di e con Angela Iantosca

Il popolo antimafia sfila a Latina

La prima giornata nazionale della memoria e dell'Impegno

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LATINA – Eravamo tanti. Tremilacinquecento. O giù di lì. Forse qualcosa in più. Ma che importanza hanno i numeri. Eravamo tanti. E le nostre voci erano forti. E la musica. E quei 100 passi camminati con la voce rotta. Perché sono solo 100 quei maledetti passi – anche se a volte sono di meno – che ci separano dalle mafie. Cento passi che fanno male.

Il Primo giorno di primavera del 2017 sarà ricordato per qualcosa di nuovo: da quest’anno il 21 marzo si celebra la giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Erano quattromila le piazze italiane sintonizzate sulla memoria. E anche Latina ha deciso di farsi sentire. C’erano bambini piccolissimi, con le loro divise blu e poi i ragazzi delle superiori attrezzati tutti con megafoni e cartelloni. In mezzo ai bambini il Sindaco, le Istituzioni e le forze dell’ordine venute a garantire l’ordine pubblico, ma in realtà a partecipare ad una manifestazione che è anche loro. C’erano i ragazzi, come sempre, a Latina. Tranne quelli non autorizzati dai presidi… mi domando il perché di questa scelta.

Ma comunque a quelli che sono stati costretti a rimanere in classe direi: io al posto vostro avrei saltato la scuola… e non è una istigazione alla rivolta la mia. Anzi. È una istigazione a crescere, prendere coscienza, imparare, fare scuola… Perché sfilare per ricordare quelle 950 vittime significa fare cultura, significa studiare, ricordare, raccontare, tramandare. Significa provare a camminare il cambiamento. Una piccola nota: mancavano gli adulti… che mancano troppo spesso nella nostra città quando si fa antimafia…

Fatta eccezione per i lavoratori, quanti oggi sarebbero potuti essere nel corteo? Non abbiate paura. Uscite dalle case. Abbandonate il balcone e scendete per strada. La manifestazione è stata solo un momento di un cammino che prosegue ogni giorno della nostra vita. I vostri figli vi aspettano.

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