LATINA – Spunta una nuova pista nell’inchiesta sull’attentato in cui rimasero uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere di Sonnino Vittorio Iacovacci, assassinati in Congo dove erano assegnati. A distanza di oltre quattro anni dal 21 febbraio 2021, giorno dell’attentato, il nuovo filone investigativo porta a una miniera gestita da una società russa. E’ quanto emerge da una trascrizione, che i legali della famiglia del diplomatico italiano hanno presentato ai pm di Roma nell’ambito del fascicolo aperto contro ignoti. Secondo quanto si apprende riguarda un colloquio avvenuto tra un loro fiduciario in Congo e un soggetto terzo non ancora identificato in cui si afferma che l’agguato mortale al convoglio che trasportava l’ambasciatore e il carabiniere di Sonnino che gli faceva da scorta è avvenuto non lontano da una miniera di pirocloro-niobio (nella zona di Ruthsuru e Luesh), dove le auto secondo il testimone sarebbero state dirette. I due fatti potrebbero dunque essere collegati.
“La ‘fonte’, contattata nell’ambito delle indagini difensive e protetta per ragioni di sicurezza, parla di coordinate, mappe, fotografie e informazioni che inequivocabilmente indicherebbero che l’ambasciatore fosse diretto verso Ruthshuru- Lueshe”, si legge in un lancio dell’Adn Kronos che per prima ha pubblicato la notizia.
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