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Festa della legalità in ricordo di Don Cesare Boschin

Borghi dell'Ovest e Libera hanno promosso un concorso che ha coinvolto gli studenti

LocandinaLATINA – Si terrà domani la giornata conclusiva della prima edizione del Premio della Legalità Città di Latina intitolato alla memoria di Don Cesare Boschin. Nel ventesimo anniversario della morte del parroco, per ricordare la figura e il sacrificio di Don Cesare “colpevole” di aver denunciato per primo il traffico illecito di rifiuti e droga nella discarica di Borgo Montello, le associazioni Borghi dell’Ovest e Libera, con il contributo del comune di Latina, hanno promosso un concorso che ha coinvolto gli studenti dell’istituto comprensivo Prampolini di Borgo Podgora e dei plessi dei borghi nord con l’intento di sensibilizzarli sui temi della legalità e della giustizia. Per circa due mesi i ragazzi, seguiti passo passo dai giovani di Libera, hanno lavorato alla produzione di video, cartelloni, radiocronache, opere legate alle tematiche proposte.

I lavori saranno esposti e presentati a partire dalle 18.00 di domani nei locali dell’ex Granaio di Montello, nell’area del centro storico della Conca. Seguirà la cerimonia di proclamazione dei vincitori durante la quale interverranno, tra gli altri, il questore di Latina Giuseppe De Matteis e il segretario dell’Associazione nazionale magistrati sezione di Latina Daria Monsurrò. I lavori si apriranno con il ricordo di Don Cesare Boschin. Dopo la premiazione, invece, verrà proiettato il promo del documentario “Monte Inferno” realizzato da Patrizia Santangeli, a seguire l’intervento di Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità delle Regione Lazio. La serata proseguirà nello spazio antistante l’ex Granaio con il concerto della band reggae dei Verrospia e gustando panini e bibite presso lo stand gastronomico allestito per l’occasione dal Comitato Festeggiamenti di Borgo Montello.

«Gli alunni che hanno partecipato al concorso hanno risposto al nostro appello con entusiasmo dimostrando grande sensibilità e di aver recepito il messaggio lanciato attraverso il Premio, che gli è stato proposto anche perché conoscessero la storia del territorio in cui vivono a partire dall’impegno di Don Cesare Boschin per la tutela degli interessi della comunità di Montello, un impegno che il parroco ha pagato con la vita. Don Cesare ci ha lasciato un esempio, vogliamo farne tesoro continuando a lavorare per questa comunità, per emanciparla dai lacci e dalle servitù che ne hanno impedito lo sviluppo».

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