CULTURA
Musei in Rete presenta il nuovo Passaporto dei Musei. Siglata la nuova adesione del Comune di Fondi
LATINA – Si è tenuto questa mattina, presso il Museo Piana delle Orme, il Forum 2025 dei Musei in Rete, un momento di confronto e crescita per una realtà culturale in continua espansione. L’incontro ha visto la partecipazione di autorità istituzionali, rappresentanti del mondo culturale e amministratori locali. Presenti il sindaco del Comune Latina, capofila della rete dei musei, Matilde Celentano, il prefetto Vittoria Ciaramella, il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli e il direttore del Museo Piana Delle Orme Fosco Esposito. L’evento ha visto anche la partecipazione dell’Ordine degli Architetti di Latina e di ICOM Italia (International Council of Museums), che contribuiranno con i loro interventi alla due giorni di lavori. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Latina, capofila del progetto di rete, che ha dato il benvenuto al Museo civico archeologico di Fondi, ufficialmente entrato a far parte del coordinamento. A rappresentare il nuovo comune entrato nella squadra, il primo cittadino di Fondi Beniamino Maschietto. In questa occasione, i due sindaci hanno firmato la nuova adesione al protocollo d’intesa della rete Musei in Rete, sancendo formalmente l’ingresso di Fondi nel progetto.
«Non un mero atto simbolico – ha commentato il sindaco Maschietto – bensì l’espressione di una volontà ben precisa: lavorare insieme, condividere professionalità, investire in accessibilità, comunicazione e formazione. Tutti obiettivi che stiamo perseguendo, grazie all’eccelso lavoro congiunto della direttrice Maria Cristina Recco e del settore Cultura guidato dall’assessore Vincenzo Carnevale e dalla dirigente Laura Marchetti, lavorando su più fronti. E devo dire che, negli ultimi mesi, anche in termini di presenze, il Museo civico ha vissuto un periodo di grande crescita ed espansione. Aderendo a questa rete, che ci consentirà di sperimentare nuove forme di partecipazione, promozione e marketing territoriale, andremo a fare un ulteriore passo in avanti lungo il percorso di valorizzazione e crescita del polo museale. Molto carina – ha concluso – l’idea del passaporto dei Musei: l’auspicio è che moltissimi giovani e non provenienti dal territorio provinciale vengano a Fondi per visitare il Museo, peraltro ospitato in una struttura di straordinari pregio e bellezza che è il nostro Castello Caetani, per conoscere la nostra storia e mettere un bel timbro culturale sul passaporto».
“Con l’adesione del Comune di Fondi – ha dichiarato il sindaco Celentano – la Rete dei Musei conta oggi 11 Comuni, 16 musei civici, la Provincia, 5 musei privati e due soggetti culturali di rilievo come la Latina Film Commission e il Dizionario della Musica in Italia. È un traguardo importante, ma anche un punto di partenza per rafforzare l’identità culturale del nostro territorio”.
Durante l’incontro è stato presentato anche il nuovo Passaporto dei Musei, un’iniziativa che mira a incentivare i visitatori a scoprire tutte le tappe della rete museale. “Il Passaporto – continua la prima cittadina di Latina – è uno strumento semplice ma efficace, che stimola il turismo culturale e crea un legame tra i musei del territorio, rafforzando il senso di appartenenza. Ogni visitatore dei Musei in Rete avrà una mappa, su cui apporre un timbro ad ogni successiva tappa nel percorso pontino. Ringrazio la Regione Lazio per il sostegno offerto alla rete e per l’impegno nel rinnovamento del regolamento dei servizi culturali, musei, biblioteche e archivi. E anche Antonia Lo Rillo, direttrice del Museo Cambellotti, nonché tutti i direttori del coordinamento museale senza i quali non potremmo garantire il necessario supporto scientifico ai nostri musei. Il loro lavoro è fondamentale. La Rete dei Musei è nata da appena due anni ma sta già dimostrando la sua forza. Fare squadra è il primo passo per valorizzare la nostra ricchezza culturale e naturale. Ogni nuova adesione rappresenta un impegno concreto per lo sviluppo turistico ed economico dell’intera provincia. Abbiamo un patrimonio naturalistico e culturale che dobbiamo e vogliamo valorizzare al fine di un ritorno di presenze turistiche ed economiche. Fare squadra è il primo passo. Le firme di adesione già apposte e quelle che verranno nel prossimo futuro costituiscono un’assunzione di un impegno che intendiamo proseguire nel tempo”.
I lavori del Forum 2025 dei Musei in Rete della provincia di Latina continueranno anche domani, 18 ottobre 2025, sempre al Museo di Piana delle Orme.
CULTURA
La poetessa Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae
La poetessa di Aprilia Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae “Ornella Valerio” di Minturno con la silloge “Interno barocco. Poetica del disincanto” (Edizioni Croce). Promosso dal Comune di Minturno in collaborazione al Liceo Scientifico al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti”, a Caramanica Editore e al Centro Studi Minturnae – Università del Golfo Formia-Gaeta-Minturno, con i suoi 50 anni, è uno dei premi più longevi prestigiosi dedicati, oltre che alla poesia, alla storia e al mondo classico.
Il premio ad Antonella Rizzo è stato assegnato dalla giuria presieduta da Rino Capito e composta da Arnaldo Colasanti e Luigi Gulia. “una poesia che disinganna”, come recita il sottotitolo della stessa raccolta, sollevando da convincimenti errati e delusioni obbligatorie.
La premiazione dei vincitori si terrà sabato 10 ottobre, alle 17, presso l’Aula Magna “Maurizio Bisegna” dello stesso Liceo Scientifico.
BIO – Antonella Rizzo è nata a Roma nel 1967. È poetessa, scrittrice, giornalista, performer, attiva nel campo dell’intercultura e della letteratura di genere. Ha pubblicato: “Il sonno di Salomè”, “Confessioni di una giovane eretica”, “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”. “ Iratae pièce teatrale” con Maria Carla Trapani, “ Plethora”, “A dimora le rose” e “A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice”. È stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco, romeno. I suoi testi sono presenti in molte antologie di poesia contemporanea. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièce teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Ha conseguito Premi nazionali e internazionali ed è giurata in diversi concorsi letterari. È ideatrice e responsabile del Premio letterario “Antica Pyrgos”.
CULTURA
Il vescovo Mariano Crociata presenta la Lettera Pastorale: l’umano al centro della riflessione e del cammino diocesano
LATINA – Una visione dell’uomo che non sia però astratta. Con questo criterio – in verità molto più complesso – il vescovo di Latina Mariano Crociata ha consegnato la sua Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo “Per la gioia che è venuto al mondo un uomo… – Essere, diventare, rimanere umani”, che fa riferimento al versetto 16,21 del Vangelo di Giovanni. L’occasione è stata l’assemblea Pastorale diocesana, tenuta ieri sera, presso la curia vescovile di Latina, e moderata dal Vicario generale don Enrico Scaccia. A presentare il nuovo orientamento pastorale è stata la professoressa Maria Forte, che ha voluto mettere in evidenza alcuni tratti particolari della Lettera. Al termine, è seguito un momento di confronto sul posto tra i gruppi formati da cui sono scaturite delle domande dei presenti cui ha risposto direttamente il vescovo Crociata.
L’intera Lettera è disponibile sul sito della Diocesi pontina (diocesi.latina.it).
«Quelli della lettera sono pensieri che vengono dal sentire della Chiesa in tutti questi anni», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata a margine dell’assemblea. Infatti, i riferimenti diretti da cui è partita la riflessione del vescovo Crociata sono quelli del Magistero, come l’enciclica Magnifica humanitas di papa Leone XIV, oltre a recenti documenti del Dicastero per la Dottrina della Fede, della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione teologica internazionale.
Perché una lettera pastorale dovrebbe occuparsi dell’umano? Una domanda che potrebbe venire spontanea a molti e cui Crociata risponde all’inizio della Lettera: «Ci si aspetterebbe che essa si occupi di temi di genere religioso, spirituale, pastorale. Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano, eccome!, la condizione umana, e anzi intendono comprenderla sempre meglio e darle attuazione e pienezza. La seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri climatici, naturali e umanitari di ogni genere, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi che si consumano per effetto di una serie innumerevole di cause e di circostanze».
D’altronde la fede cristiana trova un suo fondamento proprio nel mistero dell’Incarnazione, con Gesù, Figlio di Dio, che assume la natura umana. Poi, tutti i Vangeli mostrano Cristo sempre attento alla condizione umana.
Nella prima parte, monsignor Crociata inizia la sua riflessione dal tema della nascita per dire che «la nascita biologica è un inizio, ma diventare umani è un processo». Si tratta della sfida che riguarda tutti: diventare umani.
Il percorso successivo della Lettera assume una direzione che porta alla definizione delle domande fondamentali della vita, tra cui «Che cosa fare della mia vita? Chi è l’altro? Quale responsabilità verso gli altri? Quale ruolo hanno gli adulti? Che cosa significa educare? Che cosa significa costruire il bene comune?». Sono domande diverse ma hanno tutte un denominatore comune, o meglio un interrogativo implicito che è «cosa significhi vivere da esseri umani.
Proprio nella presentazione della Lettera, è stato sottolineato che nel suo documento il Vescovo non offre semplicemente una definizione dell’uomo. Non dice: «L’uomo è questo». Propone piuttosto un percorso che parte dalla nascita e attraversa: la scelta, la coscienza, la tecnologia, l’altro, l’educazione, la società, la libertà. E poi ritorna a Cristo per rileggere l’umano guardando sempre a Cristo. E infine apre uno spazio: quello della speranza.
CULTURA
Latina, al Museo Cambellotti il restauro aperto al pubblico di due sculture
Un restauro aperto al pubblico per conoscere da vicino il lavoro sulla coppia di sculture La Pace o La Vagante di Duilio Cambellotti. È il progetto organizzato dal Museo Duilio Cambellotti di Latina in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’artista. Le due opere, realizzate tra il 1914 e il 1919, saranno restaurate direttamente all’interno del museo. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio con il cofinanziamento del Comune di Latina. Alle diverse fasi del restauro potranno assistere anche gli studenti del Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Latina, che avranno così la possibilità di vedere da vicino tecniche e attività legate alla conservazione delle opere d’arte.
Il restauro sarà aperto anche ai cittadini nei giorni 29 e 30 settembre, 1, 2 e 4 ottobre. Gli orari sono: martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30; mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.30; domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.
L’intervento punta a conservare le due sculture e a restituirle alla piena fruizione del pubblico. L’iniziativa rientra nel progetto “Forza e visioni, 150 anni di Cambellotti”, dedicato alla figura e all’opera dell’artista.
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