CRONACA
Mafia Latina, ricostruito l’organigramma: i ruoli differenti di Tuma e Cha Cha
LATINA – “Ho visto cose che nemmeno a Reggio Calabria. La caratura criminale e la forza intimidatrice di questo gruppo sono state sottovalutate”. E’ una criminalità che tutti conosciamo fatta di volti e di nomi che ricorrono da anni, praticamente da sempre, noti a chi è nato e cresciuto a Latina, ma anche a chi è arrivato dopo, magari per lavoro, quella descritta dal Questore di Latina Giuseppe de Matteis che ieri ha parlato nella conferenza stampa con cui è stata illustrata nell’aula Borsellino della Procura di Latina l’operazione Don’t touch che ha portato in carcere 24 persone. Tutti noti, tranne pochi.
E’ una criminalità che avvolge la città, che in qualche caso cerca di cambiare volto, tenendo un profilo basso, ma che continua a delinquere “a un livello superiore”. Lo sottolinea il dirigente della Squadra Mobile Tommaso Niglio che ha guidato i suoi investigatori nella rete di reati, fatti e persone, collegandoli fra loro, svelando i misteri di episodi di cronaca che sembravano isolati.
GLI ARRESTATI – Contro questa criminalità si è diretta l’inchiesta che ha portato in carcere Costantino Di Silvio detto Cha Cha e Gianluca Tuma; coinvolti anche un quarantenne Nathan Altomare, da sempre vicino al centro destra che, dopo aver tentato di ottenere una poltrona alla Asl, puntava ora – è quanto emerge dalle carte – ad essere il candidato sindaco di Latina, con la benedizione di Tuma. Ci sono anche i soliti Travali e Viola con un ruolo importante, e molti altri personaggi di secondo piano. Preoccupa che un poliziotto prima in servizio alla squadra mobile, Carlo Ninnolino e due carabinieri residenti ad Aprilia, Fabio Di Lorenzo e Giuseppe Almaviva passassero le informazioni sulle indagini al gruppo criminale costringendo gli investigatori a ricominciare da capo. Usura, estorsioni, armi da guerra, droga, furti in appartamento e beni per 12 milioni di euro intestati fittiziamente e messi sotto chiave ieri. Agli arrestati si contesta il reato grave di associazione per delinquere come ha sottolineato il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Ma il commento più ricorrente in città è: “Tanto fra due giorni stanno fuori”.
L’INDAGATO ECCELLENTE – Indagato nell’inchiesta anche il parlamentare Pasquale Maietta: si rivolse all’amico Cha Cha, perché minacciasse l’esponente del Pd Matteo Palombo che aveva osato criticare il fatto che l’onorevole di Fratelli d’Italia, il giorno della solidarietà al giudice Lucia Aielli, invece di unirsi al coro di voci in difesa del magistrato, passeggiava con Costantino Di Silvio. Maietta è indagato in concorso con Di Silvio per violenza privata. Palombo ha denunciato puntualmente tutto.
IL RUOLO DI CHA CHA – E’ lui il capo, lo scrive il Gip Giuseppe Cario nell’ordinanza di custodia cautelare in cui tira le fila di tutta l’indagine ricostruendo l’organigramma. E di Cha Cha dice: “Attribuisce ruoli di comando nomina i capi zona con un ruolo assoluto di primo piano”. Sul ruolo di Tuma, invece, scrive il giudice che ha emesso le ordinanze: “Oggi ha interesse a tenere un basso profilo in ragione della gestione cospicua di una serie di società gestite direttamente ma intestate a prestanome”. Come la barca a vela da 20 metri chiamata La Libertà dell’uomo, in rimessaggio nei Cantieri Rizzardi di Ostia, o i panifici, o gli affari che ultimamente lo stanno portando a diventare un imprenditore di livello nazionale nel settore della grande distribuzione. Emerge dalle indagini patrimoniali condotte da Elvio Barbati in forza allo Sco.
TENTATIVO DI METTERE A TACERE LA STAMPA – Ma l’inchiesta racconta anche il tentativo di intimidazione nei confronti di un cronista della stampa locale, con un episodio grave, accaduto nella Cattedrale di Latina al termine della Messa domenicale, che potete leggere oggi sul Messaggero. Su questo preferisco lasciare il diritto di racconto a Vittorio Buongiorno che è la vittima, ma è prima di tutto mio marito, e accanto a lui mi trovavo quel giorno.
COMMERCIANTI INTIMIDITI – Emerge anche il sistema utilizzato per avere abiti alla moda senza pagarli, “prelevandoli” a piacimento nei negozi più in vista di Latina come Mancinelli e Fanella. Fatti che fanno sottolineare al Gip Cario che “l’esercizio del potere sui commercianti e lo stato di totale soggezione si traduce nella dazione di numerosi capi di abbigliamento”.
Ma come detto, l’inchiesta porta soprattutto nel cuore dell’impero economico dei capi, una sfilza di società molte partecipate fra loro, e intestate a uomini di fiducia per nascondere gli affari fatti con i soldi sporchi, dallo sport, al settore della panificazione, alle costruzioni, e ora anche ai supermercati. E solo mettendo le mani su questi patrimoni si toglie fiato alla criminalità. 
AUDIO
Si è insediato il neo procuratore di Latina Gregorio Capasso: “Grande emozione e grande responsabilità”
LATINA – Nell’aula di corte d’assise del Tribunale di Latina si è svolta oggi l’affollata cerimonia di insediamento del Procuratore Capo di Latina, Gregorio Capasso, presente il procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato. Ad aprire gli interventi il Presidente del Tribunale di Latina, Antonio Masone.
Dopo il passaggio di consegne con l’Aggiunta Luigia Spinelli, che ha retto la Procura della Repubblica di Latina nell’ultimo anno, il neo procuratore ha ripercorso brevemente i 37 anni di attività cominciati da sostituto procuratore in Calabria, poi i vent’anni trascorsi in Procura a Latina, e da ultimo, gli otto anni in cui ha diretto l’Ufficio di Tempio Pausania in Sardegna. Ora, il ritorno a casa. Presenti le massime autorità cittadine e provinciali, i tre figli del neo procuratore e i presidenti dell’Ordine degli Avvocati e della Camera Penale.
“E’ una grande emozione e una grande responsabilità, un incarico che richiede un grande impegno – ha sottolineato nel suo discorso Capasso – Cercheremo di garantire al nostro territorio che il nostro ufficio sia un presidio di legalità e fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti”, ha detto.
La nomina ufficiale era arrivata da parte del Consiglio Superiore della Magistratura lo scorso 21 gennaio
CRONACA
Sequestrata un’area vicino al porto di Terracina. Il titolare dovrà rispondere di inquinamento e gestione illecita di rifiuti
Scoperto dai Carabinieri di Terracina un ingente sversamento di sostanze oleose sul suolo con conseguente contaminazione dei rifiuti. L’area in questione è nei pressi della banchina del canale del porto, in località Stella Polare, sede di un’attività di demolizione di imbarcazioni con rimozione di rifiuti. Al termine dell’attività investigativa, si è proceduto al sequestro penale dell’area e dei rifiuti presenti. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti e per inquinamento ambientale.

CRONACA
Cisterna, deteneva illegalmente una spada cinese: 52enne denunciato
A Cisterna di Latina i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 52 anni per omessa denuncia di arma, dopo aver trovato nella sua abitazione una daga detenuta illegalmente. Il provvedimento è scattato al termine di una perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, in seguito a un episodio avvenuto lo scorso 17 marzo. In quell’occasione, l’uomo si era avvicinato a una pattuglia impegnata in un servizio di controllo del territorio, rivolgendo insulti ai militari e offendendo pubblicamente l’Arma e lo Stato, alla presenza di altre persone. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri della Stazione di Cisterna di Latina hanno rinvenuto una daga di origine cinese, con lama appuntita e non flessibile lunga circa 67 centimetri, detenuta senza alcuna denuncia. Per questo motivo l’uomo, già noto alle forze di polizia, è stato deferito in stato di libertà con l’accusa di omessa denuncia di arma.
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mauro del zotto
15 Ottobre 2015 at 12:11
Altomare Nathan, non era quello che, a suo dire, era sponsorizzato da Nicola Calandrini (ai tempi in cui militava in Forza Italia) e dal Sen. Fazzone per un posto alla ASL?
Gli sponsor che dicono?
Ovviamente che non lo conoscoscono!!!!