la lettera

Udc, finisce l’era Forte: il senatore lascia la segreteria in polemica sul No al referendum

La decisione comunicata per iscritto al presidente nazionale del partito Cesa. "Mi batterò per il sì"

Il segretario dell'Udc Michele Forte

Il segretario dell’Udc Michele Forte

LATINA – Il segretario provinciale dell’Udc Michele Forte lascia tutti gli incarichi nel partito e rompe una continuità durata vent’anni, che lo ha visto dominus incontrastato delle scelte a livello provinciale e senatore della Repubblica sotto le insegne del partito voluto da Pierferdinando Casini. In una lettera indirizzata al Segretario nazionale Lorenzo Cesa, parla di una scelta sofferta, ma convinta e determinata dalla gestione dell’ultimo Congresso e dalla successiva linea politica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso appare la scelta del partito di schierarsi per il No al referendum costituzionale.

CARO LORENZO – “Caro Lorenzo – si legge nel testo della missiva – dopo una lunga e attenta riflessione sono  giunto alla decisione di lasciare tutti gli incarichi che ricopro nell’UDC.  Si tratta di una scelta sofferta, perché ho sempre considerato questo partito non solo come luogo di ideali e di azione politica, ma anche come una comunità di amici, specie per chi come me è stato tra coloro che hanno contribuito a fondare prima il CCD e poi l’UDC, condividendone in questi ultimi 20 anni il destino nella buona e nella cattiva sorte, e avendo avuto il privilegio e l’onere di rappresentarlo per due legislature nel Senato della Repubblica.

Ma è una decisione altrettanto convinta….Nel corso di questa legislatura abbiamo sostenuto prima il Governo Letta, poi quello Renzi, sempre con l’obiettivo di  contribuire a determinare quelle riforme che avrebbero messo Parlamento e Governo nelle condizioni di operare con incisività e rapidità, attraverso il superamento del bicameralismo paritario, un fardello che continua a condizionare pesantemente le capacità decisionali del nostro Paese. D’altronde, queste battaglie hanno sempre visto in prima fila l’Udc, sia alla fine del 2006 quando insieme ai partiti della Casa delle libertà proponemmo una revisione costituzionale, sia nel corso di questa legislatura.

Non si tratta infatti di una riforma di Renzi né del Pd, ma di una proposta di aggiornamento istituzionale che aneliamo da anni e che vede accolte molte delle nostre storiche battaglie. Abbiamo contribuito a scrivere l’attuale riforma costituzionale e conseguentemente votato a favore in ben sei passaggi parlamentari. Credo che questo percorso non si possa disconoscere proprio adesso, alla vigilia del referendum.

Per ragioni di coerenza parlamentare, ideale e politica, e nella convinzione che rappresenti una straordinaria occasione di modernizzazione per l’Italia, esprimerò tutto il mio impegno a favore del Sì. In questo senso l’iniziativa “Centristi per il Sì”,  che vede associazioni, esponenti e parlamentari e militanti di centro a sostegno della riforma costituzionale, va esattamente in questa direzione. A questo progetto offrirò il mio convinto contributo.”

 

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