CRONACA
Problemi di coppia, il servizio di ascolto della Diocesi di Latina

La curia vescovile di Latina
LATINA – Le difficoltà tra coniugi affrontate con l’aiuto della Chiesa. E’ l’obiettivo della ripartenza del servizio diocesano di ascolto familiare “Il Pozzo” (presso la Curia vescovile in via Sezze) dove sarà possibile ottenere colloqui con psicologi e consigli per superare le difficoltà della vita di coppia e in genere familiare.
Il centro che opererà in giorni e orari prestabiliti anche eventualmente in tandem con il Consultorio “esprime la sollecitudine della Chiesa pontina ad una vicinanza reale, espressa fornendo informazioni e consigli alla persona che pone una sua problematica precisa”, spiegano dalla Curia che attuando il progetto si è ispirata ad Amoris Laetitia, l’esortazione post-sinodale di papa Francesco.
A rispondere sarà un team composto da 15 persone tra sacerdoti, coppie di coniugi e professionisti. ad incoraggiare Don Paolo Spaviero, direttore dell’Ufficio per la Pastorale familiare, nell’organizzazione del servizio, è sttao il vescovo Mariano Crociata: “Ha sempre sottolineato l’urgenza di dedicarci in modo specifico alle famiglie – spiega Dob Sparviero – Sono sempre di più i fedeli che si trovano nella condizione di dover sciogliere il legame coniugale, quindi di vivere nella Chiesa da separati; a volte si accompagnano ad altri separati, costituendo un nuovo nucleo familiare senza essere consapevoli dei limiti che la nuova condizione comporta per la vita di fede, quando chiedono per esempio di essere ammessi come padrini o madrine».
Per accedere ai servizi del Centro Il Pozzo, le persone possono rivolgersi allo sportello recandosi in curia dall’ingresso di via Sezze 16 o telefonando allo 0773–4068134. I giorni e gli orari di apertura sono: lunedì ore 10.30-12.30; mercoledì 10.30-12.30 e nel pomeriggio 18.30-19.30; giovedì 18-19.30.
CRONACA
Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo
CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.
Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.
Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.
CRONACA
Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato
Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
CRONACA
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.
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