CRONACA
Natan Altomare, il fisioterapista che contava più di un politico: ascesa e caduta
LATINA – Quando parli di Nathan Altomare, ti chiedi come ci siano persone che riescano a costruire le proprie fortune praticamente sul nulla. Riescano a frequentare con agilità gli ambienti più diversi e ad entrare in contatto stretto con il mondo politico e delle professioni, accreditandosi come chi è in grado di risolvere problemi e favorire contatti utili. Oggi molti definiscono Nathan un millantatore, ma altrettanti hanno contribuito alla sua esplosiva crescita nel mondo che conta. E non è certo l’eloquio forbito che può aver tratto in inganno qualcuno. L’accento, tra il cisternese e il corese, è marcato, e il modo di parlare non è da Accademia delle Crusca.
Alcuni politici ci raccontano per esempio di quando Nathan (rigorosamente senza incarico) aveva un ufficio virtuale accanto al manager della Asl Benito Battigaglia come uomo di fiducia di Claudio Fazzone (FI). Se si voleva arrivare al vertice dell’azienda sanitaria, bisognava passare da lui. Faceva da filtro e riferiva in Regione. Era entrato nelle simpatie dell’allora presidente del consiglio regionale poi divenuto senatore (Fazzone appunto) grazie all’intraprendenza e al fatto di lavorare nel Centro fisioterapico Armonia, un’importante struttura sanitaria di Latina ancora oggi in attività, a nome e per conto della quale partecipava ai tavoli che contano, stringendo amicizie. Quella con il leader provinciale di Forza Italia, finisce a memoria con l’avvento della giunta Polverini: Nathan chiede, ma non ottiene, un posto alla Asl di Latina come Direttore Sanitario.
Grazie alle sue amicizie Natan dà una mano a Progetto Amico, altra importante realtà convenzionata di Latina, nata nell’era Storace, che si occupa di disabilità, e che non riesce ad ottenere la convenzione. Il titolare Fabio Menna contattato dallo stesso, si convince di aver trovato la persona giusta per risolvere le lungaggini burocratiche che riguardano l’accreditamento della struttura e per gratitudine fissa per lui un generoso stipendio, 30mila euro l’anno, in cambio della solita protezione. In realtà Altomare non lavora nella struttura, riscuote solo.
Le amicizie e i giri politici si allargano: Altomare si avvicina al Nuovo centro destra per il quale si sarebbe speso anche in occasione delle scorse elezioni provinciali, quando si doveva sconfiggere FI. Una circostanza negata decisamente dal leader provinciale Enrico Tiero, che ammette di conoscere Natan, ma assicura che la conoscenza personale nulla ha a che fare con la politica. Annuncia invece querele il senatore Claudio Moscardelli, se il suo nome viene avvicinato, come accaduto in questi giorni, a quello di Altomare come sponsor per l’ingresso nel Cda di Acqualatina.
Oggi invece non bisogna aver navigato nella politica o nella sanità per conoscerlo, perché Nathan Altomare è soprattutto uno dei principali indagati nell’inchiesta Don’t Touch, quello che esce dalla Questura con il cappuccio della felpa tirato su per nascondersi agli obiettivi dei fotografi. E’ accusato di aver commissionato furti a quattro romeni finiti in manette e di far parte di una “pericolosa organizzazione criminale”. Come ha fatto notare in un suo articolo su Latina Oggi, Graziella Di Mambro, la mattina di lunedì 12 ottobre, quando la Mobile lo arresta, indossa (casualità o meno vuole) la felpa con la stampa del fumetto di Arsenio Lupin, il ladro per antonomasia. Dalle intercettazioni emerge piuttosto che Nathan è in grande confidenza con il fratello della ministra alla Sanità Beatrice Lorenzin al quale spiega di voler fare presto il grande salto, lasciare Latina per cominciare a muoversi su Roma. Tra le amicizie più strette anche quella con Gianluca Tuma, principale indagato nell’inchiesta Don’t Touch: l’interesse comune qui sono i supermercati e anche altro. E’ proprio Nathan a portare senza volere gli investigatori nella tana del lupo.
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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