economia

Olive di Gaeta a un passo dal marchio DOP

Importante traguardo raggiunto al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

GAETA – Un importante traguardo è stato raggiunto nel corso della riunione tenutasi il 10 dicembre scorso presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’ambito della procedura di registrazione della Oliva di Gaeta D.O.P., alla quale hanno preso parte il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Oliva di Gaeta D.O.P., la Camera di Commercio di Latina, il Comune di Gaeta, l’Associazione Gaetavola e alcuni produttori di Gaeta, per i motivi legati alla denominazione della cultivar di olivo (la pianta) inserita nel Disciplinare di produzione.

D’intesa col Consorzio di Tutela è previsto che il MiPAAF chieda per l’Oliva di Gaeta la protezione transitoria, che consentirà, nelle more dell’approvazione definitiva in sede comunitaria, di iniziare a commercializzare col marchio D.O.P. le Olive di Gaeta prodotte già con la raccolta di quest’annata (2015/2016). La conclusione dell’iter ministeriale consente la partecipazione agli imminenti bandi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Lazio che prevedono l’erogazione di agevolazioni sui programmi di investimento in beni strumentali e sulle spese di certificazione delle produzioni agricole già destinatarie di una denominazione di origine.

“Tutti i soggetti intervenuti alla riunione sono unanimi nel porre l’accento sulla valenza dell’intesa conseguita alla presenza dei rappresentanti del MIPAAF, delle Regioni Campania e Lazio, e dell’ARSIAL (l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) – si legge nella nota congiunta del presidente del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Oliva di Gaeta D.O.P. Maurizio Simeone e del presidente della CCIAA di Latina Vincenzo Zottola –  Una modifica del disciplinare di produzione (per la quale i funzionari ministeriali prevedono tempi brevissimi) che ha il sapore della consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo storico che dà la giusta soddisfazione all’identità di un prodotto che è manifestazione diretta della storia, dell’economia e della cultura del territorio di produzione. L’accordo raggiunto rende onore ai soggetti della rete territoriale che, in una fase delicata della procedura di registrazione, hanno saputo trovare unità e compattezza in nome di una condivisa esigenza di protezione degli imprenditori e dell’insieme di risorse materiali ed immateriali coinvolte che è doveroso difendere dalle insidie del mercato allargato. Resta la soddisfazione che, su tutto, ha prevalso una consapevole e rigorosa politica di difesa delle produzioni agroalimentari tipiche, che sono tali proprio perché ad esse si riconosce i ruolo di messaggere dell’unicità dell’area di origine e di baluardo dell’unica vera ricchezza di un territorio: la sua identità”.

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