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CRONACA

Fugge all’alt della polizia, inseguimento tra Gaeta e Formia: auto a noleggio ma non aveva la patente

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polizia gaeta

GAETA – Nonostante l’alt della polizia, non si è fermato opponendo resistenza al controllo e risultando poi alla guida senza patente, in quanto mai conseguita. E’ accaduto durante i servizi di pattugliamento svolti dalla Squadra Volante del Commissariato di Gaeta sul  Lungomare Caboto, quando hanno intimato l’alt al conducente di un’autovettura che invece di fermarsi ha improvvisamente accelerato, costringendo uno degli operatori a spostarsi per evitare di essere investito.

Il veicolo si è dato alla fuga in direzione Formia ad alta velocità, oltrepassando un incrocio nonostante il semaforo rosso, ne è nato un inseguimento e la polizia ha raggiunto e bloccato l’uomo nei pressi della rotatoria del porto commerciale di Gaeta. Il conducente ha tentato di giustificare la sua condotta sostenendo che il passeggero necessitasse di cure mediche urgenti, senza saper dire per quale motivo. I due, dopo gli accertamenti sanitari richiesti per il passeggero,  sono stati accompagnati presso gli Uffici del Commissariato e dai controlli documentali è emerso che il conducente era alla guida pur non avendo mai conseguito la patente, e anche il passeggero è risultato privo di titolo di guida. Ma non è tutto.

La perquisizione personale e veicolare  -. spiegano dalla polizia – ha portato al rinvenimento di scocche di specchi retrovisori, tipicamente impiegate nella cosiddetta “truffa dello specchietto”. L’auto, di proprietà  una società di noleggio, inoltre risultava segnalata sui sistemi interforze poiché spesso utilizzata da soggetti dediti a truffe e reati contro il patrimonio ed entrambi gli occupanti sono risultati avere numerosi precedenti e denunce per reati contro il patrimonio, truffe, contrabbando, ricettazione e altre condotte illecite.

Il conducente è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale (art. 337 C.P.). Avanzata per i due anche la proposta per l’emissione di un divieto di ritorno per tre anni nel Comune di Gaeta.

 

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CRONACA

Apiario devastato a Latina, distrutte 25 arnie: indagini su un gesto che ha causato la morte di migliaia di api

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Sono in corso accertamenti per fare luce su quanto accaduto in un apiario di strada Piano Rosso, a Latina, dove un grave episodio ha provocato la morte di migliaia di api e la distruzione di 25 arnie. A denunciare l’accaduto è stato il giovane apicoltore Giammatteo, che ha raccontato pubblicamente quanto scoperto all’interno dell’allevamento. Secondo la ricostruzione fornita, ignoti avrebbero sigillato le arnie con schiuma espansa e successivamente utilizzato zolfo, causando la morte delle colonie presenti. Un episodio che ha suscitato forte indignazione non solo nel mondo dell’apicoltura, ma anche tra chi si occupa di tutela ambientale. Le api svolgono infatti un ruolo fondamentale per l’impollinazione e per il mantenimento della biodiversità, rappresentando una risorsa essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi e per molte produzioni agricole.

«Quello che è successo è un atto infame e vigliacco», ha dichiarato l’apicoltore. «È stato distrutto il lavoro di intere stagioni, costruito con sacrifici, dedizione e notti insonni».

Oltre al danno economico, particolarmente rilevante per l’attività, resta la perdita di migliaia di insetti impollinatori, con conseguenze che vanno ben oltre il singolo allevamento. Nonostante quanto accaduto, il titolare dell’apiario ha assicurato la volontà di proseguire il proprio lavoro. «Hanno distrutto le nostre arnie e ucciso le nostre api, ma non la nostra passione e la nostra determinazione ad andare avanti con onestà», ha affermato.

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Latina, rimossa la cabina elettrica da Piazza Buozzi: era stata realizzata in zona tutelata

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LATINA – E’ stata rimossa questa mattina la grande cabina elettrica che era stata installata due settimane fa in Piazza Buozzi. Il manufatto, posto su uno dei lati della piazza di fondazione che ospita il Tribunale aveva suscitato critiche e polemiche dovute al fatto che gli edifici e le aree storiche della città sono sottoposte a vincoli e che in questo caso certamente non ricorrevano i presupposti per un’autorizzazione da parte della Sovrintendenza. Al posto del locale tecnico, simile ad altri autorizzati e installati in città, necessari a potenziare la rete,  ora c’è un vero e proprio cratere che andrà richiuso. Secondo quanto si apprende la cabina sarà trasferita  a circa 300 metri di distanza.

Il Comune aveva approvato il posizionamento di otto nuove cabine  su richiesta di E-Distribuzione – con Deliberazione n° 353/2025 del 19/12/2025. La prima dell’elenco era proprio quella di Piazza Buozzi, seguita da quelle di Piazza Alpi, Parco di Via Monte Terminillo, Piazzale Carturan, Via dell’Agora, Parcheggio Largo Geminiani, Parcheggio D’Amico, Piazza Piazzale Berlinguer.

“Quello che più colpisce in questa vicenda è il grado di approssimazione con cui l’amministrazione si è mossa – commenta Giuseppe Pannone, avvocato, tra i cittadini che aveva segnalato il caso – . La delibera di Giunta del 19/12/25 costituisce un diritto di servitù di elettrodotto su aree comunali, sulla cui utilità nessuno discute; ma non risulta la necessaria attenzione alla tutela del decoro urbano, al contesto e alla riduzione dei posti auto pubblici. Mi chiedo chi e come ha identificato le esatte particelle per il posizionamento delle cabine elettriche, se ci sono stati dei criteri, se sono state fatte tutte le verifiche con le necessarie certificazioni di regolarità. Peraltro, e in generale, per le opere di posizionamento dei cavi (elettrici, come quelli per la fibra) e di tutti i lavori, dagli scavi a quelli di risistemazione/ripristino, non ci sono stati i cartelli di cantiere completi e posizionati in modo chiaro con il necessario anticipo, cioè almeno 48 ore prima dell’inizio lavori”.

La questione della cabina ora rimossa era stata anche oggetto di un’interrogazione.

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Truffa del finto nipote, ma a casa della vittima trova carabinieri e polizia locale: arrestato 22enne

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ITRI – Ha tentato la truffa del finto nipote, ma ad attenderlo a casa della vittima ha trovato i carabinieri e la polizia locale. E’ accaduto a Itri dove è stato arrestato, in flagranza di reato, un ragazzo di 22 anni originario della provincia di Napoli, per il reato di truffa, sorpreso proprio nel momento in cui stava per portare a compimento il raggiro ai danni di una donna molto anziana residente nel comune pontino. Il modus operandi utilizzato è quello, purtroppo sempre più diffuso, del finto parente in difficoltà. La vittima era stata contattata telefonicamente da un individuo che si era finto suo nipote, presentandosi con il nome di “Mario”. Con voce allarmata, il sedicente nipote aveva raccontato all’anziana una storia drammatica e del tutto inventata e la  richiesta era di 5.000 euro in contanti che la donna avrebbe dovuto consegnare di lì a poco a un fantomatico “ufficiale giudiziario” inviato a casa sua. Il piano però è saltato.

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