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Imprenditori più pessimisti di sei mesi fa: il futuro è sempre incerto. L’indagine di Federlazio

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L’assessore Lucia Valente e il direttore di Federlazio Saverio Motolese

LATINA – Imprenditori pessimisti, alle prese con un mercato sempre più difficile. Lo dice l’indagine congiunturale di Federlazio illustrata oggi pomeriggio dal direttore Saverio Motolese nella sede di Piazza del Mercato. “Proprio quando si sperava di vedere rafforzati quei segnali di una ripresa sia pur lenta e incerta ci ritroviamo nuovamente di fronte ad un rallentamento del sistema produttivo laziale, che ci riporta indietro di qualche semestre fa”, ha sottolineato Motolese che ha voluto leggere i dati in presenza dell’assessore regionale al lavoro Lucia Valente e accompagnarli con un focus sulle politiche attive per il lavoro. L’assessore ha invitato le imprese a fare un salto in avanti senza avere paura del nuovo cogliendo le opportunità offerte, con particolare riguardo alle reti d’impresa e agli incentivi per il lavoro.

“Come Amministrazione Zingaretti  –   ha detto l’assessore Valente  – stiamo impegnando risorse e energie per mobilitare tutti gli strumenti di Politica attiva del lavoro e promuovere opportunità di lavoro a disoccupati, giovani e inoccupati. Non vogliamo deludere una rinnovata fiducia che si sta diffondendo tra quanti sono alla ricerca di un posto di lavoro ma tutti, imprenditori, scuola, parti sociali, devono fare la propria parte” intervenuta alla presentazione dell’indagine Federlazio. Tra le misure ricordate da Valente, il Contratto di ricollocazione, il contratto di apprendistato, la Garanzia giovani che ha consentito la sottoscrizione di circa 10mila contratti di lavoro a tempo indeterminato a altrettanti ragazzi.  “Anche le imprese, però – ha continuato Valente – devono essere aperte al nuovo e alle opportunità offerte dalle istituzioni. Vogliamo evitare di calare dall’alto le politiche di sviluppo. Preferiamo coinvolgere i territori e programmare insieme le scelte. Come Regione abbiamo messo in campo numerosi strumenti, incentivi e contributi. Ci auguriamo una risposta positiva dagli imprenditori, compresi quelli della provincia di Latina”.

L’INDAGINE – L’indagine redatta dall’ufficio studi di Federlazio su un campione di 350 imprese e relativa al I semestre 2016 ha voluto cogliere la percezione delle imprese riguardo all’evoluzione della crisi economica e per il 43,4% delle aziende (il 10% in più rispetto agli ultimi dati) al momento non si intravede ancora alcuna via di uscita. Secondo il 53,3% invece si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel. “Si nota, dunque – sottolinea Motolese –  come rispetto al semestre precedente, torni una certa negatività e ciò è confermato anche dalla percentuale di coloro i quali temono di dover chiudere l’attività nel prossimo semestre è più che raddoppiata rispetto alla nostra indagine precedente.
Tutto può essere ricondotto sostanzialmente al fenomeno della debolezza della domanda. Altro problema è poi il ritardo nei pagamenti da parte dei clienti privati e in misura minore da parte della Pubblica Amministrazione

LE PICCOLE IMPRESE E L’INNOVAZIONE – Le piccole imprese hanno necessità di compiere un ulteriore salto di qualità che le porti ad affrontare in modo più proficuo le dimensioni e le difficoltà dei mercati attuali – dice ancora il direttore di Federlazio –  Il vero problema di questo paese e anche di questa regione, infatti, non è tanto quello di far “nascere” nuove imprese, quanto quello di farle “crescere” e di “rafforzarle” per far si che esse durino nel tempo per evitare il fenomeno della mortalità delle imprese.
DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE del Lazio il dato (+0,79%), seppur basso, è positivo superando comunque il dato nazionale fermo allo 0,63%. Per quanto riguarda la provincia di Latina, possiamo segnare un +0,76% leggermente aumentato rispetto agli ultimi dati del 2015.
COME CRESCERE – “Attraverso la costituzione di reti tra imprese – secondo Federlazio – che consente di mantenere l’autonomia di ciascun soggetto imprenditoriale e al tempo stesso di creare delle sinergie e di raggiungere traguardi che sarebbero preclusi alla singola piccola impresa. Vi è poi una seconda modalità, diretta, che si ottiene invece attraverso processi di incorporazione e di fusione tra imprese diverse. Ciò consente di dare vita ad un nuovo soggetto imprenditoriale, più capitalizzato e più competitivo

A LATINA SI INVESTE DI PIU’ – Hanno dichiarato di aver effettuato investimenti nel I semestre 2016: il 50% rispetto al 37,8% della media regionale. “Dunque essere un po’ visionari e avere ancora il coraggio del rischio sono tratti che hanno sempre contraddistinto l’imprenditore e oggi vanno calati sulle nuove condizioni di contesto nel quale può diventare strategico il trovare soluzioni insieme con altri imprenditori per raggiungere posizioni competitive più salde dentro un agone concorrenziale ormai agguerritissimo”.

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ECONOMIA

Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”

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LATINA  – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.

La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.

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Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino

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PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.

Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.

 

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“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro

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SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali.  Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale.   E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.

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