ATTUALITA'
Cambio del nome ai Giardinetti, il contributo di Cesare Bruni
LATINA – Continuiamo sul cambio del nome dei Giardinetti pubblici di Latina (dall’originario, ma a quanto pare cancellato Arnaldo Mussolini, al futuro Falcone e Borsellino) proponendo l’intervento di Cesare Bruni, per molti anni consigliere comunale di destra, collezionista e cultore della storia di Latina, vicinissimo allo scomparso sindaco Ajmone Finestra, il primo cittadino che volle rispolverare il nome del fratello del Duce per il parco comunale, senza però – a quanto pare – approvare mai una delibera che ufficializzasse il ritorno ad un passato che i predecessori avevano voluto cancellare. Bruni risponde a Graziano Lanzidei e a Giuseppe Pannone
L’INTERVENTO
di Cesare Bruni
I documenti emersi e pubblicati, dell’autenticita’ dei quali non dubito, pongono la vicenda del cambio del nome del Parco Mussolini in una luce, sotto alcuni aspetti, diversa. dal punto di vista formale ed amministrativo, qualora non emerga una delibera di reintitolazione, il Parco avrebbe un altro nome. Non ero a conoscenza di questa documentazione. Quando entrai in consiglio nel 97 Parco Mussolini era già li. E, sono certo, neppure Finestra, altrimenti non avrebbe avuto alcun problema visto il consenso in città ed i numeri in Consiglio a formalizzare nuovamente il nome originario. Del resto, gli anni 43-45 furono convulsi, tra sfollamento della popolazione, trasferimento del Comune a Roma, la guerra nel nostro territorio e, poi, il susseguirsi di guide amministrative. Niente di più probabile che la documentazione sia andata prima in varie direzioni. Ho difeso con onestà in questi anni, a volte in solitudine, in un ottica di normalizzazione della nostra storia, quella denominazione e con altrettanta onesta’ prendo atto di questi documenti. Per evitare equivoci o errate interpretazioni, questo non vuol dire l’accettazione supina della sparizione del nome Parco Mussolini, ma semplicente che devono essere modificate le azioni a sostegno della denominazione originaria del Parco e le eventuali modalità per allineare il dato di fatto con quello formale. E, sempre per evitare letture sbagliate, per me il Parco, visto che con quel nome è’ stato battezzato e visto che dal 96 cosi e’ stato rinominato, sia pur in mancanza di conoscenza degli eventi a cavallo della guerra, deve mantenere il nome originario. E ribadisco tutte le considerazioni ed obiezioni già espresse nel post di ieri. L’elemento emerso oggi sembra mettere un punto, per ora, sulla vicenda formale del nome. Non cambia nulla, però, per il cuore e la sostanza della questione generale. Infatti, questo nuovo elemento non risolve il problema storico-culturale di un confronto sereno e, finalmente, non ideologico con la storia intera di Littoria-Latina. In questi anni, ed anche in questa ultima e credo definitiva querelle su questo tema, gli avversari di Parco Mussolini non chiedevano il cambio perché l’intitolazione era stata cambiata ( non lo sapeva nessuno, ne’ gli ostili ne’ i difensori). Se ne chiedeva la soppressione per la figura di Arnaldo, sopratutto per quel cognome e perché, in fondo, un relitto di Littoria. Il vero problema, allora, è il rapporto con la nostra storia. C’è chi ritiene che la storia di Littoria-Latina debba essere ricondotta, nel bene e nel male, alla sua unicità, senza strappare pagine; c’è chi ritiene che quella fase storica di Littoria-Latina debba essere condannata per sempre alla dannazione. Io sono, e credo di averlo sempre dimostrato anche nei sereni confronti culturali e storici, tra coloro che non esaltano ma neppure condannano tout court. Ritengo che una comunità debba ricercare quegli elementi storico- culturali attorno ai quali ritrovarsi, ricercare, fin dove è possibile, una memoria condivisa. Littoria per me non è’ in contrapposizione con Latina ne’ Latina con Littoria ma parti di una storia unitaria, ed unica in Italia. Forse, la vicenda del Parco Mussolini, che dimostra comunque quanto sia profonda la potenzialità divisiva nella comunità quando si affrontano questi temi, può servire, e spero che serva, ad aprire un confronto più sereno e pacato, privo di dogmi ideologici, sulla storia intera di Littoria-Latina. Spetta sopratutto a chi ha l’onere di governare interpretare e rispettare la sensibilità e le idee dei governati, che può anche non corrispondere esattamente alle proprie. E non c’è dubbio che, al di là degli elementi formali, la profonda e diffusa ostilità con cui è stata accolta l’intenzione di modificare il nome del parco, dovrebbero indurre a più attente e profonde riflessioni.
ATTUALITA'
Al Barcelona Beer Festival vince la birra pontina Ergo Brewery: oro alla Lambeth
LATINA – Ergo Brewery, un birrificio con sede a Latina acquisito nel 2023 da Beer Italy Srl, si è messo in grande evidenza al Barcelona Beer Festival, il più importante punto d’incontro dell’Europa meridionale per appassionati e professionisti del settore. Con la sua birra Lambeth, il birrificio ha conquistato una prestigiosa medaglia d’oro, imponendosi tra centinaia di etichette provenienti da tutta Europa. “Un risultato che non rappresenta soltanto un traguardo, ma anche una dichiarazione di identità: qualità, ricerca e una visione internazionale capace di fondere tradizione e innovazione sotto l’egida dell’esperienza di Beer Italy Srl – dicono dall’azienda, spiegando che la Lambeth “è una birra lontana dalle mode passeggere, un omaggio alla cultura dei pub britannici: una birra di carattere ma dalla straordinaria bevibilità”.
Caratterizzata da un colore ambrato brillante e una schiuma sottile ma persistente, la Lambeth offre al naso un raffinato equilibrio tra le note biscottate e di caramello dei malti e i sentori terrosi e floreali dei luppoli nobili inglesi. In bocca, la struttura maltata sostiene un amaro deciso ma mai invadente, chiudendo con un finale secco che invita immediatamente al sorso successivo. È proprio questa pulizia esecutiva e il rispetto rigoroso dei parametri dello stile (equilibrio tra dolcezza del malto e amaro del luppolo) ad aver convinto i giudici internazionali a Barcellona.
La Lambeth nasce da un’idea chiara di Beer Italy Srl: portare lo spirito British oltre i confini geografici, reinterpretandolo con sensibilità contemporanea. A Barcellona, città simbolo di contaminazione culturale e creatività, questo dialogo tra stili ha trovato il palcoscenico ideale. Il pubblico e la giuria hanno premiato non solo il gusto, ma anche la coerenza filologica e la personalità del prodotto.
Il festival rappresenta molto più di una semplice competizione: è un laboratorio internazionale dove nascono tendenze e nuove visioni del mondo brassicolo. Ogni anno richiama migliaia di visitatori e operatori del settore. In questo contesto altamente competitivo, distinguersi significa entrare a pieno titolo tra le eccellenze europee.
“Ergo Brewery – concludono dal birrificio con sede a Latina – è pronta a scrivere il prossimo capitolo della birra artigianale europea”.
ATTUALITA'
L’associazione In Ricordo di Daniele dona un’altra sedia a rotelle all’ospedale Goretti
LATINA – l’Associazione In Ricordo di Daniele Odv ha donato un’altra sedia a rotelle all’ospedale di Latina. “Ancora una consegna utile per i malati del nostro nosocomio – dice la presidente Antonietta Parisi, mamma di Daniele -. Questa mattina abbiamo donato al Poliambulatorio Piastra C dell’Ospedale S. M. Goretti, una sedia a rotelle personalizzata richiesta dal Coordinatore Infermieristico. Siamo sempre più orgogliosi delle nostre tantissime donazioni e ringraziamo tutte le persone che ci sostengono”.
(In foto, la mamma di Daniele con: Giulio (Coordinatore Infermieristico); Emiliano Milani ( dirigente Infermieristico), Serena e Pisana, volontarie dell’associazione)
ATTUALITA'
Impianti biogas a Pontinia, il parere del sindaco Tombolillo
A Pontinia resta alta la polemica sul progetto di un impianto biogas in via Migliara 46½. Il sindaco Eligio Tombolillo chiarisce la posizione dell’amministrazione: contrarietà all’opera in quel sito, ma apertura alla realizzazione di impianti simili in aree più idonee.
Secondo il primo cittadino, la localizzazione proposta è “inopportuna” per la vicinanza al centro abitato e per le possibili ricadute sulla viabilità. Tuttavia, il nodo centrale resta la gestione degli scarti degli allevamenti. “Se non troviamo una soluzione per liquami e letami – avverte – rischiamo di dover chiudere le stalle”.
Il sindaco richiama i dati sul territorio: a Pontinia si contano circa 33mila capi tra bovini e bufalini, con una produzione stimata di 620mila tonnellate annue di reflui. Un volume che, secondo quanto evidenziato anche da Coldiretti Latina, rappresenta un’emergenza ambientale, soprattutto in un’area classificata come “zona vulnerabile da nitrati”.
In questo contesto, Tombolillo sottolinea i rischi legati alla gestione non corretta degli scarti, tra emissioni inquinanti e possibili effetti su aria e acqua, richiamando anche i limiti imposti dalla normativa europea e regionale.
Da qui la necessità, secondo l’amministrazione, di individuare soluzioni strutturate, come gli impianti di biogas, ritenuti utili per il trattamento dei reflui e la produzione di energia. “Meglio poche strutture ma di qualità – spiega il sindaco – così da poterle monitorare con maggiore efficacia”.
Una posizione che prova a tenere insieme le esigenze ambientali, la tutela della salute pubblica e la salvaguardia di un comparto economico strategico per il territorio.
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