CRONACA
Le motivazioni dell’ergastolo a Sodano: “Duplice omicidio ritorsivo”
LATINA – Sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo per Christian Sodano, il finanziere 27enne che lo scorso anno uccise a Cisterna Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, madre e sorella di quella che era stata in passato la sua fidanzata. Per i giudici della corte d’assise di Latina il duplice femminicidio è stato una ritorsione per far soffrire Desyree, colpevole, nella mente dell’omicida, per aver scelto di non voler proseguire il loro rapporto sentimentale. Secondo la sentenza, un fatto definito inedito e raccapricciante, scatenato da motivi abietti e futili. Per la corte, poi, non c’è stata premeditazione, in quanto gli elementi raccolti non sono bastati ad assodarla. Infine, hanno sottolineato i giudici, Sodano durante gli interrogatori non ha mostrato alcun segno di ripensamento e, anzi, con il delitto ha affermato il proprio potere costringendo l’ex fidanzata a pensare a lui per tutta la vita.
CRONACA
Tentata rapina e aggressione in centro a Latina, denunciate due persone
La Polizia di Stato di Latina ha denunciato due cittadini stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata rapina, lesioni personali, minacce aggravate e tentato furto. L’indagine della Squadra Mobile è partita da un episodio avvenuto la sera del 25 marzo in via Don Morosini, nei pressi di un’attività di ristorazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo sarebbe stato aggredito durante un tentativo di rapina e, nel tentativo di mettersi in salvo, si sarebbe rifugiato all’interno del locale. Durante l’aggressione sono rimasti feriti anche il titolare dell’attività e un dipendente intervenuti per prestare aiuto. Le indagini, condotte attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, le denunce delle persone coinvolte e i riconoscimenti fotografici, hanno consentito di identificare i due presunti responsabili. Uno degli indagati è stato denunciato per tentata rapina, lesioni personali e minacce aggravate, mentre il secondo dovrà rispondere di tentato furto in relazione al proprio ruolo nella vicenda. La Polizia ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
CRONACA
Cani segregati in gabbia anche al buio e senza cibo, denunciato un uomo di Maenza. Gli animali portati in canile
MAENZA – Aveva rinchiuso sei cani in gabbie chiuse di piccolissime dimensioni dove non si potevano muovere, e uno non aveva neanche un minimo di luce. Le gabbie inoltre venivano tenute sotto una tensostruttura in pvc, a temperature alte e senza cibo né acqua. E’ quanto hanno appurato i carabinieri del Nucleo Forestale di Priverno durante un’attività di controllo congiunto svolta con il Servizio Veterinario ASL di Priverno, nel comune di Maenza.
Il proprietario degli animali già in passato era stato sanzionato per irregolarità sulla modalità di detenzione di alcuni cani e l’ASL aveva comminato sanzioni amministrative e impartito delle prescrizioni per migliorare le condizioni di vita dei cani, nel rispetto delle norme di legge. La situazione però non solo non era migliorata, ma anzi, gli animali sono stati trovati in gravi sofferenze.
I militari hanno quindi posto sotto sequestro penale i sei cani rinvenuti e li hanno trasferiti nel canile convenzionato con il comune di Maenza “Arte Insieme” di Itri dove sono stati sottoposti alle visite e alle cure del caso, mentre l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per detenzione di animali in condizioni che causano gravi sofferenze e incompatibili con la loro natura ai sensi dell’articolo 727 del Codice Penale.
CRONACA
Resta il mistero sul gommone trovato con la batteria accesa a Torre Astura
NETTUNO – Resta il mistero sul gommone ritrovato spiaggiato lunedì sera nei pressi di Torre Astura, nell’area del Poligono Militare di Nettuno. La Guardia Costiera di Anzio dopo la segnalazione arrivata lunedì sera ha avviato le indagini per verificare che non ci fossero dispersi in mare e per risalire ai proprietari dell’imbarcazione trovata con la batteria attaccata e il motore in posizione di navigazione.
Le operazioni di ricerca si sono protratte fino alle 3 della notte per poi ricominciare via mare con i mezzi specializzati della Capitaneria di Porto di Anzio di nuovo alle prime luci dell’alba di oggi. La Capitaneria di Porto ha anche divulgato alcune foto del mezzo, chiedendo la collaborazione a tutti i cittadini al fine di poter risalire al proprietario del gommone.
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