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ECONOMIA

Sapa Fossanova, lotta ad oltranza. Fiom Cgil: “Non barattiamo posti di lavoro”

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Stabilimento-Sapa-FossanovaLATINA – “Lotta ad oltranza anche se ciò significa costringerci in uno stato di prigionia. Non barattiamo un posto di lavoro per nessun tipo di incentivo”. E’ quanto affermato dai lavoratori della Sapa di Fossanova dopo l’ultimo “affronto da parte della proprietà”. Questa mattina infatti,  all’incontro alla presenza dei rappresentanti del Ministero, della Regione Lazio e delle organizzazioni sindacali, l’azienda norvegese non si è presentata e ha fatto sapere di non incontrare le parti fino a quando i lavoratori non scioglieranno l’assemblea permanente.

“L’assemblea invece, all’unanimità, dopo l’atteggiamento mostrato dalla proprietà – spiega il segretario generale Fiom-Cgil Latina Tiziano Maronna –  di puro disinteresse e arroganza nei confronti sia di un territorio martoriato che di istituzioni troppo spesso distratte e impotenti, ha deciso di mantenere con fermezza il presidio dello stabilimento tramite assemblea permanente. Respingiamo al mittente qualsiasi proposta che preveda come conclusione la pura cessazione delle attività”.

La Fiom ha invitato nuovamente le istituzioni a sollecitare un confronto che coinvolga l’intero gruppo Sapa Italia, in quanto la chiusura di Fossanova, dopo nemmeno un anno dalla Joint Venture, potrebbe essere  solo il primo tassello di un piano di disfacimento industriale a livello nazionale. “Quello che chiediamo alle Istituzioni, diversamente da tutte le altre vertenze – affermano i lavoratori Sapa –  non è il tipo di ammortizzatore migliore ma di stare effettivamente al nostro fianco in questa battaglia. Come l’azienda, ci appelliamo all’articolo 41, che nel capoverso dice “l’iniziativa economica privata è libera” ma, nella restante parte sottolinea che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Ricordiamo che i lavoratori sono stati licenziati al rientro dalla festa del primo maggio, lo stesso giorno in cui l’azienda aveva promosso un’iniziativa per migliorare l’housekeeping di stabilimento. E il 7 luglio ha chiuso i cancelli senza preavviso e nel pieno della trattativa. Mancano pochi giorni alla scadenza della procedura avviata dall’azienda che terminerà il 21 luglio. Nel frattempo sono già calendarizzati i prossimi incontri: il 16 luglio le parti si incontreranno in Regione Lazio mentre il Ministero, che nelle prossime ore ricontatterà l’azienda, si è impegnato a riconvocare il tavolo prima della scadenza di lunedì 21 luglio. Intanto il sindacalista Tiziano Maronna segretario provinciale della Fiom è arrivato oggi al terzo giorno di sciopero della fame.

IL TAVOLO IN REGIONE SULLA CRISI PONTINA. Si è riunito ieri il tavolo regionale interassessorile che era stato richiesto, alla luce delle nuove crisi aperte sul territorio, dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil in un documento firmato anche dai consiglieri regionali pontini Enrico Forte (Pd), Rosa Giancola (gruppo Per il Lazio) e Giuseppe Simeone (Forza Italia).  Al tavolo, convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività produttive Guido Fabiani, hanno partecipato l’assessore al Lavoro Lucia Valente, la segreteria dell’assessore alla Formazione Massimiliano Smeriglio, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Anselmo Briganti, Ewa Blasik e Luigi Garullo, i tre consiglieri regionali pontini. L’incontro si è aperto sottolineando la grave situazione economica della provincia di Latina, che ha perso alcune delle sue industrie più importanti e continua a subire drammatiche perdite al livello occupazionale. CGIL, CISL, UIL di Latina hanno chiesto pertanto misure urgenti per la tutela del lavoro e lo sviluppo imprenditoriale, misure indispensabili per costruire una programmazione a medio termine secondo assi di sviluppo che interessano i principali comparti economici: agroalimentare, turismo, chimico farmaceutico.

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ECONOMIA

Crisi del commercio di vicinato, Confesercenti Latina chiede un piano condiviso

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LATINA – Una delegazione della Confesercenti provinciale Latina, ha incontrato la sindaca di Latina Matilde Celentano, per un primo confronto sulla situazione del commercio in città, che sta vivendo momenti di difficoltà con diverse chiusure e reale rischio di desertificazione e di impoverimento del tessuto economico cittadino. Per la Confesercenti erano presenti il vice presidente Massimo Ceccarini con Silvano Moretto della segreteria provinciale ed il coordinatore provinciale Ivan Simeone.

Alla prima cittadina è stata consegnata  – spiegano i rappresentanti dell’associazIone di categoria – una “riflessione” sulla situazione generale ed una richiesta, in spirito collaborativo, di intervento affinché si possa -con celerità- procedere con un Piano del Commercio partecipato e condiviso con le parti sociali, nonché una maggiore reale attenzione al settore.

“… è necessario –si legge nella riflessione consegnata all’Amministrazione- che il Comune di Latina proceda con decisione alla definizione del Piano Urbanistico Commerciale, che dovrà prevedere strumenti chiari di programmazione e monitoraggio delle nuove aperture di grandi superfici di vendita, evitando un’ulteriore proliferazione non coordinata delle strutture commerciali di grandi dimensioni. Allo stesso tempo il piano dovrà prevedere misure concrete di tutela e valorizzazione dei negozi di vicinato e delle attività presenti nel centro storico, che rappresentano un patrimonio economico e culturale della città. Il rischio, altrimenti, è quello di assistere progressivamente allo svuotamento commerciale del centro urbano e alla perdita di identità del tessuto cittadino.”

Confesercenti Latina, nell’ambito dei Tavoli tematici, ha organizzato per sabato 28 marzo, un incontro di lavoro sulla situazione del commercio locale.

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ECONOMIA

Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”

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LATINA  – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.

La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.

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Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino

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PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.

Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.

 

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