Un fiume in piazza contro il Job Act. Nel Lazio 320 mila disoccupati e 50 mila in cassa integrazione

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LATINA – Una fiume di gente è scesa in piazza questa mattina a Roma contro il Job Act e l’abolizione dell’articolo 18 nella manifestazione organizzata dalla Cgil. In tanti si sono mossi anche dalla provincia di Latina per partecipare alla protesta che ha visto la piazza trasformarsi in un vero e proprio tappeto di bandiere del sindacato con centinaia di grandi palloncini rossi in volo sopra le teste. Del resto i numeri del Lazio sono impietosi: 320 mila i disoccupati, 50 mila lavoratori in cassa integrazione; 200 mila i giovani che non studiano e non lavorano, mentre il tasso di precarietà è fra i più elevati d’Italia con otto posti precari su dieci. Lo ha detto motivando le ragoioni dlela partecipazione al corteo di oggi, il leader della Cgil di Rima e del Lazio, Claudio Di Berardino. «Continueremo la nostra iniziativa con tutte le forme necessarie» ha detto il segretario generale del sindacato, Susanna Camusso.
Per Di Berardino nel Lazio bisogna scegliere di sostenere le filiere storiche, come l’aereospazio e il chimico farmaceutico, perché riorganizzare non deve significare abbandonare come sta accadendo nel settore chimico e farmaceutico dove se non si interviene di nuovo sulla ricerca, i prodotti sempre meno qualificati e si rischia la chiusura dell’attività”.

“Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l’Italia”. Sono le parole scelte dalla Cgil per la manifestazione che ha visto due cortei partire  alle  9.30 da piazzale Ostiense e da piazza della Repubblica per confluire in piazza San Giovanni dove la manifestazione sarà conclusa dall’intervento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

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