CRONACA
Carmine Sciaudone, da un anno e mezzo detenuto a Bali. Anche il Ministro Alfano scrive alle Autorità indonesiane
LATINA – E’ arrivata a oltre 21 mila firme la petizione internazionale per chiedere la liberazione di Carmine Sciaudone, il 35enne di Latina detenuto a Bali dopo essere stato assolto in primo grado dall’accusa di lavorare clandestinamente sull’isola indonesiana dove si era trasferito da qualche tempo.
Il papà di Carmine torna a farsi vivo, dopo mesi di paziente silenzio e spiega: “Ad oggi Carmine è ancora in attesa che la Corte Suprema esamini il ricorso alla sentenza di assoluzione di 1° grado. Voglio sempre ricordare che fu accusato di svolgere un’attività non conforme al visto dai turista, una sera, su una barca, invitato, sistemava un proiettore”.
Del caso si sono interessati senza successo la Farnesina, il Sindaco di Latina, la Nunziatura Apostolica, il Vescovo, viceministri e qualche giorno fa anche il ministro Angelino Alfano. “Ma è dal 22 maggio del 2016 che questa storia va avanti, mio figlio non ha fatto nulla ed è molto provato voglio riportarlo a casa” è l’appello di Gaetano Sciaudone.
Il caso di Carmine era stato portato all’attenzione nazionale anche dall’organizzazione internazionale Prigionieri del Silenzio come un caso di violazione dei diritti umani. Carmine è ancora oggi prigioniero del silenzio.
ATTUALITA'
Bocciato il sequestro della spiaggia del Miramare a Latina, torna regolare l’attività balneare
E’ tornata accessibile già da ieri mattina la spiaggia dell’Hotel Miramare di Latina dopo che la procura non ha convalidato il sequestro preventivo eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. I sigilli apposti la mattina dell’8 settembre per presunte irregolarità sul titolo concessorio sono stati quindi rimossi. L’area interessata è tornata fruibile ed ha così ripreso regolarmente tutte le sue attività balneari. I clienti già venerdì sera avevano ricevuto il messaggio che da sabato 12 la spiaggia sarebbe tornata accessibile.
CRONACA
Aprilia, due arresti per ricettazione dopo un furto su un’auto
Due uomini di 45 e 51 anni sono stati arrestati dai Carabinieri ad Aprilia con l’accusa di ricettazione in concorso, dopo un furto commesso poco prima ai danni di un’automobilista.
L’intervento è scattato nella serata di ieri, quando i militari della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Aprilia hanno ricevuto una segnalazione al 112 NUE relativa al furto di una borsa lasciata all’interno di un’autovettura. Arrivati sul posto, i Carabinieri hanno individuato un veicolo con due persone a bordo che si stava allontanando a forte velocità.
I due sono stati fermati e sottoposti a perquisizione personale e del veicolo. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, durante i controlli sono stati trovati in possesso di titoli ed effetti personali intestati alla vittima del furto appena commesso. La refurtiva, dopo il riconoscimento, è stata restituita alla proprietaria.
Nel corso della perquisizione, il 45enne è stato inoltre trovato in possesso di un coltello da cucina. Per questo motivo è stato anche denunciato in stato di libertà per porto ingiustificato di un’arma o di un oggetto atto ad offendere. Il coltello è stato sequestrato.
Dopo le formalità di rito, entrambi sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Aprilia. Questa mattina si è svolta l’udienza di convalida con rito direttissimo: il Tribunale di Latina ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
CRONACA
Latina, controlli in un’azienda agricola: due lavoratori irregolari
Controlli contro il caporalato e il lavoro irregolare in un’azienda agricola di Latina. I Carabinieri della Stazione di Borgo Sabotino, insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Latina e sotto la direzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno effettuato un accesso ispettivo in un’azienda impegnata nella coltivazione di ortaggi.
Nel corso delle verifiche sono stati identificati 13 lavoratori di nazionalità indiana, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale. Per due di loro, tuttavia, i militari hanno accertato la mancata preventiva comunicazione obbligatoria relativa all’instaurazione del rapporto di lavoro. Per queste violazioni sono previste la maxi sanzione per ciascun lavoratore e la sospensione dell’attività.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato, secondo quanto riferito dai Carabinieri, violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Il titolare dell’azienda, un uomo di 62 anni residente a Latina, è stato denunciato in stato di libertà per omessa sorveglianza sanitaria, mancata formazione dei lavoratori e omessa valutazione dei rischi. Per queste contestazioni sono state elevate ammende per oltre 3.700 euro.
L’ispezione rientra nel più ampio piano di controlli predisposto dall’Arma dei Carabinieri, anche attraverso i reparti specializzati, per contrastare il caporalato, il lavoro irregolare e le violazioni delle norme sulla sicurezza e sulla tutela dei lavoratori.
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roby
21 Settembre 2017 at 18:50
Questa brutta storia è una delle classiche dimostrazioni d’inefficienza e di bassa caratura delle nostre istituzioni. Ci facciamo fregare i pescherecci dai tunisini, cannoneggiare dai libici(ma solo a scopo intimidatorio) , ci prendono in giro pure gli scafisti, per non parlare del caso Regeni ed altri similari,sai le risate che si fanno alle nostre spalle.