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FESTIVAL DEL GIALLO
Ecco l’antologia “Ramblas negras” curata da Gian Luca Campagna

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coverPISTOIA – Domenica 2 febbraio ore 16 al Festival del giallo di Pistoia, presso la Biblioteca comunale, verrà presentata l’antologica ‘Ramblas negras’ (ego ed.), omaggio letterario sotto forma di racconti dove si respirano le atmosfere di Manuel Vazquez Montalbàn, unico esempio letterario in Italia dove si celebra il grande scrittore catalano a dieci anni dalla scomparsa. Curatore della raccolta antologica è Gian Luca Campagna, che ha confezionato l’antologia insieme allo scrittore Andrea Carlo Cappi e al collettivo di scrittura dei Seven , interamente di Latina. Sono 8 i racconti che ripercorrono la storia dello scrittore Montalbàn e la sua creatura letteraria, quel detective Pepe Carvalho che ha ispirato romanzi, film e anche un grande personaggio come il commissario Montalbano (infatti Andrea Camilleri ha omaggiato così uno dei suoi autori preferiti).

“Sarà una di quelle antologie che farà chiacchierare gli ambienti letterari. Forse per irriverenza. O forse per presunzione –ha scritto Gian Luca Campagna nella prefazione-. Siamo pronti a giurare che non è stata nessuna delle due motivazioni a spingere il gruppo letterario dei Seven e la guest star Andrea Carlo Cappi a celebrare uno dei più grandi scrittori scomparso 10 anni fa”.

Manuel Vàzquez Montalbàn infatti in ‘Ramblas negras’ è celebrato per autentica e genuina passione in una raccolta di racconti che odorano del suo personaggio che lo ha reso eterno, il detective privato Pepe Carvalho, un modo per omaggiare chi è stato capace di fare letteratura attraverso un genere, il giallo o il noir, spesso -e a torto- considerati paraletteratura.

L’idea del tributo è nato dopo diverse ragionate cene tra i componenti dei Seven, un gruppo di appassionati lettori (prima) e scrittori (dopo) che attraverso varie esperienze si sono ritrovati a condividere un corso di scrittura creativa, cementificando le proprie passioni e coltivando una forte amicizia. Così Michele De Luca, Elettra Ortu La Barbera, Michela Iazzetta, Roberto Tartaglia, Alessio Papacchioli, Rinalda Antonetti più Campagna e la guest star Cappi si sono cimentati in una produzione letteraria che si legge con piacere, dove ognuno si è espresso col proprio stile in 8 racconti da leggere tutti d’un fiato.

L’antologia in diversi modi celebra il genio creativo dello scrittore di Barcellona e, chiaramente, del suo alter ego letterario. In questi racconti ritroviamo senza sforzo apparente i concetti chiave che risuonano negli scritti narrativi di Montalbàn che ha per protagonista Pepe Carvalho, dove l’esaltazione della vita da mordere assume una musicalità armonica quando si celebrano gli aspetti che rendono la vita degna di essere vissuta: le donne (o l’amore, se preferite) e la (buona) tavola. E poi, appunto, il calcio. Perché il calcio (Manolo è stato un grande appassionato del Barcellona) è qui metafora della vita, simbolo di passione e socialità. “E poi, ancora, la maggiore delle armi di Pepe: l’ironia feroce e corrosiva, che non risparmia nessuno, né sbirri né delinquenti, né senatori né legulei, né tiranni né politucoli, né miliardari né poveracci, né puttane né nobildonne, attraverso un chiaro termometro di democraticità impossibile da individuare in altri autori e che conosce un solo reale mirror, la vita reale” aggiunge Campagna. A questo uniamo il mistero e il delitto, quegli elementi che inducono il lettore ad acquistare un romanzo e a cominciare una schermaglia nemmeno tanto velata con l’autore, sfidato a svelare arcani e assassini prima delle ultime risolutrici pagine dell’opera. Ecco così apparire un protagonista all’apparenza disincantato e insolente, cinico e nostalgico, impegnato e disimpegnato, caustico e sfrontato, impertinente e accomodante, che si sollazza attraverso le gioie del palato e della carne, esaltando quella mediterraneità che ritroviamo in alcuni scorci della Marsiglia di Izzo ma che nell’investigatore catalano ma di estrazione galiziana diventano dirompenti. E il personaggio principale ricalca –e probabilmente di molto- il suo autore: è un alter ego più di carne, ossa e anima che di carta e inchiostro. Troppe le similitudini tra i due ‘personaggi’, che amano le donne (indistintamente) e la tavola, odiano le ingiustizie (e per questo sono socialisti nella Spagna franchista) e mal tollerano l’arroganza, utilizzando per contrastarle armi, pugni e ironia. Pepe (cioè il nostro comune Beppe) appare per la prima volta nel 1972 in ‘Io ho ucciso Kennedy’, dove già conosciamo un paio di concetti del Carvalho/Montalbàn-pensiero: molla la moglie Muriel che lo costringeva a vivere ‘nella ripugnante tensione della pretesa autenticità’ e convola a nozze con la Cia, riceve soldi per assassinare JFK, non si sa se sparò ma quel che è certo scappò col malloppo in saccoccia ‘in questo modo distruggo in me qualsiasi alibi di convenzione morale’. In più, credente maschilista fino al midollo, si ‘fidanza’ con la puttana Charo attraverso una legge del contrappasso che strappa larghi sorrisi. Nell’excursus letterario di chi si imbatte in Montalbàn appare anche una cosa che i più s’affrettarono a definire fascista: il nostro Carvalho brucia i libri, rei di averlo distolto con la loro fredda teoria dalla vera realtà del quotidiano, con una ferocia degna di un tribunale dell’Inquisizione, senza passare mai per un appello. Poi, ancora, ecco un altro aspetto caro al nostro: la cucina come metafora della cultura. E quindi della vita. A seconda dello stato d’animo decide con quale testo aizzare le fiamme e quali sono gli ingredienti per succulenti esperimenti o imitazioni di piatti internazionali: essendo una cucina espressa, le puntate alla profumata Boqueria di Barcellona sono pressoché quotidiane da parte del fido segretario Biscuter. E la sublimazione culturale avviene attraverso una degustazione di una pietanza aromatizzata e condita, lontana dal concetto di elementare primordialità che si accosta a una cucina neandertaliana. Del resto, il genio catalano scrive ‘Cucinare è come scrivere, è un lavoro manuale che richiede applicazione. E mangiare significa comunicare’. E gli si può dare torto?

Montalbàn muore all’aeroporto di Bangkok per un infarto il 18 ottobre 2003. “E ci lascia un vuoto letterario incolmabile –chiude Campagna-. Noi, indegnamente, abbiamo provato a percorrere i suoi sentieri narrativi, con la modesta volontà di omaggiare chi ha ulteriormente contribuito a sdoganare romanzi gialli, che gialli in verità non sono mai stati, se non, appunto, uno specchio della cruda realtà contemporanea. E citando ‘Tatuaggio’ se non è nato per rivoluzionare l’inferno, crediamo che sia riuscito a sovvertire l’ordine della grande letteratura”

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A Latina il Centro Gandhi Onlus organizza un seminario sulle ragioni della nonviolenza

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LATINA – Il Centro Gandhi Onlus organizza un seminario dal titolo: “La forza e il potere della nonviolenza per costruire la pace”, che si svolgerà Venerdì 6 marzo alle ore 18 presso una Sala parrocchiale della chiesa Santa Maria Goretti di Latina. Durante l’incontro sarà illustrata una presentazione, a cura del referente locale Dario Cillerai, su teoria e metodi della nonviolenza,
attraverso citazioni dai maestri quali Gandhi, Martin Luther King, Aldo Capitini e altri. Saranno inoltre forniti numerosi suggerimenti di lettura di libri fondamentali sull’argomento. Sarà infine dato spazio a domande e al dibattito.

“La via da seguire è quella di esercitare il nostro potere attraverso la forza della nonviolenza, spendendo risorse e impegno per costruire la pace in tutte le sue dimensioni, a partire dal nostro territorio – spiegano gli organizzatori in una nota – : dentro noi stessi, con gli altri, nella società e con la terra. Il primo passo da compiere è formare noi stessi e diffondere una nuova cultura che
pezzi l’assuefazione all’ingiustizia e al dolore altrui, insieme alla spirale di odio e di interessi particolari che genera la violenza”.

Gandhi Edizioni è una casa editrice senza scopo di lucro con sede a Pisa, nata per riempire un vuoto presente nell’editoria italiana sui temi della Pace e della nonviolenza. Organizza corsi di formazione, laboratori educativi, convegni di studio in collaborazione con scuole e università. Pubblica la collana “Quaderni Satyāgraha”, manuali di formazione ormai giunti a oltre 50 volumi.

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Obesità, non è solo questione di peso. L’incontro sabato 7 marzo alle ore 10.30 al Circolo Cittadino di Latina

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LATINA – In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità,  sabato 7 marzo alle ore 10.30 presso il Circolo Cittadino “Sante Palumbo” di Latina si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Obesità, non è solo questione di peso – Cinque casi clinici per capirne le complessità: un evento di informazione e sensibilizzazione aperto alla cittadinanza, promosso dai biologi nutrizionisti Salvatore Battisti, Cristina Funaro, Vanessa Pacelli, Federica Pesce e Davide Reccanello, con la partecipazione di Daniela Pace, medico chirurgo specialista in endocrinologia e malattie del ricambio.  Modera gli interventi il giornalista Fabrizio Giona. L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: promuovere una cultura della salute più consapevole e aggiornata, offrendo strumenti concreti per comprendere l’obesità nella sua reale complessità. Oggi l’obesità è riconosciuta dalla comunità scientifica come una malattia cronica, multifattoriale e recidivante, che incide profondamente sulla qualità della vita delle persone e sulla salute pubblica. Non è un caso se gli ultimi dati diramati dall’Istituto Superiore di Sanità parlano di un fenomeno in espansione: circa il 40% degli adulti italiani (2 su 5) è in sovrappeso, circa 1 su 10 è classificato come obeso. Per tale ragione, una comunicazione chiara e accessibile è fondamentale per aiutare le persone a compiere scelte informate, come adottare un’alimentazione equilibrata, integrare l’attività fisica nella vita quotidiana e riconoscere precocemente eventuali segnali di rischio. La prevenzione rappresenta, infatti, lo strumento più efficace per ridurre l’incidenza di sovrappeso e obesità, soprattutto tra i più giovani. Allo stesso tempo, l’evento intende promuovere una visione non stigmatizzante della malattia: l’obesità non può essere ridotta a una semplice questione di volontà individuale ma è il risultato di fattori biologici, psicologici, sociali e ambientali. Superare pregiudizi e semplificazioni è il primo passo per costruire percorsi di cura più efficaci e rispettosi della persona.

“Il cuore dell’incontro sarà la presentazione di cinque casi clinici reali. Una scelta che permetterà di affrontare il tema in modo concreto e immediatamente comprensibile, favorendo empatia, dialogo e partecipazione – commentano gli organizzatori – Attraverso un approccio multidisciplinare, verranno illustrati percorsi di diagnosi e trattamento, evidenziando l’importanza del supporto nutrizionale, medico e psicologico, al fine di contribuire a rafforzare la cultura della consapevolezza. Perché informare in modo corretto significa favorire l’accesso tempestivo ai percorsi di cura e migliorare gli esiti clinici ma soprattutto oggi vuol dire investire in una società più sana, più equa e più attenta al benessere di tutti”.

Per il suo alto valore scientifico e divulgativo, l’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Latina, dell’Ordine dei Biologi di Lazio e Abruzzo (OBLA) e dell’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Biologi (ENPAB).

L’ingresso è libero e gratuito.

 

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La “Walk for the Cure” fa tappa a Monte San Biagio: domenica 8 marzo torna la passeggiata di Komen Italia

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MONTE SAN BIAGIO – Dopo il grande successo riscosso a Terracina la “Walk for the Cure”, la camminata in rosa nata per sensibilizzare e raccogliere fondi per i progetti di Komen Italia per la lotta ai tumori del seno, fa a tappa a Monte San Biagio. L’appuntamento è fissato per domenica 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, con una camminata storica per le bellezze del borgo pontino, per vivere tutti insieme un momento di solidarietà e consapevolezza. Uniti dallo scopo di diffondere il messaggio sull’importanza della tutela della salute femminile, infatti, donne, uomini e bambini percorrano la straordinaria Via Appia – Regina Viarum, così come accaduto per la “Walk for the Cure” di Terracina, trasformando ancora una volta il patrimonio Unesco in un filo rosso che unisce tutta la provincia attraverso la solidarietà.

Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le ore 9 in piazzale Padre Pio, con la partenza fissata alle 9:30. Alle 11, invece, si terrà la messa presso la Chiesa di San Giovanni Battista, mentre alle 12 si svolgerà l’incontro istituzionale con associazioni, sindaco e assessori di Monte San Biagio in piazza Saint Romain le Puy. Il percorso si snoderà attraverso le vie del centro storico e tutti i partecipanti,  ai quali viene proposta una donazione minima di 10 euro, riceveranno l’iconica maglietta ufficiale della “Walk for the Cure”, simbolo di appartenenza e impegno che, edizione dopo edizione, è diventata un piccolo oggetto del cuore per chi partecipa. Per coloro che partiranno da Latina, inoltre, verrà messo a disposizione un pullman che si muoverà dal capoluogo per raggiungere Monte San Biagio, mentre dopo la camminata si terrà un pranzo conviviale alla Sagra della Salsiccia, prima del rientro nel pomeriggio.

«Dopo la tappa di Terracina eccoci di nuovo impegnate con una nuova passeggiata tra solidarietà e storia, questa volta a Monte San Biagio. Un cammino a sostegno di Komen Italia che unisce cuore, territorio e comunità – le parole di Valentina Pappacena, presidente di Associazione Valore Donna e ambasciatrice di Komen Italia -. Desidero ringraziare la Provincia di Latina e il suo presidente, Gerardo Stefanelli, per il patrocinio concesso all’evento, e il Comune di Monte San Biagio per l’ospitalità. Come amo ripetere, prevenire è la nostra difesa più grande – aggiunge Valentina Pappacena –. In Italia oltre 56.000 donne affrontano ogni anno il tumore al seno, ma la diagnosi precoce può cambiare radicalmente l’esito della sfida. Komen Italia, infatti, crede fermamente che uno stile di vita sano e controlli costanti possano prevenire più di un terzo dei casi. Per questo, la partecipazione alla camminata del prossimo 8 marzo è fondamentale: l’intero ricavato sarà destinato ai progetti di ricerca e cura dell’associazione. Camminiamo insieme per vincere questa battaglia!».

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