazione di Latina Scalo e alle autolinee in Via Romagnoli, due zone considerate particolarmente critiche.
Sono state attenzionate circa venti persone ed è stata rinvenuta una dose di stupefacente per la quale una persona extracomunitaria che vive stabilmente in Italia è stata sanzionata. Le attività proseguiranno nei prossimi giorni anche con ulteriore impiego di cane da ricerca.
CRONACA
Latina, 94° anniversario della posa della prima pietra, Celentano: “Memoria di chi ha dissodato i campi è energia per il futuro”
LATINA – Latina ha celebrato oggi il 94° anniversario della posa della prima pietra. Durante la cerimonia, la sindaca Matilde Celentano, insieme a consiglieri comunali e assessori, ha deposto un mazzo di fiori in piazza del Quadrato, davanti al Monumento del Bonificatore, “simbolo – ha dichiarato in una nota – del duro lavoro che diede vita alla città il 30 giugno 1932″.
“La ricorrenza della fondazione di Latina ci ricorda il legame profondo tra le radici della nostra comunità e le sfide del futuro”, ha affermato Celentano, sottolineando il sacrificio dei pionieri che strapparono la terra alla palude e alla malaria. Celebrare il 30 giugno significa fare memoria della nostra terra e della nostra gente. Latina – ha proseguito la prima cittadina – è una città giovane, nata dall’incontro di culture, dialetti e tradizioni diverse che qui hanno trovato una sintesi unica. Una città che porta i segni evidenti delle sue origini nelle architetture razionaliste e nei suoi borghi, laboratorio a cielo aperto del Novecento. Una città proiettata al futuro, sin dalla sua origine”.
Citando Renzo Piano, Celentano ha ricordato che le città “organismi viventi’ e ha aggiunto che la sfida dell’attuale amministrazione “è quella di costruire una città sostenibile e verde, che sappia valorizzare il patrimonio naturale, dal Parco nazionale del Circeo al nostro litorale. La nostra sfida è anche quella di continuare a coltivare una città che sappia essere inclusiva e solidale, dove nessuno sia lasciato indietro e dove i giovani possano trovare ragioni per restare e investire il proprio talento. E ancora, la nostra sfida è quella di guardare all’innovazione, per una città capace di attrarre investimenti, valorizzare le nostre imprese e guardare all’Europa”.
Poi è tornata sul senso della Legge sul Centenario: “Come sappiamo ha assegnato alla nostra città, il capoluogo di provincia più giovane d’Italia, importanti risorse per una programmazione culturale che possa tradursi in un’offerta turistico-culturale destinata a durare nel tempo. Il lavoro con la Fondazione Latina 2032, istituita con la legge sul Centenario, è già iniziato e noi ce la stiamo mettendo tutta per arrivare al nuovo appuntamento con la storia attraverso un percorso strategico, condiviso e partecipato. Un percorso a step, con tappe che stiamo organizzando di volta in volta, cercando di valorizzare al meglio il nostro patrimonio”.
“L’orgoglio di essere di Latina – ha concluso la sindaca lanciando un monito diretto ai cittadini – si nutre della consapevolezza del nostro passato, dei nostri caratteri identitari, realizzandosi nelle azioni del presente con una visione futura. Oggi custodiamo la memoria di chi ha dissodato i campi e tracciato le strade, e trasformiamo quell’incredibile forza originaria nell’energia per il nostro futuro. Buona festa della Fondazione di Latina a tutti”.
CRONACA
Aggressione nel parco comunale di Cori. In arresto un 19enne
Strappa una catenina e aggredisce la vittima nel parco comunale. I Carabinieri arrestano un diciannovenne a Cori per rapina. I militari sono intervenuti all’interno del parco comunale, a seguito di una segnalazione per un’aggressione ed hanno ricostruito l’accaduto individuando l’indagato. Il 19enne poco prima, aveva strappato una catenina d’oro dal collo di un cittadino tunisino di 46 anni e successivamente, lo avrebbe colpito ripetutamente al volto, al fine di garantirsi la fuga. A causa delle lesioni riportate, la vittima è stata trasportata presso il Presidio di Assistenza Territoriale di Cori. Il 19enne è stato ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa della celebrazione della convalida dell’arresto che si terrà nella mattinata del 1° luglio 2026 presso il Tribunale di Latina, con rito direttissimo.
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NOTIZIARI14 ore faGR Latina – 30 giugno 2026 ore 15
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