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CRONACA

Omicidio Di Raimo, condanna definitiva della Cassazione per Petrianni

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SEZZE – E’ diventata definitiva la condanna nei confronti di Pietro Petrianni, il 64enne di Sezze che nel giugno del 2015 ha ucciso il cognato Maurizio Di Raimo e poi ha gettato il corpo in un pozzo. In Corte di Cassazione si è svolto il processo e i giudici hanno rigettato il ricorso della pubblica accusa che puntava alla premeditazione. Per l’uomo è arrivato un leggero sconto di pena: dai 18 anni della Corte d’Appello ai 17 anni e sei mesi della Cassazione. In primo grado invece l’imputato era stato condannato a 30 anni di reclusione. Il movente dell’omicidio era di natura economica e Petrianni aveva ucciso il cognato con tre colpi di pistola, cercando poi anche di depistare le indagini. La famiglia della vittima si è costituita parte civile nel processo.

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva Pietro Petrianni  a 17 anni, 6 mesi e 20 giorni, per l’omicidio del cognato Maurizio Di Raimo. Rigettati sia il ricorso proposto dal Procuratore Generale che dalla difesa dell’imputato. Petrianni, oltre ad essere stato condannato al pagamento delle spese dovrà risarcire il danno alla madre di Di Raimo distrutta dalla tragedia familiare, con il figlio ucciso dal genero con cui la donna aveva condiviso gran parte della propria vita. “La Cassazione ha confermato che intenzionalmente, portandosi con sé una pistola, lo affrontò nell’officina di Via Maina in cui svolgeva l’attività di carrozziere, e lo uccise con tre colpi, occultando poi il corpo in un pozzo di sei metri di profondità”, spiega l’avvocato Francesco Vasaturo che ha difeso la mamma della vittima.

“Sono questi i processi più difficili che deve sostenere un avvocato – afferma Vasaturo: dover spiegare ad una signora anziana di 83 anni che la sua peggior condanna, a prescindere dalla pena inflitta, sarà quella di dover sopravvivere al proprio figlio morto in circostanze così tragiche, sperando in una condanna esemplare solo in parte raggiunta, è quello che rende così umanamente difficile questa pur impagabile professione”.

LA STORIA GIUDIZIARIA – Petrianni era stato condannato in primo grado a 30 anni per omicidio premeditato,  poi in appello, la Corte di Assise aveva escluso l’aggravante della premeditazione e riformulato la pena in 18 anni. Aveva impugnato il Procuratore Generale insistendo che Petrianni avesse pianificato il delitto, anche supponendo che il gettarne il corpo nel pozzo, voleva intendere il disfarsi del cognato in maniera definitiva per non farlo più trovare, inventandosi nell’immediatezza un allontanamento volontario. Ma la Corte di Cassazione ha ritenuto di condividere le perplessità manifestate dal giudice di appello, nel considerare che i rancori tra i parenti, mai sopiti, avevano portato l’omicida ad affrontare il cognato con un’arma, costringendolo a restituirgli la carrozzeria, essendone proprietario delle mura, fatto cui seguì  l’omicidio

L’imputato, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, davanti alla massima Corte è riuscito a vedersi accolto un solo motivo, e ad ottenere la rideterminazione della pena inflitta. “Ma ha sostanzialmente retto l’impianto accusatorio prospettato dalla Corte di Assise di Appello”, dice Vasaturo.

 

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CRONACA

Bagnanti segnalano il (brutto) colore del mare di Latina, l’assessore Di Cocco risponde: “E’ il caldo, nessuno sversamento”

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LATINA – Si moltiplicano dal Lido di Latina, diffuse spesso attraverso i social, le segnalazioni sul colore del mare non proprio rassicurante e ieri sulla questione ha deciso di intervenire l’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco che parla di comprensibili preoccupazioni, ma rassicura e spiega: “Il fenomeno è dovuto esclusivamente alle alte temperature di queste settimane, che favoriscono la naturale proliferazione delle alghe e possono alterare temporaneamente il colore dell’acqua. Si tratta di una condizione naturale, frequente nei periodi di intenso caldo e che non è riconducibile a sversamenti o altri fenomeni anomali”. Di Cocco assicura anche che la situazione è costantemente monitorata dagli enti competenti.

“Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi delle condizioni del mare, informando tempestivamente la cittadinanza qualora vi fossero aggiornamenti. Invito tutti a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando la diffusione di informazioni non verificate”.

 

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Pontina, nuovi lavori fino al 13 settembre: cantieri notturni e restringimenti di carreggiata

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Nuovi interventi di manutenzione interesseranno la strada statale 148 Pontina, una delle principali arterie del Lazio utilizzata quotidianamente da migliaia di automobilisti tra Roma e Latina. I lavori, inseriti nel programma di manutenzione della rete stradale, riguarderanno il rifacimento del piano viabile e proseguiranno fino al 13 settembre, salvo eventuali variazioni legate alle condizioni meteo o a esigenze operative. Per limitare i disagi alla circolazione, i cantieri saranno attivi esclusivamente nelle ore notturne, nella fascia compresa tra le 20.30 e le 6. Gli interventi interesseranno tratti saltuari della Pontina compresi tra il chilometro 10+550, all’altezza dell’Eur, e il chilometro 67+000, nel territorio di Latina, in entrambe le direzioni di marcia. Durante l’avanzamento dei lavori saranno adottate modifiche temporanee alla viabilità, con possibili restringimenti di carreggiata, chiusure temporanee di alcuni tratti e l’introduzione del limite massimo di velocità di 50 chilometri orari.

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Sabaudia, revocati i domiciliari a un 49enne: trasferito in carcere dopo ripetute violazioni

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I Carabinieri della Stazione di Sabaudia hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Latina che dispone la revoca degli arresti domiciliari e il trasferimento in carcere di un 49enne del posto, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare.

La decisione dell’autorità giudiziaria arriva al termine di una serie di violazioni contestate all’uomo negli ultimi mesi, documentate dai militari dell’Arma.

La vicenda risale allo scorso febbraio, quando il 49enne era stato arrestato dai Carabinieri dopo un intervento nella sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, durante una lite avrebbe aggredito la compagna convivente, provocandole diverse contusioni. All’arrivo dei militari avrebbe inoltre minacciato, oltraggiato e opposto resistenza agli operanti. Dopo l’arresto era stato posto ai domiciliari e successivamente condannato a otto mesi di reclusione da scontare nella stessa misura.

Nel mese di luglio l’uomo era stato nuovamente denunciato dopo essere stato sorpreso fuori dalla propria abitazione senza autorizzazione, in violazione delle prescrizioni imposte. Durante il controllo avrebbe anche opposto resistenza ai Carabinieri, ferendo uno dei militari, episodio che aveva portato a un nuovo arresto per evasione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Sempre a luglio, le forze dell’ordine erano intervenute ancora una volta presso l’abitazione del 49enne a seguito di una segnalazione per una lite domestica. In quell’occasione la convivente aveva riferito di essere stata strattonata e colpita durante un diverbio.

Alla luce della reiterazione delle condotte contestate, il Tribunale di Latina ha disposto la revoca della detenzione domiciliare e l’accompagnamento in carcere. Al termine delle formalità di rito, i Carabinieri hanno trasferito il 49enne nella casa circondariale di Latina, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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