CULTURA
Oratorio del Piccolo Tempio del Santuario di Monte Sant’Angelo, presentati i lavori e i preziosi affreschi
TERRACINA – Un altro tesoro dal valore inestimabile torna alla Città di Terracina. Riapre infatti l’Oratorio del Piccolo Tempio del Santuario di Monte Sant’Angelo dopo i lavori di ripulitura e restauro che hanno riportato alla luce affreschi preziosi e unici come quello che raffigura San Silviano, ritenuta ad oggi la più antica immagine del Santo. Questa mattina la cerimonia di inaugurazione alla presenza del nuovo Soprintendente per le Province di Frosinone e Latina, Alessandro Betori, alla sua prima uscita istituzionale, che ha voluto sottolineare come il Santuario sia una “gloria nazionale”.
«È una giornata importante per la nostra Città e per tutto il nostro territorio, perché ci viene restituito un gioiello straordinario che da oggi potremo ammirare nella sua interezza. Il mio ringraziamento va in particolare alla Soprintendenza per il grande lavoro fatto, a tutti quelli che hanno lavorato ogni giorno, incessantemente, e a Francesco Di Mario che da Soprintendente ha diretto questi lavori, e con la sua passione e la sua dedizione è stato fondamentale per la restituzione a Terracina di un’altra meraviglia unica, il Teatro Romano. Un ringraziamento poi alla Fondazione Città di Terracina che gestisce questa splendida area del Santuario del Tempio di Giove che da oggi, grazie a questi lavori, si arricchisce di un ulteriore tassello dal valore inestimabile. Grazie anche a tutti quelli che hanno partecipato condividendo questa giornata, al Vicesindaco, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali, come alle Forze dell’Ordine, alla Polizia Locale e alla Protezione Civile. Il nostro impegno continua per rendere accessibile e fruibile a tutti il nostro immenso patrimonio archeologico e culturale che racconta la nostra storia e le nostre radici», ha dichiarato il Sindaco di Terracina, Francesco Giannetti.
I lavori erano iniziati nel 2023 dall’allora Soprintendente Francesco Di Mario che nel corso della cerimonia ha illustrato gli interventi nell’Oratorio realizzato in epoca medievale all’interno di una delle gallerie di sostruttive del Piccolo Tempio. Punto di partenza è stata la pulizia e la rimozione di scritte e disegni vandalici e offensivi che imbrattavano le pareti, e tra questi anche una svastica rimossa a maggio dello scorso anno in concomitanza con la visita del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Sono state utilizzate per questo moderne tecnologie laser e prodotti biologici, che hanno permesso di rimuovere anche le incrostazioni calcaree che si sono accumulate nei secoli. Grazie a questi interventi sono iniziate ad emergere pitture di enorme valore e per questo, come sottolineato da Di Mario, è stato deciso di proseguire, ottenendo un risultato eccezionale e in parte inaspettato considerate le condizioni di conservazione iniziali della struttura e il profondo degrado in cui versava. Sulla parete di fondo, al di sopra dell’area originariamente occupata da un altare, probabilmente distrutto nel XIX secolo, sono apparsi due strati sovrapposti di intonaci dipinti raffiguranti una Madonna in trono con Gesù Bambino in grembo, e ai fianchi due arcangeli, probabilmente Gabriele e Michele. La fase più antica, in via preliminare, può essere datata al VII – VIII secolo, le testimonianze pittoriche più antiche di Terracina e del Lazio Meridionale. La fase più recente invece risale al X – XI secolo. Altre preziose figure sono ben visibili sulle pareti e sulla volta, come quella del Salvatore con la testa barbata, e tre figure inginocchiate che lascerebbero pensare, ma ci sono gli studi in corso, ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Sulla parete laterale sinistra, poi, è emersa la più antica immagine arrivata a noi di S. Silviano. Accanto a lui altre due figure, scarsamente leggibili, ma una di queste potrebbe raffigurare il Santo Patrono San Cesareo. La presenza contemporanea di S. Silviano e S. Cesareo, venerati in Città, assume una particolare valenza per Terracina e per la sua storia sacra, e arricchisce significativamente il patrimonio di conoscenza della pittura medievale.
Nel corso dei lavori si è anche provveduto ad eliminare le infiltrazioni di acqua piovana impermeabilizzando i terrazzi superiori e rendendoli calpestabili.
Proseguono ora gli studi su quanto ritrovato, mentre è stato annunciato un nuovo finanziamento di 500 mila euro per portare avanti i lavori.
«Un giorno di festa e di grande condivisione dell’enorme patrimonio storico culturale che abbiamo il privilegio di avere. Vogli invitare tutti a visitare il Piccolo Oratorio, che ha ritrovato una nuova vita grazie al restauro. Per me che sono nata e cresciuta vicino la Chiesa che porta il suo nome, poi, è stata una grande emozione vedere il ritratto, il più antico, di San Silviano. Un ringraziamento a tutti quelli che hanno lavorato per raggiungere questo straordinario risultato, che è un nuovo vanto per tutta la nostra Comunità», ha dichiarato l’assessora alla Cultura e al Turismo Alessandra Feudi.
CULTURA
La poetessa Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae
La poetessa di Aprilia Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae “Ornella Valerio” di Minturno con la silloge “Interno barocco. Poetica del disincanto” (Edizioni Croce). Promosso dal Comune di Minturno in collaborazione al Liceo Scientifico al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti”, a Caramanica Editore e al Centro Studi Minturnae – Università del Golfo Formia-Gaeta-Minturno, con i suoi 50 anni, è uno dei premi più longevi prestigiosi dedicati, oltre che alla poesia, alla storia e al mondo classico.
Il premio ad Antonella Rizzo è stato assegnato dalla giuria presieduta da Rino Capito e composta da Arnaldo Colasanti e Luigi Gulia. “una poesia che disinganna”, come recita il sottotitolo della stessa raccolta, sollevando da convincimenti errati e delusioni obbligatorie.
La premiazione dei vincitori si terrà sabato 10 ottobre, alle 17, presso l’Aula Magna “Maurizio Bisegna” dello stesso Liceo Scientifico.
BIO – Antonella Rizzo è nata a Roma nel 1967. È poetessa, scrittrice, giornalista, performer, attiva nel campo dell’intercultura e della letteratura di genere. Ha pubblicato: “Il sonno di Salomè”, “Confessioni di una giovane eretica”, “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”. “ Iratae pièce teatrale” con Maria Carla Trapani, “ Plethora”, “A dimora le rose” e “A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice”. È stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco, romeno. I suoi testi sono presenti in molte antologie di poesia contemporanea. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièce teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Ha conseguito Premi nazionali e internazionali ed è giurata in diversi concorsi letterari. È ideatrice e responsabile del Premio letterario “Antica Pyrgos”.
CULTURA
Il vescovo Mariano Crociata presenta la Lettera Pastorale: l’umano al centro della riflessione e del cammino diocesano
LATINA – Una visione dell’uomo che non sia però astratta. Con questo criterio – in verità molto più complesso – il vescovo di Latina Mariano Crociata ha consegnato la sua Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo “Per la gioia che è venuto al mondo un uomo… – Essere, diventare, rimanere umani”, che fa riferimento al versetto 16,21 del Vangelo di Giovanni. L’occasione è stata l’assemblea Pastorale diocesana, tenuta ieri sera, presso la curia vescovile di Latina, e moderata dal Vicario generale don Enrico Scaccia. A presentare il nuovo orientamento pastorale è stata la professoressa Maria Forte, che ha voluto mettere in evidenza alcuni tratti particolari della Lettera. Al termine, è seguito un momento di confronto sul posto tra i gruppi formati da cui sono scaturite delle domande dei presenti cui ha risposto direttamente il vescovo Crociata.
L’intera Lettera è disponibile sul sito della Diocesi pontina (diocesi.latina.it).
«Quelli della lettera sono pensieri che vengono dal sentire della Chiesa in tutti questi anni», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata a margine dell’assemblea. Infatti, i riferimenti diretti da cui è partita la riflessione del vescovo Crociata sono quelli del Magistero, come l’enciclica Magnifica humanitas di papa Leone XIV, oltre a recenti documenti del Dicastero per la Dottrina della Fede, della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione teologica internazionale.
Perché una lettera pastorale dovrebbe occuparsi dell’umano? Una domanda che potrebbe venire spontanea a molti e cui Crociata risponde all’inizio della Lettera: «Ci si aspetterebbe che essa si occupi di temi di genere religioso, spirituale, pastorale. Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano, eccome!, la condizione umana, e anzi intendono comprenderla sempre meglio e darle attuazione e pienezza. La seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri climatici, naturali e umanitari di ogni genere, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi che si consumano per effetto di una serie innumerevole di cause e di circostanze».
D’altronde la fede cristiana trova un suo fondamento proprio nel mistero dell’Incarnazione, con Gesù, Figlio di Dio, che assume la natura umana. Poi, tutti i Vangeli mostrano Cristo sempre attento alla condizione umana.
Nella prima parte, monsignor Crociata inizia la sua riflessione dal tema della nascita per dire che «la nascita biologica è un inizio, ma diventare umani è un processo». Si tratta della sfida che riguarda tutti: diventare umani.
Il percorso successivo della Lettera assume una direzione che porta alla definizione delle domande fondamentali della vita, tra cui «Che cosa fare della mia vita? Chi è l’altro? Quale responsabilità verso gli altri? Quale ruolo hanno gli adulti? Che cosa significa educare? Che cosa significa costruire il bene comune?». Sono domande diverse ma hanno tutte un denominatore comune, o meglio un interrogativo implicito che è «cosa significhi vivere da esseri umani.
Proprio nella presentazione della Lettera, è stato sottolineato che nel suo documento il Vescovo non offre semplicemente una definizione dell’uomo. Non dice: «L’uomo è questo». Propone piuttosto un percorso che parte dalla nascita e attraversa: la scelta, la coscienza, la tecnologia, l’altro, l’educazione, la società, la libertà. E poi ritorna a Cristo per rileggere l’umano guardando sempre a Cristo. E infine apre uno spazio: quello della speranza.
CULTURA
Latina, al Museo Cambellotti il restauro aperto al pubblico di due sculture
Un restauro aperto al pubblico per conoscere da vicino il lavoro sulla coppia di sculture La Pace o La Vagante di Duilio Cambellotti. È il progetto organizzato dal Museo Duilio Cambellotti di Latina in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’artista. Le due opere, realizzate tra il 1914 e il 1919, saranno restaurate direttamente all’interno del museo. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio con il cofinanziamento del Comune di Latina. Alle diverse fasi del restauro potranno assistere anche gli studenti del Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Latina, che avranno così la possibilità di vedere da vicino tecniche e attività legate alla conservazione delle opere d’arte.
Il restauro sarà aperto anche ai cittadini nei giorni 29 e 30 settembre, 1, 2 e 4 ottobre. Gli orari sono: martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30; mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.30; domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.
L’intervento punta a conservare le due sculture e a restituirle alla piena fruizione del pubblico. L’iniziativa rientra nel progetto “Forza e visioni, 150 anni di Cambellotti”, dedicato alla figura e all’opera dell’artista.
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luca
20 Maggio 2024 at 8:56
E capisci che è una farsa politica. Piste ciclabili? non pervenute, mare pulito? non pervenuto. Accesso disabili alle spiagge? forse a stagione inoltrata. E cosi via.