CRONACA
Internet ed energia elettrica da Medioevo, i residenti di Monte Trevi sul piede di guerra contro Enel e Tim
SEZZE – Stanno valutando il ricorso ad una class action i residenti di Monte Trevi, un quartiere di Sezze sviluppatosi tra gli anni ’70 e ’90 ma di fatto rimasto nel Medioevo. Come più volte denunciato attraverso la stampa, la zona fa i conti da sempre con una serie di disservizi che testimonia un gap tecnologico per certi versi imbarazzante. La rete elettrica fa le bizze, tanto che al minimo accenno di temporali o di fulmini le strade, le abitazioni e le attività commerciali restano al buio. Accade poi che improvvise scariche da 380 Watt mandano in tilt grandi e piccoli elettrodomestici, comprese le telecamere di videosorveglianza. L’ultimo disastro è avvenuto lo scorso 6 settembre, quando un temporale si è abbattuto sull’intera zona provocando gli inevitabili black out. Un ritorno improvviso di corrente, inoltre, ha causato danni irreparabili alle schede di tv, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori. Un altro problema che rende le persone di quel posto cittadini d’altri tempi è la rete Internet, con una connessione dati che nonostante venga presentata, e venduta, come fibra ottica, si ferma addirittura sotto i 10mb/s in download e spesso non raggiunge i 2mb in upload, facendo fatica addirittura a far partire le stampanti di ultima generazione. Tutte queste disastrose lacune hanno visto moltiplicarsi i loro disastrosi effetti con il periodo del lockdown e con il sempre più frequente ricorso allo smart working e alle procedure online. Sembra che in questi anni decine di tecnici abbiano analizzato le criticità ma che nessuno sia riuscito a venirne a capo, tanto da far sentire le persone del posto come dei Don Chisciotte costretti a combattere una battaglia contro i mulini a vento. Si è venuto a sapere che i disservizi sulla corrente elettrica sarebbero dovute al fatto che diverse centraline siano state realizzate sopra un’area rocciosa, con la pietra sottostante che fa da cassa da risonanza e non permette la corretta gestione del flusso elettrico destinato alle abitazioni. Per quanto riguarda internet, invece, tutto dipenderebbe da un vecchio filo di rame interrato dall’allora Sip per collegare le case di Monte Trevi alla cabina di Camposanto Vecchio. Quel cavo negli anni è stato più volte rattoppato ma ormai non riesce più a fornire un normale servizio di telefonia, figuriamoci la connessione in fibra. E’ per questo che i residenti, sostenuti dai loro legali, stanno pensando di affrontare la questione anche nelle aule dei tribunali o magari attraverso una class action. L’obbiettivo è rivalersi sulle società Enel e Tim sperando anche in un sostegno da parte del Comune, per ottenere dei risarcimenti per i danni subiti negli anni e per i disagi patiti da tante famiglie. Il vero traguardo da centrare sarebbe però l’eliminazione di questi disagi, perché dalle parti di Monte Trevi non si può continuare a vivere con il terrore per un semplice temporale: ad oggi basta un solo fulmine, infatti, a far temere il peggio!
CRONACA
Ad Aprilia la Guardia di Finanza trova il deposito dello Snus, il tabacco pakistano illegale
APRILIA – La Guardia di Finanza ha individuato ad Aprilia un deposito di tabacco pakistano “Snus”. Scoperte 40 scatole trovate nascoste tra i bancali di prodotti alimentari che contenevano 650 chilogrammi del tabacco umido in polvere destinato all’uso orale, la cui vendita è espressamente vietata in tutta l’Unione Europea. L’introduzione e la commercializzazione sul territorio nazionale di questo prodotto – spiegano dalla Guardia di Finanza – costituiscono a tutti gli effetti contrabbando.
L’operazione ha preso le mosse dopo il ritrovamento a Roma di 300 kg della stessa sostanza. La successiva analisi della documentazione acquisita, ha permesso di individuare in provincia di Latina il sito di stoccaggio del tabacco. I sospetti dei militari si sono concentrati su un’autovettura elettrica di lusso uso dalle persone sospettate, notata mentre era collegata a una stazione di ricarica installata sulla parete esterna di un magazzino formalmente intestato a un prestanome. La successiva perquisizione del locale, eseguita in sinergia operativa tra il Comando Provinciale di Roma e il Comando Provinciale di Latina, con il supporto sul campo dei finanzieri della Tenenza di Aprilia, ha permesso di rinvenire il quantitativo.
I 950 chilogrammi complessivi di Snus avrebbe potuto garantire proventi illeciti stimati in oltre 200.000 euro, determinando un danno per le casse dello Stato, in termini di accise e IVA evase, di circa 190.000 euro.
Per i responsabili è scattata la denuncia piede libero all’autorità giudiziaria di Latina, mentre il tabacco e il magazzino di stoccaggio sono stati posti sotto sequestro.
AUDIO
Trasporto pubblico, stipendi a rischio, Giuliano Errico (Ugl): “Abbiamo scritto a Comune, Regione e Prefetto”
LATINA – Una crisi di liquidità annunciata dall’azienda Csc che gestisce il trasporto pubblico a Latina, mette a rischio gli stipendi dei lavoratori. Lo denunciano i sindacati di Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Autoferro che chiedono un incontro al Comune per chiarire la situazione. “Questa mancanza di liquidità sembrerebbe dipendere da somme che il Comune di Latina deve all’azienda a cui si aggiunge il contributo chilometrico da parte della Regione Lazio ancora non versato”, ci ha spiegato Giuliano Errico segretario provinciale della Ugl Autoferro.
Errico racconta di una situazione “pesante sotto tutti i profili”, che potrebbe mettere a rischio già la prossima mensilità. “Sono tre mesi – aggiunge – che è stato sospeso il secondo livello di contrattazione, che già di per sé sta mettendo in difficoltà economica i lavoratori. Questa mancanza di liquidità sembrava un argomento superato, visto l’impegno del Sindaco e del Presidente della Regione, proprio per la città di Latina, ma oggi invece la prospettiva è completamente cambiata, sembra che questa situazione sia ancora ferma ai box e che quindi stia mettendo in difficoltà l’azienda
Che cosa chiedete? 
“UGL, insieme a CGL e UIL, abbiamo indirizzato una nota a Regione, Comune, Prefetto e a tutta l’amministrazione comunale, dove chiediamo di fare chiarezza su tutto l’iter burocratico, perché di questo stiamo parlando, e di adempire pagando le somme dovute all’azienda, così da non mettere in difficoltà i lavoratori. Abbiamo fatto questa nota proprio con senso di responsabilità perché non vorremmo incorrere in uno sciopero che bloccherebbe e penalizzerebbe ancora di più i lavoratori e anche la cittadinanza tutta, quindi ci aspettiamo a breve una convocazione per trovare una via di uscita a questa situazione di stallo”.
Il sindacalista mette in rilievo anche la situazione che riguarda lo stato dei mezzi.
“A tutta la situazione che abbiamo appena descritto che già di per sé è problematica, si aggiunge che il parco macchine che oggi raggiunge il suo ottavo anno di servizio. Ci sono dei problemi importanti che abbiamo già segnalato, quindi abbiamo chiesto all’azienda di intervenire, non solo sui display, ma su una manutenzione più completa e più programmatica, perché la manutenzione dei bus, compresi i display, diventano un problema per l’utenza, nelle ore notturne, ma anche diurne. Senza un indicatore di direzione, anche per gli utenti diventa complicato andare a trovare l’autobus che li deve portare al lavoro o a casa, quindi anche su questo è un tema importante su cui abbiamo acceso i riflettori e su cui bisogna intervenire, ricordando che Latina è il secondo capoluogo del Lazio e probabilmente merita un’attenzione superiore a quella avuta fino a oggi dalla Regione per quanto riguarda il trasporto pubblico. Chiediamo che questi fondi arrivino il prima possibile e che si mettano in condizione tutte le parti di lavorare nel miglior modo possibile”.
CRONACA
Incidente su Via del Pantanaccio, tre auto coinvolte, due feriti: caos traffico
LATINA – Due automobilisti sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto questa mattina a Latina in Strada Tor Tre Ponti all’incrocio regolato da semaforo con via del Pantanaccio, appena fuori Latina. Una strada utilizzata da molti pendolari anche per raggiungere la stazione di Latina Scalo. Tre le vetture coinvolte, una delle quali finita contro un palo. I feriti sono stati trasportati in ospedale dai soccorritori del 118, fortunatamente in condizioni non gravi. La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione da parte degli agenti della Polizia Locale di Latina che ha svolto i rilievi. Il semaforo era funzionante e dunque non è escluso che uno dei mezzi sia passato con il rosso. Ne ha risentito il traffico.
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