dopo il voto

Si dimette il segretario comunale del Pd Andrea Giansanti: “Credo in Forte e nel suo progetto”

Per il ballottaggio: "Scelgo Coletta che non sconta la contiguità con il passato"

Andrea Giansanti a sinistra con Roberto Cerocchi e Enrico Forte

Andrea Giansanti a sinistra con Roberto Cerocchi e Enrico Forte

LATINA – Lo aveva assicurato la notte dello scrutinio quando i risultati elettorali non erano ufficiali, ma era già chiaro che Damiano Coletta aveva superato Enrico Forte accedendo al ballottaggio contro Calandrini. Annuncia oggi con una nota di aver presentato le proprie dimissioni Andrea Giansanti, il segretario comunale del Pd, il partito in guerra al suo interno dopo le amministrative 2016.

“Qualcuno, che nel recente passato ha sempre disconosciuto gli organismi di partito, oggi improvvisamente ne ricorda l’esistenza per chiedere le dimissioni del segretario cittadino del PD. Stia sereno, il segretario si assume la propria parte di responsabilità e le dimissioni le ha già consegnate prima di tali esternazioni, chiedendo però che la discussione interna fosse rimandata al dopo ballottaggi, in linea con la posizione assunta dal segretario nazionale. Credo che anche in questo stia il senso di responsabilità, per evitare che il dibattito intestino nel capoluogo possa condizionare l’esito del secondo turno non solo a Latina ma anche altrove, dove il PD è in lizza”, scrive in una nota con la quale conferma tutte le scelte fatte  difende Forte: “Enrico era e rimane il mio candidato sindaco”, aggiunge.

FORTE MIGLIOR CANDIDATO – “Sono stato fra i primi, in tempi non sospetti, a chiedere a Enrico Forte di impegnarsi in prima persona per la guida della città di Latina. convinto che Enrico rappresenti il miglior candidato possibile per il Partito Democratico per competenza, capacità, esperienza e trasparenza. Il rammarico per l’esito delle elezioni comunali è quindi ancor più marcato proprio perché alla guida del nostro progetto c’è stato colui che avrebbe incarnato al meglio la figura del sindaco…..Il risultato elettorale ci dice che il messaggio non è passato”.

PERSONALISMI – Quanto ai compagni di partito: “Purtroppo sono stati proprio quei personalismi, quella mancanza di sensibilità e responsabilità politica, quelle azioni tese al consenso personale e non alla condivisione di un progetto, a vanificare il
notevole impegno di tanti che si sono spesi per il PD a Latina, e a comunicare un messaggio negativo all’elettorato, disorientandolo”.

PER IL BALLOTTAGGIO  VOTO A COLETTA- Il Partito Democratico non farà apparentamenti per il ballottaggio a Latina. Come elettore e cittadino sono però chiamato a una scelta fra due alternative. Una delle opzioni residue rappresenta il perpetuarsi inalterato del malgoverno che ha condotto la città che amo sulla soglia del baratro. L’altra non incarna il progetto in cui ho creduto, ma quantomeno non sconta la contiguità con il passato. Tra la perseveranza nell’errore e la discontinuità, non posso quindi che scegliere quest’ultima. Fermo restando però che la mia idea di Latina resta quella promossa e rappresentata dalla candidatura di Enrico Forte.

IL PRESIDENTE INGELLIS – “Il Partito Democratico ha chiuso la corsa delle elezioni amministrative di Latina evidentemente sconfitta nella corsa di Enrico Forte a sindaco che non andrà al ballottaggio. Il PD perde consensi rispetto alla scorsa tornata elettorale. Siamo stati tutti impegnati a dare il massimo nelle elezioni amministrative a sostegno del nostro candidato, e colgo l’occasione per ringraziare i dirigenti, militanti, elettori che hanno sostenuto i nostri candidati, a cui va il plauso per essersi messi in gioco di persona per cambiare la nostra città. I nostri eletti, Massimiliano Carnevale, Fabrizio Porcari, Nicoletta Zuliani, saranno in prima fila per portare le nostre idee in consiglio comunale. Forse, però, non ci siamo resi conto di cosa accadeva effettivamente nella città, troppo chiusi ad elogiare noi stessi. Sarà convocata necessariamente l’assemblea del partito per analizzare in modo approfondito il risultato elettorale e fare tesoro di ciò che non è andato, per costruire il futuro e, magari, anche spegnere il fuoco della potenziale caccia alle streghe che non trova fondamento nei risultati elettorali, visto che Calvi, Calandrini e Forte perdono voti rispetto alle liste collegate a favore di Coletta. È un PD da ricostruire ed una Latina da cambiare: queste le linee guida, a mio parere, per il prossimo futuro, facendo tesoro degli errori commessi e del messaggio chiaro inviatoci dagli elettori”.

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