CRONACA
Morì per trasfusioni di sangue infetto, maxi risarcimento alla famiglia
LATINA – Arriva oggi, dopo trent’anni, il maxi risarcimento a una famiglia pontina colpita dallo scandalo del sangue infetto. Con la sentenza della Corte di appello di Roma è stata fatta giustizia per i figli e la moglie di un uomo di Maenza deceduto nel 1985 per una cirrosi epatica da trasfusioni di sangue infetto somministrate all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e altri 2 ospedali romani fra il 1979 e il 1985.
La causa di risarcimento degli eredi dell’uomo – morto all’età di soli 32 anni lasciando un moglie giovanissima e 2 figli piccoli – iniziata nel 2008 dall’avvocato Renato Mattarelli era stata dichiarata prescritta in primo grado: per il Tribunale era trascorso ogni ragionevole periodo tempo (decine di anni) dalla morte dell’uomo del 1985 per richiedere il risarcimento.
“La sentenza del Tribunale del 2011, di rigetto dell’azione giudiziaria in primo grado – spiega l’avvocato Mattarelli – aveva aggravato stato depressivo della vedova che dal 1985 non si era mai ripresa per la morte del giovane marito conosciuto dall’infanzia. Lo stato di prostrazione le aveva tolto ogni desiderio di continuare a vivere se non per stare vicino ai due piccoli bambini. Dopo la sentenza di rigetto del risarcimento di primo la depressione è diventata un disturbo depressivo maggiore tant’è che è stata chiesta ed ottenuta dalla Corte di Appello un’anticipazione dell’ultima udienza. La sentenza della Corte d’Appello rovescia quasi completamente quella di primo grado e dichiara solo parzialmente prescritto il credito verso il Ministero della Salute per non aver vigilato e controllato il sangue infetto trasfuso fra 1979 e il 1985 al giovane anche presso il Goretti di Latina”.
Alla moglie e ai due figli verrà pagata una somma poco inferiore ad un milione di euro per i danni patiti personalmente a seguito dell’omicidio colposo del loro congiunto.
CRONACA
A Lenola un arresto per evasione dagli arresti domiciliari
I Carabinieri della Stazione di Lenola hanno arrestato, in flagranza di reato, un uomo di 55 anni, già noto alle Forze di Polizia, evaso dai domiciliari. Nel corso di un servizio perlustrativo finalizzato al controllo del territorio, i militari hanno sorpreso l’uomo all’esterno dell’abitazione presso la quale era ristretto, senza autorizzazione e in violazione delle prescrizioni imposte dalla misura cautelare. Più approfonditi accertamenti hanno consentito di verificare che l’uomo non si era allontanato per esigenze di primaria necessità. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso il Tribunale di Latina per la celebrazione del rito direttissimo.
CRONACA
Domenica di incidenti a Latina, tutti in zona mare
E’ stata un’altra giornata difficile ieri a Latina con tre incidenti stradali: l’ultimo in ordine di tempo è avvenuto ieri pomeriggio sul Lungomare si Latina nei pressi di Capo Portiere dove un pachistano su una bicicletta elettrica è scivolato sotto un Qashqai che usciva dal parcheggio di uno stabilimento.
Il pachistano, che viaggiava sulla ciclabile a velocità sostenuta sulla due ruote, per evitare l’impatto ha frenato finendo con la ruota davanti sotto l’auto dopo essere scivolato. E’ stato portato in codice giallo, per delle escoriazioni al braccio ed alla gamba, al Santa Maria Goretti di Latina.

Ieri mattina invece il tratto di strada Litoranea è stato chiuso al traffico a causa di un incidente che ha visto coinvolte una moto e due auto una delle quali si è ribaltata al lato della carreggiata in seguito allo scontro.
L’uomo in moto, rovinato a terra sull’asfalto è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina con sospette fratture. Illesi le altre persone coinvolte. Disagi al traffico ieri mattina anche a causa dell’investimento di un ciclista, fortunatamente senza gravi conseguenze, alla rotonda fra via del Lido e la Pontina.

CRONACA
Non ce l’ha fatta la neonata coinvolta nell’incidente a Latina venerdì, ancora grave la madre
Non c’è l’ha fatta la neonata di due mesi coinvolta nel drammatico incidente stradale avvenuto venerdì mattina sulla strada Pontina al chilometro 73 a Latina. Il padre della bambina era morto già venerdì a causa delle gravi ferite, il 50enne Singh Harpreet che era al volante della Nissan Qashqai. Resta grave la mamma della piccola. Nel violentissimo impatto era rimasta coinvolta oltre alla famiglia indiana anche una Suzuki con a bordo due anziani e il conducente di un carroattrezzi.
E dopo la tragica notizia è intervenuto anche Giovanni Delle Cave è il referente provinciale per Latina e Frosinone dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada APS che chiede con urgenza un incontro con il Prefetto, per cercare di capire cosa sta succedendo sulle nostre strade.
“Non possiamo continuare ad assistere a questa mattanza, ha detto Delle Cave, chiederemo con forza al sig. Prefetto l’intervento dell’Esercito. E’ necessario intervenire con provvedimenti che siano un freno, un deterrente per chi eccede in velocità e si possa intervenire verificando l’alterazione o meno psicofisica di chi è alla guida. Chiediamo a gran voce maggiore severità per chi trasgredisce il codice della strada. Non si può restare ancora indifferenti verso queste stragi che quotidianamente portano lutto.
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