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Vincenzo Zaccheo sul Parco comunale: “Non sono d’accordo, è una provocazione”

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L’ex sindaco di Latina è atteso alla riunione di oggi

LATINA – La chiama provocazione. Così l’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo commenta la proposta, che è anche intento, dell’attuale maggioranza Latina Bene Comune di cambiare nome al Parco cittadino, oggi intitolato ad Arnaldo Mussolini, fratello del più famoso dittatore Benito.  L’ex primo cittadino, caduto sotto i colpi della sfiducia firmata insieme da Forza Italia e Pd, si dice certo che Paolo Borsellino non avrebbe mai accettato l’onorificenza se avesse saputo che era divisiva. Pubblichiamo qui  integralmente qui la nota di Zaccheo.

SOLO UN APPUNTO – La nota come detto è pubblicata integralmente per rispetto di tutte le posizioni. Solo un piccolo appunto all’ex sindaco quando  in un passaggio dice di non essersi mai sognato di cancellare Via Gramsci o piazzale Berlinguer  (intitolate la prima al fondatore del Pci e parlamentare italiano imprigionato dai fascisti;  il secondo ad un altro ex parlamentare italiano e segretario illuminato del Pci). Il parallelo usato  (e non basta dire che non è un paragone) è impossibile e ingenera confusione.

L’INTERVENTO  –

di Vincenzo Zaccheo

Latina ha bisogno di guardare al futuro e non dividersi sulla sua storia in uno scontro ideologico che apre ancora una volta una frattura tra vincitori e vinti.
Per questo mi auguro che la proposta di Coletta e di Lbc rimanga solo una proposta estemporanea e questa amministrazione si fermi prima di creare nuovi steccati nella nostra città.

La provocazione lanciata ieri dal sindaco e da alcuni consiglieri di cambiare il nome del Parco Arnaldo Mussolini, intitolandolo a Falcone e Borsellino, segna un punto di estrema divisione tra i nostri concittadini.
Non sono di certo qui a discutere il valore dei personaggi Falcone e Borsellino che tutta italia conosce per la loro storia di coraggio e lotta alla mafia, ma discuto il metodo e il luogo scelto.
Questi due eroi che hanno testimoniato con la loro vita il senso delle istituzioni e la grande fedeltà ai valori della legalità meritano, a mio parere, un’intitolazione ex novo di un luogo simbolo della nostra comunità.
Lo dico perché ho avuto l’onore di conoscere personalmente Paolo Borsellino, standogli a fianco in un convegno organizzato presso Montecitorio dall’allora capogruppo al senato Giulio Maceratini in cui si discuteva di lotta alla malavita e alla mafia e in diverse altre occasioni in cui ne ho apprezzato la comunanza di valori e ideali politici.

Sono certo dunque che Paolo Borsellino mai avrebbe accettato di ricevere un tale onore dividendo una comunità, cosi come sono certo che altrettanto contrario sarebbe stato Giovanni Falcone.
Non si può dunque conferire un così alto onore a personaggi come questi due eroi moderni dividendo Latina e cancellandone un pezzo di storia.
Chi sostiene oggi che il Parco Arnaldo Mussolini fu intitolato dal sindaco Ajmone Finestra cade in un grave errore storico, perché il nome del parco risale agli anni immediatamente successivi alla fondazione della nostra città, quando fu scelta una personalità di prestigio legata ai valori dell’ambientalismo dell’epoca.
Il sindaco Finestra si limitò esclusivamente a scoprire una targa per ricordarne il nome originario.
Ebbene se nessuno negli anni del dopoguerra, quando le contrapposizioni ideologiche erano al loro apice, dopo la cancellazione del nome Littoria, si avventurò nel cambio di nome dei giardini pubblici è grave che lo si voglia fare oggi riproponendo un’inutile contrapposizione nella nostra comunità.

Oggi c’è chi vorrebbe addirittura tornare al nome originario di Littoria proponendo un referendum cittadino, io che durante il mio mandato non mi sono mai sognato di cancellare via Gramsci e Piazzale Berlinguer senza istituire termini di paragone con la loro storia, invece arrivo a dire che non si può ancora una volta cadere in questi errori facendo violenza alle generazioni che sono nate e cresciute a Latina e che bisogna guardare oltre gli steccati.
Sono d’accordo invece all’inserimento nella toponomastica alle porte della città di ‘Latina già Littoria’ perché è una definizione che restituisce la memoria storica e permette a tutti noi cittadini di diverse connotazioni politiche di lavorare insieme per il bene della nostra città.
Il buonsenso dunque imporrebbe ai nostri nuovi amministratori di uscire dal recinto ideologico dei loro sostenitori e di confrontarsi con i tanti che hanno nel cuore Latina scegliendo insieme un luogo nuovo da intitolare a Falcone e Borsellino.

Questa amministrazione che ha raccolto una ‘pesante eredità’ si deve fortemente caratterizzare per la sua azione amministrativa e non come sta facendo per i suoi atti d’imperio e di arroganza volti a dividere la nostra comunità.
Anziché alzare steccati ideologici Coletta e i suoi consiglieri iniziassero a far emergere le loro idee per lo sviluppo e il futuro di questa città.
Latina, le nuove generazioni, i nostri figli hanno bisogno di futuro e non di dividersi sul passato.
Personalmente appartengo ad una generazione che ha inteso il suo impegno politico istituzionale senza nostalgia per il passato ma, se mi si può accusare di essere un nostalgico allora sono un nostalgico del futuro.

Auspico quindi che tutto il dibattito che impegnerà le forze politiche e sociali della città sia indirizzato alla costruzione di uno sviluppo condiviso del nostro territorio.

1 Comment

1 Comment

  1. Salvatore Volpe

    28 Maggio 2017 at 8:03

    Si facciano rimanere le cose come stanno: il parco ha bisogno di ben altro, come pure tutte le altre realtà di Latina. Quante cose importanti ci sono da fare! Si pensi a quelle.

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Avis Latina lancia la campagna estiva: “Prima di staccare la spina, programma il tuo dono”

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Dopo le iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, l’AVIS Provinciale Latina guarda già all’estate e lancia una nuova campagna di sensibilizzazione per invitare i cittadini a donare sangue prima della partenza per le vacanze.

Lo slogan scelto per il 2026 è “Prima di staccare la spina, passa da AVIS”, un messaggio che richiama il periodo delle ferie ma ricorda anche l’importanza di un gesto che può salvare vite umane.

Durante i mesi estivi, infatti, il numero delle donazioni tende a diminuire, mentre il fabbisogno di sangue negli ospedali resta costante. Pazienti oncologici ed ematologici, persone coinvolte in incidenti stradali o sottoposte a interventi chirurgici continuano ad aver bisogno quotidianamente di trasfusioni e terapie salvavita.

La campagna nasce dall’analisi dell’andamento delle raccolte sul territorio provinciale e prevede una strategia di comunicazione integrata attraverso affissioni, social network, strumenti digitali e materiali informativi destinati alle sedi comunali dell’associazione.

Tra le novità c’è anche una pagina dedicata sul sito di Avis Provinciale Latina che raccoglie tutti gli appuntamenti per la donazione organizzati nei mesi di giugno, luglio e agosto dalle Avis comunali del territorio, con l’obiettivo di facilitare la prenotazione e aiutare i cittadini a individuare la sede più vicina.

Il progetto, presentato già durante l’assemblea annuale dell’associazione, punta a valorizzare il lavoro di rete delle sezioni comunali e a rafforzare la presenza di Avis sul territorio.

«Nei mesi estivi, quando le donazioni diminuiscono e il fabbisogno degli ospedali resta invariato, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e la partecipazione dei cittadini», ha dichiarato il presidente provinciale Marcello Galloppa. «Vogliamo invitare tutti a programmare la propria donazione prima delle vacanze. È un piccolo gesto che può fare una grande differenza per chi affronta una malattia o un intervento chirurgico».

Avis Provinciale Latina rinnova quindi l’appello ai cittadini a pianificare una donazione prima della partenza per le ferie, ricordando che il sangue non può essere prodotto artificialmente e che le necessità dei pazienti non si fermano durante l’estate.

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Rosso Visciola, l’evento “slow” piace. Lola Fernandez: “Elegante come il rosso del nostro frutto”

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SEZZE – Non una sagra, ma un evento “slow”: “Raffinato come il colore delle nostre visciole”. Così L’assessore alla attività produttive del Comune di Sezze, Lola Fernandez racconta Rosso Visciola 2026, terza edizione della manifestazione nata per mettere il luce il frutto che condivide con il carciofo il podio di prodotto identitario del centro lepino che si è svolta sabato sera a Sezze.

Non soltanto marmellate e confetture, ma la visciola reinterpretata: gelatina di visciole, gin tonic alla visciola e spritz alla visciola combinato con il ghiacciolo di visciola, hanno accompagnato le storiche e insuperabili crostatine.

“Stiamo cercando – spiega Lola Fernandez  di promuovere un format diverso di animazione territoriale per un’eccellenza nostra che è la visciola, simbolo particolarmente importante del nostro territorio. Un evento un po’ diverso, non vogliamo fare una sagra, ma una serata più tranquilla, più elegante all’insegna appunto del Rosso visciola, che è un colore elegante. Essendo però un evento sperimentale, è logico che l’affluenza di visitatori è diversa, anche se devo dire che i numeri di questo evento sono molto interessanti”.

“Sono stati presenti diverse Pro Loco promoter del territorio, sei operatori della “Spesa nel borgo”, dieci artigiani, quattro stand gastronomici che sono stati animati dai nostri commercianti, quattro spettacoli dal vivo, un’ attrazione che veniva da Rocca Massima, il Fly in the Sky. Poi 40 cerchi artigianali che sono stati messi a disposizione nel Cid di Sezze e un giardino dove delle persone hanno potuto assaggiare la visciola, le marmellate, le crostatine. Un evento organizzato anche in collaborazione con la parrocchia Santa Lucia e anche loro sono stati protagonisti o coprotagonisti di questo evento con un loro stand gastronomico che è stato ubicato a Porta Pascibella, la processione di Sant’Antonio che quindi ha avuto il suo passaggio nel perimetro dell’evento. In totale più di 26 organizzazioni hanno collaborato, tra le altre voglio ringraziare in modo particolare la Confcommercio Lazio Sud che ha dato una grossa mano, ma anche la Provincia di Latina che ha messo a disposizione tutta la sua rete della Via Appia, la Camera di Commercio che ha patrocinato l’evento, tutti i componenti del comitato locale per l’occupazione del Cibo nella Terra del Mito e anche la Proloco di Sezze che è stata sempre presente e ha dato un grande supporto. Ci sarebbero altri da nominare, nella nostra locandina abbiamo messo tutti, richiamo ad esempio la Capol di Latina, la Castagna di Rocca Massima, così come Media 4, ente del terzo settore che ci  ha dato una mano per la parte della comunicazione e la selezione La Macchia che ha condotto il talk, un talk al quale tra l’altro hanno partecipato sia il sindaco, che i consiglieri regionali, Vittorio Sambucci e Salvatore La Penna,  Pasquale Gasalini consigliere provinciale e Fabrizio Di Sauro direttore della Compagnia dei Lepini”.

Lola Fernandez qui per Gr Latina

 

 

 

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Cancelli a Palazzo M, il no di Calandrini (FdI): “L’apertura alla città va preservata”

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LATINA –  Anche il senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia Latina entra nel dibattito che si sta sviluppando intorno al progetto di chiudere la piazza di Palazzo M con dei cancelli. “L’avvio del progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M rappresenta una notizia importante per Latina – scrive in una nota che qui sintetizziano – … ma nutro infatti perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre cancellate ai varchi di accesso, una soluzione che rischia di alterare il rapporto tra l’edificio e la città senza necessariamente rappresentare la risposta più adeguata alle esigenze di sicurezza”.

“Palazzo M ospita già funzioni strategiche e presidi permanenti delle istituzioni, dalla Questura alla Guardia di Finanza, che garantiscono quotidianamente controllo e presenza sul territorio. La sicurezza è un valore imprescindibile, ma non può essere ridotta esclusivamente a una barriera fisica. L’ampia prospettiva che si apre verso l’edificio e la piena fruibilità dell’area non sono elementi casuali, ma caratteristiche che appartengono alla sua identità architettonica e urbanistica”, aggiunge Calandrini che annuncia l’intenzione di avviare “un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, che svolge il ruolo di stazione appaltante dell’intervento. Sono certo che vi sia la massima disponibilità a valutare ogni aspetto dell’opera e a confrontarsi sulle soluzioni previste, con l’obiettivo comune di valorizzare Palazzo M, rafforzarne la sicurezza e al tempo stesso preservarne quelle caratteristiche architettoniche e identitarie che lo rendono un luogo unico e riconoscibile per tutta la comunità pontina”

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