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20 febbraio

Bullismo, i genitori di Paolo Mendico testimoni alla Giornata del Rispetto

L'evento organizzato dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio e dalla Garante dell’Infanzia, Monica Sansoni

I genitori di Paolo Mendico, il 14enne morto suicida a Santi Cosma e Damiano, hanno portato la loro testimonianza oggi  nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, al convegno dedicato alla Giornata del Rispetto dal titolo “Il rispetto cambia il finale. Sempre”, un momento di riflessione profonda e partecipata sui temi del bullismo, del cyberbullismo e della tutela dei più giovani. Particolarmente toccante il loro momento. Le parole della madre, Simonetta La Marra, e del padre, Giuseppe Mendico, hanno profondamente emozionato la platea, offrendo un racconto intenso del dolore vissuto e della solitudine che spesso accompagna queste tragedie, ma anche un forte appello a non ignorare i segnali di sofferenza.

L’iniziativa, promossa dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio e dalla Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, ha visto la presenza di studenti, docenti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni e professionisti, confermando quanto sia urgente e necessario un impegno condiviso per contrastare fenomeni che colpiscono in modo sempre più incisivo bambini e adolescenti.

Nell’aprire l’incontro, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha sottolineato come il rispetto non possa essere ridotto a una ricorrenza simbolica, ma debba diventare una vera e propria “materia di vita”, ricordando come oggi basti un video o una foto per colpire una persona davanti a milioni di persone. Aurigemma ha ribadito l’impegno delle istituzioni regionali nel rafforzare i protocolli contro bullismo e cyberbullismo, anche attraverso il mondo della scuola e dello sport.

Hanno portato il loro saluto istituzionale anche il Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi che ha annunciato un aggiornamento della normativa regionale per adeguarla alle nuove sfide legate alla rete e la Segretaria generale del Consiglio regionale del Lazio, Giosy Pierpaola Tomasello, richiamando l’importanza del ruolo delle istituzioni nel promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità civile.

Tra gli interventi della mattinata, quello di Fabio Amore, Dirigente del Distretto della Polizia di Stato “San Paolo”, che ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione e della collaborazione tra famiglie, scuola e forze dell’ordine, e quelli di Marina Terragni, Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (in collegamento da remoto), Eleonora Apolloni, Presidente della Camera dei Minori e della Famiglia, e Marisa Aloia, psicologa, psicoterapeuta e perito giudiziario. Gli interventi hanno fornito ai ragazzi presenti strumenti concreti per riconoscere situazioni di bullismo e indicazioni pratiche su come intervenire e chiedere aiuto, ribadendo l’invito a non rimanere spettatori passivi.

La giornata si è conclusa con la proiezione di un cortometraggio realizzato nel 2016 da un liceo classico, seguita da un appello corale alla responsabilità condivisa: famiglie, scuola e istituzioni unite per prevenire comportamenti che possono avere conseguenze irreversibili e per costruire un futuro fondato sul rispetto, sull’ascolto e sulla solidarietà.

A chiudere i lavori, la dichiarazione della Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni: «Non dobbiamo mai sottovalutare i segnali che arrivano dal mondo giovanile. Il rispetto significa attenzione, presenza e capacità di ascolto. Guardarsi indietro, non lasciare nessuno solo, soprattutto chi è più fragile, è una responsabilità che riguarda tutti: famiglie, scuola e istituzioni. Solo così possiamo davvero cambiare il finale, sempre».

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