di e con Angela Iantosca

#NOICONTROLEMAFIE: perché a Latina No?

Un festival per tenere alta l'attenzione

È cominciato #noicontrolemafie, il festival che da 7 anni viene organizzato a Reggio Emilia e provincia. Il festival della legalità, promosso dalla Provincia con il contributo della Regione Emilia-Romagna e che vede la direzione scientifica di Antonio Nicaso, scrittore e studioso di fenomeni criminali, propone un programma ricco di  convegni, dibattiti e spettacoli come antidoto all’illegalità e alle mafie. Ci sarà il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, il poliziotto, già nella Catturandi, I.M.D., e poi Rosaria Cascio che ha vissuto un periodo al fianco di Don Puglisi e poi Marcello Ravveduto e testimoni di giustizia e si parlerà di infiltrazioni, di figli della ndrangheta, di mafia e bullismo…

Voi direte: perché parli di un festival che si svolge a Reggio Emilia? Perché l’Emilia Romagna si è comportata e si comporta come noi: sottovaluta, nega e prova a nascondere la presenza ormai conclamata delle mafie, come ha evidenziato il processo Aemilia.

Un po’ come è nostro costume. E quindi anche rischiando di essere ripetitiva ricordo che il report delle mafie nel Lazio presentato l’anno scorso (chissà cosa ci riserverà quest’anno) ci informa che nel Basso Lazio sono presenti 27 clan mafiosi, 18 solo nella provincia di Latina. Non solo la criminalità organizzata ha il modus operandi della camorra per quel che riguarda le infiltrazioni nel tessuto socio-economico. E la provincia risulta divisa in quattro zone di influenza da parte delle organizzazioni criminali: il sud pontino, Formia e Gaeta, poi Fondi, l’area nord rappresentata da Aprilia e Cisterna e poi Latina. Chi opera? ‘Ndrangheta, camorra e criminalità locale…

Perché non pensiamo, allora, ad un #noicontrolemafie locale per tenere sempre alta l’attenzione?

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