CRONACA
Bullismo, i genitori di Paolo Mendico testimoni alla Giornata del Rispetto
I genitori di Paolo Mendico, il 14enne morto suicida a Santi Cosma e Damiano, hanno portato la loro testimonianza oggi nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, al convegno dedicato alla Giornata del Rispetto dal titolo “Il rispetto cambia il finale. Sempre”, un momento di riflessione profonda e partecipata sui temi del bullismo, del cyberbullismo e della tutela dei più giovani. Particolarmente toccante il loro momento. Le parole della madre, Simonetta La Marra, e del padre, Giuseppe Mendico, hanno profondamente emozionato la platea, offrendo un racconto intenso del dolore vissuto e della solitudine che spesso accompagna queste tragedie, ma anche un forte appello a non ignorare i segnali di sofferenza.
L’iniziativa, promossa dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio e dalla Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, ha visto la presenza di studenti, docenti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni e professionisti, confermando quanto sia urgente e necessario un impegno condiviso per contrastare fenomeni che colpiscono in modo sempre più incisivo bambini e adolescenti.
Nell’aprire l’incontro, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha sottolineato come il rispetto non possa essere ridotto a una ricorrenza simbolica, ma debba diventare una vera e propria “materia di vita”, ricordando come oggi basti un video o una foto per colpire una persona davanti a milioni di persone. Aurigemma ha ribadito l’impegno delle istituzioni regionali nel rafforzare i protocolli contro bullismo e cyberbullismo, anche attraverso il mondo della scuola e dello sport.
Hanno portato il loro saluto istituzionale anche il Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi che ha annunciato un aggiornamento della normativa regionale per adeguarla alle nuove sfide legate alla rete e la Segretaria generale del Consiglio regionale del Lazio, Giosy Pierpaola Tomasello, richiamando l’importanza del ruolo delle istituzioni nel promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità civile.
Tra gli interventi della mattinata, quello di Fabio Amore, Dirigente del Distretto della Polizia di Stato “San Paolo”, che ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione e della collaborazione tra famiglie, scuola e forze dell’ordine, e quelli di Marina Terragni, Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (in collegamento da remoto), Eleonora Apolloni, Presidente della Camera dei Minori e della Famiglia, e Marisa Aloia, psicologa, psicoterapeuta e perito giudiziario. Gli interventi hanno fornito ai ragazzi presenti strumenti concreti per riconoscere situazioni di bullismo e indicazioni pratiche su come intervenire e chiedere aiuto, ribadendo l’invito a non rimanere spettatori passivi.
La giornata si è conclusa con la proiezione di un cortometraggio realizzato nel 2016 da un liceo classico, seguita da un appello corale alla responsabilità condivisa: famiglie, scuola e istituzioni unite per prevenire comportamenti che possono avere conseguenze irreversibili e per costruire un futuro fondato sul rispetto, sull’ascolto e sulla solidarietà.
A chiudere i lavori, la dichiarazione della Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni: «Non dobbiamo mai sottovalutare i segnali che arrivano dal mondo giovanile. Il rispetto significa attenzione, presenza e capacità di ascolto. Guardarsi indietro, non lasciare nessuno solo, soprattutto chi è più fragile, è una responsabilità che riguarda tutti: famiglie, scuola e istituzioni. Solo così possiamo davvero cambiare il finale, sempre».
CRONACA
Carenze nel servizio di salvataggio, Sabaudia perde la Bandiera Blu dopo 25 anni
Dopo venticinque anni consecutivi, Sabaudia perde la Bandiera Blu. La Foundation for Environmental Education (FEE) ha deciso di sospendere il riconoscimento assegnato al Comune a seguito dei controlli effettuati sulle spiagge libere, dove sarebbero state riscontrate carenze nel servizio di assistenza ai bagnanti.
La decisione è stata comunicata dal presidente della FEE Italia, Claudio P. Mazza, attraverso una lettera inviata al sindaco Alberto Mosca. Nel documento viene evidenziato come sulle spiagge Bandiera Blu del Comune non sarebbe garantito un servizio di salvataggio ritenuto adeguato, requisito fondamentale per il mantenimento del vessillo.
La FEE ricorda la necessità di assicurare la sicurezza dei bagnanti attraverso un numero adeguato di assistenti bagnanti e nel rispetto delle distanze previste. L’organizzazione sottolinea inoltre che la presenza di cartelli informativi non può sostituire il servizio di salvataggio e non è sufficiente a garantire il rispetto dei criteri richiesti dal programma Bandiera Blu.
La sospensione interrompe così una lunga storia iniziata 25 anni fa, durante i quali Sabaudia aveva mantenuto il riconoscimento internazionale riservato alle località balneari che rispettano determinati standard ambientali, di qualità dei servizi e sicurezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’opposizione consiliare, che ha definito la decisione “un durissimo colpo” per la città e per il settore turistico. Secondo i consiglieri di minoranza, la mancata copertura del servizio di salvataggio rappresenterebbe una grave criticità con possibili conseguenze sull’immagine della località e sulle attività economiche legate alla stagione estiva. Al termine della nota diffusa sulla vicenda, la minoranza ha chiesto le dimissioni del sindaco Alberto Mosca, attribuendo alla gestione amministrativa la responsabilità della sospensione del riconoscimento.
CRONACA
Furto ai danni di un’anziana a Gaeta, arrestati quattro cittadini stranieri sulla Pontina
La Polizia di Stato ha arrestato quattro cittadini stranieri, tre di nazionalità cubana e uno peruviana, ritenuti gravemente indiziati dei reati di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. L’intervento è scattato dopo un furto ai danni di un’anziana donna avvenuto nel territorio di Gaeta. Il veicolo utilizzato dai presunti autori del reato è stato segnalato agli operatori e successivamente intercettato lungo la Strada Regionale 148 Pontina dagli agenti della Squadra Volante della Questura di Latina, con la collaborazione dei Commissariati di Cisterna di Latina e Gaeta. L’autovettura è stata individuata nei pressi dell’area di servizio “Autogrill Latina Pontina”. Gli occupanti sono stati controllati e accompagnati negli uffici della Questura per gli accertamenti di rito.
Le successive verifiche, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e il riconoscimento della refurtiva da parte della vittima, avrebbero consentito di raccogliere elementi a carico dei quattro indagati. Durante le perquisizioni personali e del veicolo sono stati recuperati parte degli oggetti sottratti alla donna e denaro ritenuto provento dell’attività illecita. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito con una tecnica organizzata: alcuni componenti avrebbero distratto la vittima mentre un complice si impossessava della borsa contenente effetti personali, denaro e carte di pagamento. L’auto utilizzata, presa a noleggio pochi giorni prima dei fatti, è stata sequestrata. I quattro arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. Dagli accertamenti è inoltre emerso che gli arrestati risultano gravati da numerosi precedenti di polizia, in particolare per reati contro il patrimonio.
CRONACA
Bullismo, tre studentesse minorenni ammonite dal Questore di Latina
Tre studentesse minorenni di un istituto superiore della provincia di Latina sono state raggiunte da altrettanti ammonimenti emessi dal Questore di Latina per presunti episodi di bullismo nei confronti di una compagna di classe. Il provvedimento è scaturito da un’attività istruttoria avviata dopo la segnalazione di ripetuti comportamenti intimidatori avvenuti nel corso dell’anno scolastico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ragazze avrebbero messo in atto minacce, pressioni psicologiche, tentativi di isolamento e altri comportamenti aggressivi per costringere la vittima ad assumersi la responsabilità di un episodio disciplinare che non la riguardava. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’invio di messaggi minacciosi, il coinvolgimento di altri studenti nelle condotte vessatorie e l’accesso non autorizzato al telefono cellulare della giovane, con il controllo dei contenuti e dei profili social. Nonostante gli interventi educativi promossi dalla scuola, i comportamenti sarebbero proseguiti, provocando nella vittima un forte stato di ansia e disagio psicologico. Per questo il Questore ha disposto nei confronti delle tre studentesse la misura di prevenzione dell’ammonimento, prevista dalla normativa sul contrasto al bullismo, con l’obiettivo di interrompere le condotte e prevenire ulteriori episodi.
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