ATTUALITA'
Alla 4ª Brigata Telecomunicazioni di Borgo Piave arriva per la prima volta un comandante di Latina
LATINA – Cambio al comando della 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo di Borgo Piave tra il Generale di Brigata Sandro Sanasi e il Generale di Brigata Pietro Spagnoli. Questa mattina (giovedì 29 febbraio) si è tenuta la cerimonia ufficiale con la consegna della Bandiera d’Istituto, di recente tornata a Latina, tra i due pari grado che si avvicendano: il primo dopo un comando attraversato anche dalla pandemia; il secondo felice anche di tornare a casa, a Latina, dove è nato 57 anni fa.
All’evento, presieduto dal Comandante Logistico dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, hanno partecipato numerose autorità locali tra le quali il Prefetto di Latina Dott. Maurizio Falco, il Questore di Latina Dottor Raffaele Gargiulo, il gonfalone della Provincia di Latina e di diversi comuni del territorio pontino, nonché i labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Il Gen. Sanasi, nel suo discorso di commiato, rivolgendosi al personale della Brigata ha detto: “….poco più di quattro anni fa ho assunto l’incarico di Comandante della 4ª Brigata TLC e Sistemi DA/AV, approcciandomi con emozione e rispetto a questa nuova responsabilità, ma forte dell’onore e dell’apprezzamento che le S.A. mi stavano riconoscendo. Sono stati, questi, 48 mesi di energico impegno e di intenso lavoro, ma ricchi di appaganti soddisfazioni e gratificazioni” Sottolineando poi con enfasi, riferendosi alla Brigata e ai Suoi Enti Dipendenti sparsi su tutto il territorio nazionale: “…la fortuna di essere stato alla guida di una squadra degna della più alta considerazione sotto tutti i punti di vista”. Dopo aver salutato e ringraziato il Gen. Sq. Antonio Conserva, Comandante Logistico, il Gen. Enzo Falzarano, Comandante della 3ª Divisione e già Comandante della 4ª Brigata, e aver augurato un affettuoso “in bocca al lupo” al Gen. Spagnoli, ha poi concluso il suo discorso ringraziando con non poca emozione la sua famiglia: “…senza di voi non sarei mai riuscito in questo compito. Grazie”.
Dopo aver ricevuto la bandiera d’Istituto ha parlato il Generale Spagnoli, primo Comandante della 4ª Brigata di origine pontine (è nato a Latina nel 1966 e vive a Norma), ha espresso parole di gratitudine alle superiori autorità per il conferimento del prestigioso incarico e ha rivolto un pensiero alle autorità e alla popolazione della città di Latina, auspicando che il legame esistente con l’Arma Azzurra si consolidi sempre di più nel tempo. Rivolgendosi al personale della Brigata ha detto che“…dobbiamo credere nella forza del gruppo, anzi della squadra, che si differenzia dal gruppo poiché nella squadra ciascuno ha un proprio ruolo ben determinato; dobbiamo agire in maniera sinergica poiché, come dice un proverbio africano, se si va da soli forse si va più veloci, ma se si va insieme sicuramente si va più lontano…” ha continuato sottolineando che … “solo il lavoro di squadra in un ambiente così complesso, mutevole e instabile, consente di raggiungere obiettivi sempre più lontani…” evidenziando successivamente che “…è ormai acclarato, che il personale rappresenta il vero vantaggio competitivo di ogni organizzazione”.
La cerimonia è terminata con l’intervento del Comandante Logistico che ha ringraziato il Generale Sanasi per la sua azione di comando e ribadito l’importanza della missione della Brigata per il funzionamento e l’operatività della Forza Armata e ha augurato al Generale Spagnoli un buon lavoro per l’assolvimento del suo incarico che sarà sicuramente denso di sfide e ricco di gratificazioni professionali e personali.
Il Gen. Spagnoli, proviene dai corsi regolari dell’Accademia Aeronautica, Corso Eolo IV. Durante la sua carriera ha ricoperto diversi incarichi in ambito Nazionale, Internazionale ed Interforze, tra i quali Comandante del 3°Stormo di Verona Villafranca e Comandante del Servizio dei Supporti del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare.
ATTUALITA'
Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”
LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.
«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.
Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.
ATTUALITA'
A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia
La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.
Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.
Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.
In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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