l'inchiesta

Sequestrato lo studio dell’avvocato Paolo Censi, investigatori al lavoro per capire

L'autopsia conferma il suicidio, ma che cosa abbia armato la mano del professionista resta da spiegare

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paolo censi pèrimo pianoLATINA – Lo studio in Piazza Buozzi dell’avvocato Paolo Censi è stato sequestrato dalla squadra mobile su disposizione della Procura di Latina. Così va avanti l’inchiesta sulla morte del professionista conosciutissimo a Latina, che si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa nella stanza in cui preparava i suoi processi, a pochi passi da Tribunale. Un fatto in aperto contrasto con la vita che Censi conduceva da sempre e per questo inspiegabile.

Il fatto che l’autopsia abbia confermato il gesto volontario e che il legale abbia usato una calibro 7,65 acquistata due mesi fa, che custodiva abitualmente in casa, e che quel giorno, invece, ha portato con sé, non chiarisce tutto. E anzi, l’acquisto stesso della pistola, fa sorgere dubbi.

Questioni legate alla vita professionale e in grado di sconvolgere la vita di Censi e insieme quella della sua famiglia , potrebbero essere la causa della decisione di togliersi la vita? Resta la tragedia dei familiari e lo sgomento di amici e colleghi che dalla mattina del 23 dicembre si interrogano.

Per tentare di chiarire ogni particolare gli esperti della squadra Mobile nelle prossime ore analizzeranno i faldoni sequestrati subito dopo il suicidio nello studio del legale. Al vaglio anche le telefonate, i rapporti avuti negli ultimi tempi, gli ultimi spostamenti, anche all’estero.

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