ATTUALITA'
Ihab, il bambino degli ombrelloni: “Trasferiti a Latina per la qualità della vita, ma per i bisogni speciali serve di più”
LATINA – Al mare lo chiamano il bambino degli ombrelloni. Aspetta il tramonto in attesa di chiuderli, mettere a posto i lettini con precisione e ordine approfittando della gentilezza del gestore dello stabilimento che frequenta, poi va a casa soddisfatto. Si chiama Ihab, che significa “Dono”, e la storia che lo ha portato a vivere al Lido di Latina non è esattamente ordinaria e comincia con una cardiopatia congenita molto grave, una famiglia d’origine fragile e una richiesta di supporto lanciata dai medici del Bambino Gesù a una collega disponibile e competente. “Dovevamo seguirlo per il tempo necessario a dargli assistenza durante il ricovero ospedaliero che è durato 18 mesi, è diventato nostro figlio”, raccontano i genitori.
A Latina Ihab è arrivato perché il mare fa bene ai suoi problemi respiratori e perché può fare le (tante) terapie di cui ha bisogno, affrontando spostamenti tutto sommato brevi. Può, insomma, avere una qualità della vita buona. Purtroppo però c’è anche l’altra faccia della medaglia: i servizi. E su questo fronte è tutta un’altra storia, come ci racconta la professoressa Flavia Ventriglia, Responsabile del Servizio di Cardiologia Pediatrica presso l’Ospedale Santa Maria Goretti a Latina, punto di riferimento nel settore della cardiologia pediatrica e mamma di Ihab.
Professoressa, lei è mamma adottiva di un bambino con bisogni molto speciali?
Sì, sono mamma di Ihab che ha 10 anni e mezzo, quasi 11, che noi abbiamo avuto prima in affido e poi in adozione ormai dal 2020. Ihab nasce con una cardiopatia congenita molto complessa e ha dovuto essere sottoposto a ben quattro interventi cardiochirurgici importanti, è portatore di una protesi meccanica, quindi con tutta la problematica della coagulazione.
Ma non è solo questa la problematica di suo figlio?
Esatto, molto spesso i bambini con cardiopatia congenita complessa hanno disabilità neurocognitive. Sembra che addirittura già dalla vita intrauterina ricevano un pochino meno flusso di sangue a livello cerebrale, lui per di più è stato sottoposto a vari interventi cardiochirurgici, ha avuto per questo un lungo periodo di isolamento. Questo, unito probabilmente ai farmaci che sono quasi tutti autotossici, l’ha portato a una sordità neurosensoriale profonda e conseguentemente a qualche piccolo disturbo dello spettro autistico.
Ed è proprio quando avete adottato Ihab che avete scelto di venire a Latina, per offrirgli una vita più semplice
Esatto, la nostra scelta di venire a Latina è stata proprio quella di potergli dare prima di tutto una qualità di vita migliore rispetto alla grande città, la possibilità di muoversi in maniera più semplice, di avere servizi teoricamente più accessibili e soprattutto di poter vivere a 300 metri dal mare, perché abbiamo fatto questa scelta di prendere una villetta vicinissima al mare. Tutto questo avveniva cinque anni fa e quando siamo arrivati abbiamo trovato una cittadina in pieno sviluppo. Eravamo molto contenti di quello che avevamo trovato e nell’anno del Covid, durante la seconda ondata, stare qui ci ha permesso di non isolare tanto il bambino, perché tra il giardino e il mare a 200-300 metri, l’abbiamo sentito pochissimo l’isolamento.
La difficoltà è arrivata però perché il bambino ha molto bisogno di assistenza, e poi ci racconterà lei di quanti terapisti ha bisogno, e le strutture presenti a Latina sono poche, e molto lunghe le liste di attesa.
Sì esattamente, lui ha bisogno ovviamente, essendo sordo e avendo fatto lo scorso anno l’impianto, di fare logopedia, ha avuto bisogno di una disfagista, di una neuropsicomotricista e ha due terapiste ABA del comportamento che vengono a casa. Ecco, per tutte queste figure non abbiamo trovato nessun aiuto nel pubblico ma tutte e solo e esclusivamente nel privato. Fate un conto anche approssimativo di quanto può venire a una famiglia una gestione di questo tipo.
Ha quantificato?
Certo, spendiamo circa 1.500 euro al mese solo di terapia riabilitativa. Poi ha bisogno della babysitter perché ha la mamma lavoratrice, quindi è necessaria anche una babysitter a tempo pieno che vive con noi. Per fortuna abbiamo trovato una persona splendida che ha saputo molto bene interagire col bambino per cui è la terza figura di riferimento oltre mamma e papà, è una figura assolutamente affidabile. Però chiaramente ha il suo costo non indifferente.
La scuola com’è andata invece?
La scuola è andata piuttosto bene, lui ha iniziato, si è inserito bene, ha avuto delle buone insegnanti di sostegno, ha avuto l’assistente alla comunicazione che lo seguiva in maniera adeguata. I problemi sono cominciati due anni fa con le colonie, perché non hanno più avuto l’assistente alla colonia 1 a 1, ma sono diventate 1 a 3, fino a quest’anno che non hanno più avuto l’assistente alla colonia. E poi, da quest’anno, a scuola, c’è questo grosso problema che ad oggi 26 settembre non c’è ancora un minimo accenno ad avere l’assistente alla comunicazione, e per un bambino sordo profondo, non avere l’assistente alla comunicazione è veramente una cosa che rende pressoché impossibile l’inserimento a livello scolastico.
C’è un altro problema che è quello dell’isolamento.
Sì, il problema dell’isolamento è che lui avendo tutta una serie di problematiche, la sua cardiopatia che lo rende un pochino più fragile, la sordità, il lieve tratto autistico e l’iperattività è un bambino un po’ complesso da approcciare, anche se è un bambino di una solarità unica, chiunque lo ha incontrato si innamora di nostro figlio perché è veramente un bambino che ti strappa il cuore ed entra in sintonia in maniera veramente molto importante.
È il bambino degli ombrelloni.
Sì, esattamente, è il bambino degli ombrelloni perché lui ama aprire e chiudere gli ombrelloni e ha un’abilità incredibile per cui sulla riva del mare lo conoscono tutti perché alle sei e mezza del pomeriggio si fa a tutti gli stabilimenti per chiudere gli ombrelloni. Inizialmente sono spaventati di un bambino piccolo che fa questa cosa, poi capiscono che è più abile dei bagnini per cui lui si chiude più ombrelloni possibile, anzi io dico: fateglielo fare perché è bravissimo ed è la sua più grande soddisfazione.
Siete sempre convinti di restare a Latina?
Noi siamo abbastanza convinti di restare a Latina perché, ripeto, la qualità di vita rispetto alla grande città per lui è notevole. Anche mio marito è portatore di un handicap motorio quindi sicuramente ha una possibilità di movimento migliore che non in città. Però facciamo questo appello, anche attraverso questa opportunità, di creare un pochino più di strutture e un po’ più di facilitazioni per questi bambini che hanno questi problemi, nel pubblico, non solo nel privato e soprattutto di snellire queste liste d’attesa nei centri convenzionati. Un’altra cosa fondamentale è sbloccare quanto prima questa situazione degli assistenti alla comunicazione, alla persona, degli assistenti sensoriali a scuola, perché quest’anno i ritardi rischiano di essere veramente importanti. Non lo dico solo per noi, ma per dare voce ai tanti che vivono una condizione simile alla nostra.
Ihab ha cambiato di certo le vostre vite. Come avete vissuto l’arrivo di questo bambino con tanti bisogni speciali?
L’abbiamo incontrato sul nostro cammino e non ci siamo tirati indietro, sapendo che gli avremmo potuto dare molto per le competenze di entrambi, io sono medico, ma mio marito è un fisico e con la sua statistica, le sue capacità al computer, è stato utilissimo in questo percorso. E poi lui rispecchia esattamente il nome che ha: Ihab, nella sua lingua originaria, lui ha un’origine del Bangladesh anche se è nato a Roma, nella sua lingua significa “dono”. Ecco, per noi è stato veramente un dono che ci è arrivato a un’età avanzata, che però ha trasformato completamente la nostra vita nostra. E noi con il nostro amore, in primis, e poi anche con le nostre competenze abbiamo cambiato la sua.
APPUNTAMENTI
Riapre l’Ex Evergreen. Nuova vita al Parco di Via Roccagorga
Ha ri- aperto al pubblico il parco di via Roccagorga, Ex Evergreen, con una nuova veste grazie alla riqualificazione effettuata con il progetto Upper per i parchi produttivi urbani per lo sviluppo di tecnologie e servizi connessi a soluzioni basate sulla natura.
Presenti, ieri pomeriggio il sindaco Matilde Celentano, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Carnevale nonché Marco Compagnucci, rappresentante della società La Flan Gest Srl che gestirà il parco per vent’anni. Hanno partecipato anche numerosi assessori e consiglieri comunali.
“L’iter seguito dall’amministrazione comunale – afferma il sindaco Matilde Celentano – non è stato semplice considerando il termine degli interventi di riqualificazione legati al progetto europeo e l’affidamento. La prima consultazione di mercato ha dato esito negativo perché le proposte pervenute non erano in grado di rispondere a tutte le necessità che la gestione di un parco produttivo richiede, ma siamo arrivati poi all’aggiudicazione e sottoscrizione del contratto con La Flan Gest Srl, che ringrazio, che si gestirà per 20 anni il parco. Non è un parco come tanti. Presenta, infatti, una serie di innovazioni che lo rendono unico sia nel panorama locale che nazionale: ospita una serra ricca di fiori e piante, stand espositivi e laboratori creativi, un’area bimbi, zone relax, percorsi sensoriali, chiosco con vendita di prodotti a chilometro zero, area picnic, e, infine, musica e spettacoli per trascorrere anche le serate d’estate insieme sotto alle stelle. Insomma, è stato un percorso complicato, ma siamo orgogliosi di aver aperto al pubblico un parco innovativo, green, con una forte vocazione sociale situato in un’area strategica, caratterizzata dalla presenza di numerose scuole, del mercato settimanale e della Curia vescovile. In questo parco, inoltre, è installata una delle quattro bacheche di crossbooking in legno volute dal Consiglio comunale delle bambine e dei bambini. Infine, voglio sottolineare un aspetto a cui tengo in maniera particolare. Mentre erano in corso i lavori presso quest’area, nel 2023 appena poco dopo il mio insediamento, è venuto a mancare Jean-Luc Krautsieder. Un giovane molto conosciuto in città che per motivi di lavoro si era trasferito in Francia, ma che desiderava tornare a Latina. Jean-Luc tornerà a Latina sotto un’altra forma perché questo parco, l’ex Evergreen, dove trascorreva i pomeriggi d’estate quando era piccolo, sarà intitolato a lui. La commissione Toponomastica si è già espressa e, prestissimo, la delibera approderà in Consiglio comunale per divenire ufficiale. Questo meraviglioso parco, sarà a lui dedicato”.
Esprimo grande soddisfazione – dichiara il vicesindaco Massimiliano Carnevale, con delega ai Lavori pubblici – perché finalmente il parco sarà a disposizione del quartiere e dell’intera comunità, tornando a essere un punto di riferimento come lo è sempre stato. È stato un lavoro complesso, al quale questa amministrazione si è dedicata sin dai primi giorni per evitare il definanziamento dell’opera e poter completare i lavori nei tempi richiesti. Un percorso che ha richiesto impegno costante, attenzione amministrativa e una stretta collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di garantire il buon esito dell’intervento e la piena valorizzazione di un’area particolarmente significativa per il territorio. Ringrazio, per questo, gli uffici per il prezioso lavoro svolto, che ci ha permesso di raggiungere il risultato per tempo e auguro buon lavoro al gestore”.
“L’Ex Evergreen – aggiunge Marco Compagnucci, rappresentante della società La Flan Gest Srl – nasce con l’obiettivo di essere uno spazio aperto e a disposizione di tutta la città. Vogliamo che diventi un vero punto di riferimento per la comunità, un luogo capace di accogliere attività sportive, sociali, culturali e anche lavorative, creando connessioni tra persone, associazioni e realtà del territorio. Parliamo di un progetto in continua evoluzione. Abbiamo immaginato il parco come un organismo vivo, destinato a crescere insieme alla comunità che lo frequenterà. Nei prossimi mesi prenderanno forma nuove iniziative, dalla produzione e vendita di piante e fiori agli orti urbani, che contiamo di avviare tra settembre e ottobre. Ma soprattutto vogliamo ascoltare le persone: idee, proposte e contributi dei cittadini saranno fondamentali per costruire insieme il futuro di questo spazio. L’ambizione è quella di creare un vero incubatore di idee e progetti per la città, un luogo dove possano nascere collaborazioni, attività e opportunità capaci di generare valore per il nostro territorio”.

ATTUALITA'
Formia rende omaggio ad Annamaria Scafetta: targa celebrativa alla campionessa del ciclismo su pista
L’Amministrazione comunale di Formia ha reso omaggio ad Annamaria Scafetta, protagonista di una lunga carriera nel ciclismo su pista che l’ha portata a conquistare tredici titoli italiani e a vestire per quindici anni la maglia della Nazionale.
Nel corso di un incontro a Palazzo Comunale, il sindaco Gianluca Taddeo ha consegnato all’atleta una targa celebrativa, la maglia della partenza del Giro d’Italia da Formia e alcuni gadget dell’evento, come riconoscimento per i risultati ottenuti e per aver portato il nome della città ai vertici del ciclismo nazionale e internazionale.
Ad accompagnare la campionessa c’era il padre Salvatore, definito dalla stessa Scafetta il suo primo tifoso. Alla cerimonia ha preso parte anche l’assessore allo Sport Fabio Papa.
Tra i principali traguardi dell’atleta figurano tredici titoli di campionessa d’Italia, la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo Juniores del 1999 e una lunga esperienza con la Nazionale italiana.
Il riconoscimento arriva a poche settimane dalla partenza della settima tappa del Giro d’Italia ospitata da Formia il 15 maggio scorso, evento che ha rafforzato il legame della città con il mondo del ciclismo.
“Con la sua straordinaria carriera ha dato lustro alla nostra città, diventando un punto di riferimento per lo sport italiano”, ha dichiarato il sindaco Taddeo, sottolineando come Scafetta rappresenti un esempio di impegno e determinazione per le nuove generazioni.
Emozionata la campionessa, oggi in servizio presso il 7° Reggimento AVES “Vega” di Rimini, che ha ringraziato l’Amministrazione per il riconoscimento ricevuto. “Formia è casa, è il luogo dove è nato il mio sogno. Spero che il mio percorso possa essere uno stimolo per tanti giovani a credere nei propri sogni e a non smettere mai di inseguirli”, ha dichiarato.
ATTUALITA'
Cambio alla guida della Cattedrale di San Marco, lascia Don Francesco Pampinella, arriva Don Sergio Pellini
LATINA – Questa mattina, il vescovo Mariano Crociata ha presieduto l’assemblea del clero, tenuta presso la Curia diocesana di Latina. “Si è trattato di un momento di condivisione e confronto sull’anno pastorale appena trascorso, ma anche di accennare ai temi e ambiti da sviluppare per il prossimo cammino della comunità diocesana”, si legge in una nota con cui vengono ufficializzati anche i trasferimenti di Parroci e altre nomine.
I Salesiani hanno deciso che Don Francesco Pampinella lascerà la guida della Parrocchia cattedrale di S. Marco a Latina e al suo posto arriverà Don Sergio Pellini (nell’ambito degli avvicendamenti della famiglia religiosa).
Crociata ha poi deciso che Don Leonardo Chiappini sarà Parroco al SS.mo Cuore di Gesù a Borgo Sabotino (Latina); Don Alfonso Fieni, Parroco della concattedrale di S. Cesareo a Terracina; Don Pasquale Tamborrino, Parroco a S. Giovanni Battista a Giulianello (Cori); Don Fernando Vazquez, Amministratore parrocchiale a Gesù Divin Lavoratore, a Latina (insieme a Madonna di Loreto); Don Gianmarco Falcone invece resta Parroco di Sezze Scalo, ma è nominato Cancelliere vescovile e succederà a Don Isidoro Petrucci che ha rivestito l’incarico per 30 anni; infine, Don Alberto Barda è il nuovo Cappellano dell’Ospedale “S. Maria Goretti” di Latina.
Il vescovo Crociata ha ringraziato i presbiteri coinvolti nei trasferimenti per la disponibilità assicurata ad assumere i nuovi incarichi. Allo stesso tempo ha ringraziato anche coloro che hanno lasciato il servizio per motivi di salute o per raggiunti limiti di età, come don Isidoro Petrucci, che ha trascorso 42 anni complessivi nella Cancelleria, di cui gli ultimi 30 anni proprio come Cancelliere vescovile, il quale già a febbraio scorso, al compimento del 75° anno d’età, aveva presentato la rinuncia all’ufficio come previsto dal Diritto canonico.
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