AUDIO
Musica a distanza, si può? Lo racconta la prof di Latina Luigia Berti in un volume

LATINA – Si può insegnare la musica a distanza? È possibile impostare un bambino al pianoforte o impartire lezioni di violino da remoto? E provare in coro davanti al pc? E per quale ragione all’improvviso, durante la prima fase dell’emergenza, tutti si sono messi a cantare sui balconi? Perché lo hanno fatto prima insieme e poi da soli, come quel ragazzo su un tetto di Piazza Navona? E infine, che cosa ci resta di tutta questa gigantesca questa esperienza?
Se lo è chiesto nel pieno dell’emergenza sanitaria, non appena è stata attivata la dad anche nei Conservatori e nelle scuole di Musica, Luigia Berti, pianista di Latina e ordinaria di Pedagogia musicale al Conservatorio di Frosinone. La risposta ha oggi la forma di un corposo volume che uscirà martedì 17 novembre (edito da Rugginenti Gruppo editoriale Volontè & Co).
Il libro si intitola “Insegnare musica in aula, a distanza, nell’emergenza” e – spiega la prof – “raccoglie anche le testimonianze di oltre mille tra insegnanti e studenti di musica, corredate di approfondimenti di pedagogia e metodologia musicale, di musicoterapia, sull’insegnamento della storia della musica, sulla music e-learning e sulla legislazione scolastica per scuola, università e conservatori”. E parte da un motto: “Inno alla resilienza, patrimonio dell’umanità”.
Per saperne di più abbiamo sentito l’autrice e ne è nata una lunga e illuminante chiacchierata che vi proponiamo anche in versione audio.
CAMBIARE PROSPETTIVA – “Nel mio lavoro di insegnante, mentre eravamo tutti chiusi a casa, mi è sembrato assurdo continuare il programma dell’anno come se nulla fosse, mentre fuori, nel mondo, succedeva la storia. Ho così deciso di rovesciare la classe e ho costituito un gruppo di apprendimento. E ci è venuta l’idea di lanciare un sondaggio che ha dato risultati sorprendenti, con una grandissima partecipazione”. Tutto comincia da qui
IO PENSO POSITIVO – Dall’analisi dei questionari e dagli studi fatti, è emerso che i limiti della didattica a distanza sono oggettivi soprattutto in alcuni tipi di insegnamento, spesso aggravati dalla mancanza di tecnologie a disposizione delle scuole di musica (es la banda larghissima). Ma viene anche fuori che non tutto è da buttare, anzi: “Le discipline delle prassi solistiche o di musica d’insieme sono quelle per le quali è davvero complicatissimo, mentre quelle teoriche riescono a fare tanto. Poi, la Dad non ha funzionato quando gli insegnanti hanno fatto on line quello che facevano in presenza, perché cambia il mezzo e deve cambiare anche il metodo. Ma io sono portata a pensare in positivo, perché questa che io chiamerei didattica dell’emergenza, ci ha fatto fare un salto in avanti incredibile, impensabile, ha compiuto un miracolo. Se capiamo che la digitalizzazione e una risorsa in più per migliorare la didattica, senza sostituirla, allora non abbiamo perso l’occasione”.
LA MUSICA DAI BALCONI – Ma perché la musica dai balconi durante la prima fase dell’emergenza? “Perché la musica è terapeutica e vitale, ma oggi siamo arrabbiati”.
LATINA NEL SONDAGGIO – Al sondaggio lanciato dalla docente sono arrivate 1140 risposte da tutta Italia (ad esclusione della Valle D’Aosta). Ecco che cosa è emerso a Latina
ANDARE A SCUOLA UNA GRANDE FIGATA – Due risposte si sono rivelate particolarmente utili a capire il punto di vista degli studenti. “Ne ho scelte due per chiudere questa chiacchierata – spiega la prof – e sono entrambe di studenti di Latina”.
“Questo libro non è un manuale d’istruzioni, ma un manuale di pedagogia – conclude Luigia Berti – e riporta anche i contributi di molti miei studenti, del musico-terapeuta del nostro territorio, Roberto Caetani; un contributo musicologico di Antonio Caroccia, e uno del professor Francesco Perri, neo eletto direttore del conservatorio di Cosenza”.
Il volume (oltre 500 pagine) è preceduto dalla presentazione di Luigi Berlinguer e Annalisa Spadolini.
ATTUALITA'
Forza Latina Amatori, una stagione da sogno: dalla nascita del progetto alle finali nazionali
Una squadra nata quasi per necessità, grazie alla volontà di un gruppo di amici di non disperdere un’esperienza costruita negli anni, che al primo anno di attività ufficiale è riuscita a conquistare il campionato provinciale e a vivere un’indimenticabile avventura alle finali nazionali.
È la storia del Forza Latina Amatori, raccontata ai nostri microfoni dai dirigenti Davide Mancini e Fabrizio Mercuri, ospiti in studio per ripercorrere una stagione ricca di soddisfazioni.
Il progetto è nato dopo la conclusione dell’esperienza dell’Amatori Latina, quando il gruppo squadra si è ritrovato improvvisamente senza una società di riferimento. Alcuni componenti hanno deciso di rimboccarsi le maniche, autofinanziandosi e trovando un presidente disposto a credere nell’iniziativa, dando così vita al Forza Latina Amatori.
Quella che inizialmente sembrava una semplice opportunità per continuare a giocare insieme si è trasformata ben presto in una stagione straordinaria. La squadra ha infatti conquistato il campionato provinciale, aggiudicandosi anche la Coppa Disciplina, riconoscimento che premia correttezza e fair play. Il percorso è poi proseguito alle finali nazionali di Rimini e San Marino, disputate nel mese di giugno. Dopo aver chiuso il proprio girone a punteggio pieno, il Forza Latina Amatori ha affrontato la semifinale contro il Montello e la finale contro il Casal Pollio, confermandosi tra le migliori realtà del panorama amatoriale italiano.
Un gruppo eterogeneo, formato da giocatori tra i 20 e i 45 anni, uniti soprattutto da un forte legame umano che va oltre il rettangolo di gioco. Un’identità che si riflette anche nelle maglie ispirate alla città di Latina e nella grande festa organizzata a fine stagione insieme a tifosi, amici e famiglie.
Riascolta l’intervista completa:
APPUNTAMENTI
Tutto pronto per il Pontinia Rock & Blues Festival: tre giorni di rock, blues, soul e rockabilly
PONTINIA – L’estate pontina torna ad accendersi con uno degli appuntamenti musicali più attesi del Lazio. L’Associazione Culturale Papyrus, la Pro Loco di Pontinia e il Comune di Pontinia presentano la XXIII edizione del Pontinia Rock & Blues Festival, in programma il 17, 18 e 19 luglio 2026 presso il Teatro all’Aperto “Giovanni Verga” di Pontinia. Tre serate a ingresso gratuito dedicate alla migliore musica rock, blues, soul e rockabilly, con artisti italiani e internazionali pronti a trasformare il cuore della città in un grande palcoscenico sotto le stelle.
“Nel corso degli anni il festival si è affermato come una delle manifestazioni musicali più importanti della provincia di Latina e dell’intero Lazio, richiamando migliaia di spettatori e contribuendo alla promozione culturale e turistica del territorio”, sottolinea Paolo Periati dell’Associazione Culturale Papyrus, ideatrice della rassegna.
Il programma propone venerdì 17 luglio Cheap Wine (ITA) – Lello Panico & The Electric Roots (ITA); sabato 18 Luglio Eric Sardinas (USA) – Elli de Mon (ITA) e domenica 19 Luglio, Curtis Salgado (USA) – Greg & The Three-Billies (ITA).
ATTUALITA'
Latina al centro dell’innovazione nazionale, oggi il convegno su Intelligenza artificiale
E’ incorso presso il foyer del teatro comunale “Gabriele D’Annunzio” il convegno nazionale “Latina e la costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione”. Il convegno vede la partecipazione straordinaria dell’onorevole Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione tecnologica e alla trasformazione digitale, a testimonianza della massima attenzione del Governo verso il percorso intrapreso dalla città.
Il cuore del progetto risiede nella rifunzionalizzazione del patrimonio industriale e infrastrutturale del territorio. L’ambizione del Comune è quella di candidare il sito storico della ex centrale nucleare a diventare un polo nazionale dell’Intelligenza Artificiale, del Quantum Computing e della gestione dei dati attraverso infrastrutture di Cloud Nazionale.
L’evento, promosso dal Comune di Latina con il patrocinio di Regione Lazio e Provincia di Latina, organizzato dal consigliere comunale Alessandro Porzi, presidente della commissione Ambiente, segna l’avvio di una visione strategica a lungo termine per inserire a pieno titolo il territorio pontino nella geografia italiana dell’alta tecnologia.
“Trasformare un simbolo del passato in un technopolo concepito come ecosistema nazionale dell’innovazione, capace di integrare le funzioni energetiche con quelle di ricerca scientifica, infrastrutture digitali, trasferimento tecnologico e sviluppo industriale all’interno di un unico campus ad alta specializzazione, rappresenterebbe una svolta epocale per il territorio”, dichiara il sindaco Matilde Celentano, evidenziando le necessarie sinergie istituzionali e territoriali, dall’Università al Cnr, dal tessuto industriale agli ordini professionali fino alle eccellenze sanitarie.
“L’appuntamento guarda con decisione al futuro della città – prosegue il sindaco Celentano – La partecipazione della Fondazione ‘Latina 2032’ sottolinea il valore di un percorso che punta a far arrivare Latina al traguardo del suo Centenario nelle vesti di un hub dell’innovazione formalmente riconosciuto e attrattivo per nuovi investimenti”.

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