CULTURA
A Sabaudia sfila il cinema italiano: Cortellesi, Giallini, Argentero e Buy tra gli attori in arrivo
SABAUDIA – La commedia italiana è la protagonista del Sabaudia Film Fest che a luglio porterà nella Città del Parco attori, registi e critici cinematografici. La manifestazione, in programma dal 10 al 18 luglio, è stata voluta dal sindaco Maurizio Lucci, che ne ha affidato la direzione al giornalista Franco Montini, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI).
AUDIO
Sezze legge “Il nome della Rosa”, Loffarelli: “Saremo 108 di tutte le età. La Fondazione Umberto Eco ci ha ringraziato”
SEZZE – Sezze torna protagonista della scena culturale con un’iniziativa dedicata al decennale della scomparsa di Umberto Eco: la lettura integrale del best seller “Il Nome della Rosa”. Domani, sabato 22 agosto, al Museo Archeologico di Sezze a partire dalle 17,30 circa e fino a domenica 23 agosto alle 19,30 circa, 108 persone di ogni età leggeranno le pagine del giallo storico, scritto da Eco nel 1980, ambientato in un monastero benedettino del Nord Italia nel novembre dell’anno 1327.
L’iniziativa è dell’Associazione Culturale le Colonne fondata e animata da Giancarlo Loffarelli che ci ha raccontato come è nata l’idea.
“Ricordo quando poco prima di lasciarci Eco fece una dichiarazione, lui disse che per capire se una persona, uno scrittore, un artista, un intellettuale ha lasciato qualcosa, bisogna aspettare almeno dieci anni dalla sua morte. Per cui io gradirei – disse – che per 10 anni non si stia troppo a parlare di me. Quest’anno sono appunto 10 anni dalla sua scomparsa, e un po’ in tutta Italia a dire il vero, sono nate una serie di iniziative. Noi, come Associazione Le Colonne avevamo un’esperienza al riguardo, nel 2010 abbiamo organizzato qui a Sezze, lungo le strade, le piazze, i vicoli del paese, la lettura integrale della Divina Commedia di Dante, nel 2012 abbiamo apposto anche qui, lungo i muri della città, delle targhe, ognuna contenente un articolo della nostra Costituzione. Nella ricorrenza di questi dieci anni abbiamo avuto questa idea, cioè quella di poter ricordare Eco con la lettura integrale del nome della Rosa“, spiega Loffarelli.
Una maratona alla quale parteciperanno persone di ogni età e mestiere.
“In tutte le nostre iniziative – prosegue Loffarelli – la volontà è quella di un grosso coinvolgimento popolare, per cui qui abbiamo i più piccoli, sono in due, che hanno 8 anni, mentre la persona più anziana ne ha 85 e poi c’è anche qualcuno che magari fa teatro, e ha a che fare con la lettura, con l’interpretazione, ma molte persone si sono semplicemente offerte. E’ stata un’adesione spontanea. Noi abbiamo diffuso sui social, sul sito web della nostra associazione, l’invito, e chi voleva poteva offrirsi come lettore, puntavamo a 100, giusto per fare cifra tonda, siamo arrivati a 108“.
Ognuno di loro leggerà un brano, passando il testimone al successivo partecipante, anche nel cuore della notte.
“Certo, su questo eravamo un po’ scettici all’inizio, poi considerato che è un sabato e considerato che soprattutto il sabato i giovani sono abituati a uscire dopo cena, abbiamo avuto grosse adesioni da parte loro. A ognuno abbiamo fatto scegliere un orario in cui preferivano leggere, per quanto la cosa potesse essere poi inquadrabile nello schema generale, e in quella fascia notturna abbiamo diversi giovani che si sono offerti per cui speriamo che altri giovani siano fra il pubblico ad ascoltare“.
Che cosa vi augurate che possa venire fuori da questa iniziativa?
“Intanto abbiamo avuto già un piccolo riscontro, l’altro ieri, martedì 18 agosto, abbiamo fatto un incontro per prepararci, sempre lì al museo archeologico, una mia conferenza su “L’allegro nominalismo nichilistico di Umberto Eco”. Era un modo per dire che “Il nome della rosa” è stato tante cose: un romanzo che qualcuno pensa semplicemente poliziesco, medievale, storico ma che ha tanti svolti anche filosofici. Anche lì abbiamo avuto una grossa adesione, diverse persone che sono intervenute e hanno sottolineato il valore culturale per la nostra città di questa iniziativa, abbiamo anche avuto un bel riconoscimento, ci è arrivata una mail di Stefano Eco, il figlio di Umberto Eco che è il presidente della Fondazione, che ci ha fatto i complimenti per questa iniziativa. Ci auguriamo semplicemente che ci sia la più ampia partecipazione e ci basta sapere che alcune persone abbiano avuto lo stimolo per rileggere tutto in parte questo romanzo e magari incuriosirsi ad altre cose di Eco, già questo per noi è un grandissimo risultato“.
CULTURA
@Nicolosi rischia di fermarsi: la rassegna culturale che “cura” lo storico quartiere di Latina schiacciata da esposti e burocrazia
LATINA – Rischia di fermarsi @tNICOLOSI la rassegna che si svolge nella piazzetta dello storico, omonimo quartiere di Latina: “Forse diventerà davvero una Rassegna da Marciapiede”, dicono gli organizzatori che provano a spiegare la complessa e al tempo stessa banale vicenda che sta per porre fine a un’esperienza culturale cominciata quindici anni fa, in una delle zone più difficili della città di Latina.
“Spazio Culturale Nicolosi – ricordano – è nato in un quartiere popolare, dentro una piccola sede affacciata su una piazzetta bellissima e complicata, con l’idea un po’ folle che la cultura potesse servire a cambiare il racconto di un luogo. E quindici anni dopo siamo ancora qui, un po’ più stanchi, molto più consapevoli e abbastanza testardi da credere ancora che ne sia valsa la pena”. Da cinque anni a questa parte, poi, è nata @Nicolosi e mancano ancora quattro appuntamenti per concludere il programma estivo 2026 (li trovate in fondo all’articolo e il primo è con Beppe Servillo), appuntamenti che potrebbero non tenersi se non accadrà “qualcosa”.
L’invito degli organizzatori, per far resistere la rassegna, è rivolto a tutta la città: “VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perché credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perché credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perché un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia”. Un invito rivolto anche alla sindaca di Latina, Matilde Celentano che ha la delega alla Cultura.
Ma per quale motivo questa bella esperienza potrebbe spegnersi, allontanata dallo spazio che da anni “cura”? Come detto la vicenda è complessa e si è ulteriormente complicata a causa di un esposto. Per chi abbia voglia di approfondire, riportiamo qui, in maniera integrale, la nota di Spazio Culturale Nicolosi.
“La vicenda amministrativa che accompagna la quinta edizione di @tNICOLOSI non nasce quest’estate – spiegano – La Piazzetta del Terzo Lotto è stata definitivamente qualificata dagli uffici comunali come area privata comune ai tre condomìni che vi si affacciano. Il problema è che, da anni, manca un organismo unitario che possa assumere decisioni sulla sua gestione, un Supercondominio che non è mai stato costituito. Per favorirne la costituzione abbiamo ospitato nella sede di Spazio riunioni tra proprietari e amministratori, abbiamo partecipato nel marzo 2024 ad un incontro istituzionale convocato dal Comune di Latina, abbiamo chiesto successivamente che venisse predisposto un disciplinare capace di regolare l’utilizzo della Piazzetta, abbiamo infine richiesto formalmente, ancora poche settimane fa, la convocazione di un’assemblea congiunta dei tre condomìni e delle sette scale del Lotto 3. La soluzione, però, non è arrivata.
Quest’anno, a seguito di alcuni esposti e dei conseguenti controlli, quella contraddizione è esplosa definitivamente. Ed è difficile non cogliere il paradosso: un esposto alla Questura non per denunciare un crimine, ma una festa popolare. Noi abbiamo presentato la documentazione tecnica, abbiamo sostenuto gli oneri amministrativi, abbiamo incaricato Francesco Sanciez e Daniele Ambroselli, due professionisti che hanno predisposto e sottoscritto la documentazione necessaria e che, credendo nel valore di questa esperienza, hanno scelto di non chiedere alcun compenso per il proprio lavoro, perché questo è @tNICOLOSI, persone che decidono che vale la pena mettere a disposizione ciò che sanno fare perché un quartiere possa continuare a vivere. Il SUAP del Comune di Latina lo ha infine scritto con grande chiarezza: il solo elemento oggi mancante è l’assenso dei proprietari dell’area. Un assenso che non è nella disponibilità del Comune e che il Comune non può sostituire, e che noi cerchiamo, senza riuscirci, da oltre due anni.
Lo stesso SUAP ha però scritto altrettanto chiaramente che non oppone alcun ostacolo allo svolgimento delle iniziative, dichiarandosi disponibile a valutare con l’Associazione soluzioni alternative
amministrativamente praticabili. Ed è esattamente da qui che vogliamo ripartire.
NON È UNA GUERRA CONTRO LE ISTITUZIONI – Lo vogliamo dire senza ambiguità. Questa non è una battaglia contro il Comune di Latina, nè una battaglia contro il SUAP, nè una battaglia contro la Questura, nè una battaglia contro la Polizia Locale. Con tutti questi soggetti abbiamo avuto, pur nelle differenti funzioni e responsabilità, interlocuzioni corrette e spesso collaborative. Durante l’ultima iniziativa, dopo avere volontariamente ridotto l’allestimento secondo quanto preventivamente da noi comunicato, gli agenti della Polizia Locale intervenuti hanno verificato il rispetto degli impegni assunti dall’Associazione. Abbiamo incontrato persone chiamate a far rispettare le regole e che, nello stesso tempo, hanno saputo vedere quello che succede davvero in questa piazza ed è importante dirlo. Il problema non è trovare qualcuno contro cui combattere, il problema è trovare insieme una soluzione ad una situazione che nessuno di noi ha creato e che tutti ci portiamo dietro da troppo tempo. Per questo abbiamo scelto di non perseguire l’ipotesi di chiudere al traffico Via Filippo Corridoni, non vogliamo creare problemi ai residenti e non intendiamo
neppure trasferire @tNICOLOSI altrove. Perché @tNICOLOSI nasce qui, qui ha costruito il proprio significato, qui ha senso. Una rassegna nata per restituire il Quartiere Nicolosi alla città non può essere semplicemente caricata su un camion e trasferita in un parcheggio a qualche centinaio di metri di distanza. Per questo, se non riusciremo ad ottenere in tempo utile una formale autorizzazione all’utilizzo della Piazzetta, gli spettacoli partiranno dalla nostra sede e dal marciapiede che le sta davanti, senza palco, strutture sceniche, impianti o altre attrezzature collocate nella Piazzetta. Una vera Rassegna da Marciapiede. Non un espediente. Una scelta dichiarata, pubblica e assunta alla luce del sole. Perché non abbiamo niente da nascondere.
QUELLI CHE BENPENSANO – Poi esiste anche un’altra città. Quella che chiamiamo, con un po’ di affetto e un po’ meno pazienza, “quelli che benpensano”. Sono quelli per i quali una piazza vuota non disturba mai, una serranda abbassata non produce decibel, un luogo abbandonato non provoca problemi di ordine pubblico, una comunità che non si incontra non dà fastidio a nessuno. Noi siamo fatti diversamente. Probabilmente siamo anche strani. Ci assumiamo le nostre ingenuità, le nostre imperfezioni e quella maniera talvolta un po’ guerrigliera con cui, in quindici anni, abbiamo provato a fare cose che sembravano impossibili e con pochissimi mezzi. Ma continuiamo a pensare che organizzare una festa popolare, un concerto, un laboratorio per bambini, una presentazione di un libro o una serata di teatro non significhi degradare un quartiere. Significhi esattamente il contrario. Le posizioni apertamente contrarie alle nostre attività, per quanto emerso nelle interlocuzioni avute negli anni, sono numericamente estremamente limitate e riconducibili anche a proprietari che non risiedono stabilmente nella Piazzetta. La grandissima parte delle persone che qui vive, invece, questa esperienza la conosce. Molte la sostengono. Molte la costruiscono insieme a noi.
Circa l’80% dei volontari che rendono possibile @tNICOLOSI sono ragazze e ragazzi che vivono in Via Filippo Corridoni e nel Quartiere Nicolosi. Le loro famiglie sono arrivate a Latina dall’Italia e da Paesi di quattro continenti diversi: Nigeria, Marocco, Ucraina, Polonia, Romania, Colombia, India, Iran, Ruanda e tanti altri luoghi. Sono loro che montano, accolgono, puliscono, portano sedie, aiutano gli artisti, stanno fino alla fine e il giorno dopo ricominciano. Questa è forse l’immagine più semplice di ciò che Spazio Culturale Nicolosi prova a fare: il mondo che dice a Latina: questo è il vostro — nostro — quartiere. Non un luogo da nascondere, non un problema urbano, non una periferia dell’anima ma un pezzo di città. Anzi: uno dei suoi cuori popolari più autentici e più chiacchierati. La Casbah. Il “Fuoco della Casbah”, come Adriana Marucco ha raccontato il Nicolosi. Un posto dove, parafrasando De André, dai diamanti non nasce niente e dal letame possono nascere i fiori, proprio per questo una delle esperienze di partecipazione culturale più vive di questa città doveva nascere proprio qui.
SPAZIO È STATA LA CASA DI TUTTI – In quindici anni da questa piccola sede sono passate migliaia di persone. Spazio è stata la casa delle attività con le donne detenute del carcere di Latina, degli studenti, delle scuole superiori della città, del Centro Donna Lilith, dell’ambasciata della Costa d’Avorio, di associazioni, reti informali e gruppi civici, dei collettivi femminili e non, dei gruppi di lettura, degli artisti, degli artigiani, dei piccoli produttori locali, degli scrittori, dei fotografi, degli architetti dell’Ordine, della Casa dell’Architettura, dei bambini del Doposcuola, delle persone straniere che imparano l’italiano, di chi cerca lavoro, di chi ha bisogno di orientamento, di chi vuole semplicemente sedersi, parlare, leggere, ascoltare musica o incontrare qualcuno. E persino, qualche volta, della Madonnina della Parrocchia di Santa Maria Goretti, perché anche la comunità parrocchiale del Quartiere è parte di questa storia. Con don Paolo e con la Parrocchia abbiamo costruito negli anni un rapporto di vicinanza e collaborazione fatto di piccoli gesti concreti, persino quelle sedie che oggi sono diventate improvvisamente materia amministrativa sono sedie che la Parrocchia ci ha prestato. Quasi una parabola involontaria sul senso di questa storia. Spazio è stato soprattutto la casa della gente comune ed è forse proprio questa la sua parte più rivoluzionaria. Perché rigenerazione urbana non significa mettere una panchina nuova e fare una bella fotografia. Significa costruire relazioni dentro i luoghi. Significa fare in modo che qualcuno decida che quel pezzo di città gli appartiene abbastanza da prendersene cura.
GRAZIE A CHI HA CREDUTO CHE TUTTO QUESTO AVESSE UN SENSO – Se siamo ancora qui è anche perché qualcuno, negli anni, ha guardato questo lavoro e ha deciso che meritava fiducia. Le attività di Spazio hanno incontrato istituzioni, enti, scuole, associazioni e realtà culturali importanti. Il nostro lavoro di rigenerazione urbana a base culturale è stato riconosciuto anche dal Ministero della Cultura e da Rai Cultura e questa quinta edizione di @tNICOLOSI non sarebbe stata possibile senza il sostegno fondamentale di Fondazione Roma. Una Fondazione che, permetteteci di dirlo, in questi anni si è dimostrata più rivoluzionaria di tanti rivoluzionari di professione. Perché ha avuto il coraggio di guardare un piccolo presidio culturale dentro un quartiere popolare e fragile e riconoscere che lì esisteva qualcosa su cui valeva la pena investire. Non soltanto una rassegna, ma un progetto sociale e culturale, una comunità, un’idea di città. A Fondazione Roma va quindi molto più di un ringraziamento istituzionale, va la nostra gratitudine per avere creduto concretamente in questo lavoro. E vogliamo ricordare anche Marco Pandozi, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, insieme alle tante persone che negli anni hanno conosciuto Spazio, lo hanno attraversato e, in forme diverse, gli sono state vicine: Massimo Passamonti, con Città Domani, Massimo Amodio, Presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Enrico Forte, già Consigliere regionale del Lazio e amico di Spazio praticamente dalla prima ora. Persone diverse tra loro, con storie e ruoli differenti, unite almeno da una cosa: aver creduto che ciò che accade al Nicolosi meritasse di essere difeso. Così come ringraziamo le aziende, grandi e piccole, che hanno scelto di affiancarci, spesso semplicemente perché riconoscono il valore di ciò che proviamo a costruire. Non comprano visibilità, investono in un pezzo di città.
ADESSO, PERÒ, SERVE LA CITTÀ – Per anni abbiamo sentito dire che a Latina non succede niente. Che manca cultura, che mancano luoghi, che manca partecipazione, che i quartieri vengono dimenticati, che i giovani non hanno spazi, che bisognerebbe fare qualcosa. Bene. Qualcosa lo abbiamo fatto. Adesso però non basta più lamentarsi. Una città non cambia perché qualcuno scrive un bel post. Non cambia perché qualcuno dice che sarebbe bello avere più cultura, non cambia perché tre persone si assumono tutti i rischi e altre trecento guardano. Una città cambia quando partecipa. Giorgio Gaber ci ha lasciato una frase semplicissima: la libertà è partecipazione. Noi ci crediamo ancora.
VENITE! – Per questo chiediamo alla città una cosa molto semplice: VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perché credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perché credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perché un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia.
PORTATE ‘NA SSEDIA, SINDACA! – L’invito vale per tutti. Vale per la Sindaca di Latina. Vale per il Questore. Vale per il Dirigente del SUAP. Vale per le donne e gli uomini della Polizia Locale. Vale per ATER. Vale per i consiglieri comunali, per gli amministratori, per chi lavora nelle istituzioni e per chi in questi anni ha guardato Spazio con curiosità, diffidenza o simpatia. Venite. Portatevi una sedia. Sedetevi accanto ai ragazzi del quartiere, ascoltate, guardate e poi decidete se questa esperienza rappresenta un problema da risolvere oppure una risorsa da proteggere. Noi non chiediamo privilegi, chiediamo soltanto che una vicenda amministrativa assurda non cancelli quindici anni di lavoro e una delle esperienze di partecipazione culturale più vive nate in questa
città, proprio nel suo cuore popolare più discusso e più fragile. Forse saremo davvero costretti a stringerci, a ridurre, a reinventare ancora una volta il modo di fare gli spettacoli. Ma non ce ne andremo dal Nicolosi. E non chiuderemo Via Filippo Corridoni per trasformarla in un’arena. Suoneremo davanti alla nostra sede, dal nostro marciapiede. La Piazzetta resterà libera da palco, impianti, strutture sceniche ed elettriche riconducibili all’organizzazione e le persone che vorranno esserci saranno, come sempre, cittadini liberi di vivere il proprio quartiere nei limiti consentiti dalle regole.
Questa è la nostra Rassegna da Marciapiede. Non un gesto contro le istituzioni. Un gesto pubblico, dichiarato, gioioso e ostinato di cittadinanza attiva. Perché @tNICOLOSI non è semplicemente un palco, neanche un’impianto audio, né le sedie e, forse, nemmeno la Piazzetta, @tNICOLOSI è quello che succede quando una comunità decide di incontrarsi. E quella cosa, fortunatamente, è molto più difficile da spegnere.
LE ULTIME QUATTRO SERATE – E poi, in mezzo a tutte queste carte, c’è una cosa che rischiamo quasi di dimenticare. Il programma. Ed è un programma che vale la pena difendere.
VENERDÌ 28 AGOSTO | ore 21.00
BEPPE SERVILLO voce con CRISTIANO CALIFANO, chitarra
Una delle voci più autorevoli e originali della musica italiana. Avion Travel, teatro, cinema, canzone
napoletana, racconti, incontri. Beppe Servillo e Cristiano Califano hanno conosciuto la situazione nella
quale si trova la Rassegna e hanno scelto di esserci. Per noi significa molto.
SABATO 29 AGOSTO | ore 21.00 MARCO POETA E BAND
ANIME IN MINORE: Il Fado, il Blues e il silenzio che canta
Doveva essere con noi il 16 luglio ma un problema di salute lo ha costretto a fermarsi. Adesso Marco sta
meglio e torna. Ma chiamarlo semplicemente ospite di @tNICOLOSI sarebbe riduttivo. Marco Poeta è un
fratello di Spazio. Un grande artista, un uomo speciale e — come probabilmente direbbe lui — un
“discreto” musicista. Discreto abbastanza da avere condiviso musica e palcoscenici con alcuni dei più
importanti artisti italiani e internazionali, discreto abbastanza da avere lavorato con Lucio Dalla,
trasformando in fado brani come Piazza Grande e Anna e Marco e condividendo con lui palchi italiani e
portoghesi. A Dalla viene attribuita, parlando della sua capacità di arrangiare, una battuta che racconta
Marco Poeta molto meglio di molte biografie: sarebbe capace di arrangiare perfino una lista della spesa.
E se negli anni sul palco del Nicolosi sono arrivati artisti come Moni Ovadia, Ares Tavolazzi, Massimo
Bubola e oggi Beppe Servillo, una parte del merito è anche sua. Marco non ci ha semplicemente portato
artisti, ci ha aiutato a immaginare cosa potesse diventare questa piazza e il 29 agosto torna a casa.
DOMENICA 30 AGOSTO | ore 21.00
LA CITTÀ CHE SCRIVE CANZONI
Maurizio Vizzino e la sua Band
con Marco Fino e Leonardo Angelucci
Noi li chiamiamo, senza alcuna ironia, la nostra meglio gioventù. Ragazzi che non considerano la propria
città un posto dal quale fuggire, che studiano, scrivono, suonano, fanno volontariato, insegnano musica ai
più piccoli del quartiere e provano a costruire qui una parte del proprio futuro. Maurizio Vizzino, Mattia
Malagola, Andrea Fratoni e Francesco Miletta non sono ragazzi ai quali concediamo un palco per generosità.
Sono musicisti. Con studio, tecnica e talento. Maurizio ha appena pubblicato il suo primo album e Mattia Malagola
ha ottenuto quest’estate, nell’ambito di Umbria Jazz, una delle borse di studio assegnate ai giovani musicisti
per proseguire il proprio percorso alla Berklee College of Music di Boston.
Una possibilità enorme, conquistata attraverso il talento. Eppure questi ragazzi continuano a trovare il
tempo per stare qui, con noi, con i bambini, con il quartiere. Perché la cultura, qui, non sale soltanto su un
palco. Rimane. Accanto a loro Marco Fino e Leonardo Angelucci, altri due autori capaci di raccontare
attraverso linguaggi differenti una generazione che non ha alcuna intenzione di smettere di creare.
VENERDÌ 4 SETTEMBRE | ore 21.00
MODULO PROJECT
FOREVER AND BEYOND
Direzione artistica Laura Bernardini
Decine di giovani danzatori torneranno a trasformare il Quartiere Nicolosi in un grande spazio scenico. E
dietro quei ragazzi c’è Laura Bernardini, coreografa e direttrice artistica che ha costruito negli anni un
percorso professionale di livello nazionale, attraversando danza, spettacolo e grandi produzioni televisive.
Una professionista che avrebbe potuto limitarsi ai grandi palcoscenici e che invece continua a portare il
proprio lavoro anche qui. Nel Nicolosi, con i ragazzi, dentro una piazza. Movimento, energia, corpi, futuro.
Probabilmente non poteva esserci finale migliore. Perché se questa storia ha un senso, quel senso
appartiene soprattutto alle generazioni che verranno dopo di noi.
LA JOY ARMADA – Noi la chiamiamo così: Joy Armada, un esercito un po’ strano. Non ha armi, ha ragazzi, volontari, libri, chitarre, sedie, bambini. Persone che parlano lingue diverse e qualche adulto sufficientemente incosciente da credere ancora che valga la pena provarci. Dall’altra parte non vogliamo nemici. Al massimo ci sono quelli che benpensano e va bene così. Anche loro fanno parte della città. Noi continueremo semplicemente a proporre un’altra idea. Una città che non abbia paura delle persone. Una città nella quale un quartiere popolare possa essere bello. Una città nella quale la cultura non sia un lusso. Una città che, invece di lamentarsi di ciò che manca, decida di esserci quando qualcosa finalmente accade. Se questa quinta edizione arriverà fino al 4 settembre, vorremmo arrivarci insieme. Se non sarà possibile, racconteremo comunque questa storia con la serenità di chi sa di avere provato fino all’ultimo. Ma prima… venite. E questa volta davvero: portatevi una sedia. Perché le piazze appartengono alle persone che scelgono di viverle. Perché la libertà è partecipazione. Perché una città non cambia da sola”.
CULTURA
Arte sacra nel Lazio, a Pisterzo arriva il nuovo San Michele del maestro Lattanzi
Il patrimonio artistico e religioso di Pisterzo, frazione del Comune di Prossedi, si arricchisce di una nuova opera. Domenica 23 agosto 2026 la chiesa del borgo accoglierà in esposizione permanente un dipinto dedicato a San Michele Arcangelo, realizzato dall’artista romano Gianni Lattanzi. La nuova opera è stata accolta con entusiasmo dalla Pro Loco di Pisterzo e da don Heriberto Soler, presidente anche della commissione per le feste patronali dedicate a San Michele Arcangelo. Il dipinto, dal valore stimato di 18.500 euro, entrerà a far parte dei beni ecclesiastici ufficiali della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Classe 1991, Gianni Lattanzi si sta affermando nel panorama dell’arte sacra contemporanea. Tra i suoi lavori figurano già quattro dipinti di grandi dimensioni realizzati per altrettante chiese di Riano, in provincia di Roma. La sua produzione si caratterizza per la rilettura in chiave contemporanea dei soggetti della tradizione religiosa. Un percorso che ha attirato anche l’attenzione di importanti esponenti della critica, tra cui Plinio Perilli, e che si inserisce in un progetto più ampio legato alla valorizzazione dell’arte sacra, del patrimonio religioso e del turismo culturale nel Lazio.
Tra le opere realizzate dall’artista c’è anche “La Santa Maria”, un lavoro a tema storico-religioso che è stato inoltre donato a scopo solidale all’associazione Onlus “Ceralaccha”, impegnata nel sostegno alle persone con disabilità.
Anche il nuovo San Michele Arcangelo nasce dall’incontro tra la tradizione iconografica classica e una sensibilità artistica contemporanea. La tela sarà collocata stabilmente all’interno della chiesa di Pisterzo e sarà destinata sia alla devozione dei fedeli sia alla visita degli appassionati d’arte.
L’opera sarà inoltre inserita su Google Maps come punto di interesse culturale, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione del borgo e alla promozione di un turismo legato all’arte e alla spiritualità.
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