AMBIENTE
Ventotene, via libera allo scarico della salamoia a mare: la Provincia dà l’ok al dissalatore
VENTOTENE – La Provincia di Latina ha dato il via libera allo scarico nelle acque marine dell’Isola di Ventotene della salamoia prodotta dal dissalatore installato nell’area del Porto Nuovo. L’okey è arrivato con atto della dirigente dell’ente Nicoletta Valle firmato lunedì 10 luglio e pubblicato oggi sull’Albo pretorio. L’autorizzazione ha durata di quattro anni nel corso dei quali Acqualatina dovrà adempiere ad una serie di obblighi per mantenere l’impianto in ottimo stato di manutenzione e soprattutto dovrà provvedere al monitoraggio dei “reflui” che altro non sono che il sale estratto dall’acqua di mare per renderla dolce e dunque utilizzabile nelle case degli isolani. “L’atto potrà essere revocato – si legge nel documento – in caso di mutamento della situazione ambientale”.
L’autorizzazione – spiega Acqualatina – è stata rilasciata sulla base degli studi realizzati in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria idraulica marittima dell’Università La Sapienza di Roma, anche sulla scorta delle altre autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Lazio. “Ulteriore conferma della sostenibilità ambientale dell’intervento”, assicura il gestore.

Il dissalatore viene scaricato a Ventotene
I DUBBI E IL PARERE DELL’ESPERTO – Molti dubbi sono stati sollevati sui danni che l’alta concentrazione di sale potrebbe causare nell’area Marina Protetta di Ventotene. “Sicuramente il dissalatore riversa sale in concentrazione inquinante – ci spiega il biologo marino di Latina, Armando Macali -. Essendo la salamoia rilasciata in un punto preciso, ha un effetto negativo sulla fauna e sulla prateria di Posidonia di quell’area. Ma per dare un giudizio corretto bisogna tenere in considerazione anche il danno che si previene. L’isola infatti oggi è servita di acqua attraverso una nave cisterna che sicuramente inquina, per la sua vetustà e per il carburante che consuma”.
Dunque, pur riconoscendo che nel punto di scarico, la salamoia potrebbe nel tempo “ridurre la struttura della comunità marina alle sole specie che hanno una maggiore tolleranza, bisogna sottolineare che è una dinamica solo locale. Peggiore è, per esempio – dice Macali – , il danno che in estate causano le imbarcazioni gettando le àncore sulla prateria Posidonia”. Distruzione che è considerata evidentemente un effetto collaterale sopportabile.
“Se si considera l’aspetto nel suo complesso – conclude Macali – con l’eliminazione dell’inquinamento prodotto dalla nave-cisterna e il risparmio economico, si potrebbe dire il dissalatore è in ultima analisi una soluzione ecologica. Del resto due veri paradisi subacquei come Pantelleria e Lampedusa hanno i dissalatori da tempo”.
Per il biologo marino, va anche tenuto conto che coincide con i soli due mesi estivi, ed è dunque molto ridotto, il periodo in cui l’impianto dispiegherà i suoi effetti massimamente negativi, mentre per il resto dell’anno il fabbisogno di acqua da dissalare si riduce a quello degli isolani, che sono poche centinaia di persone. In autunno, inverno e primavera la salamoia riversata in mare sarà evidentemente poca.
Diverso è il caso Formia: “E’ da studiare per i volumi interessati, qui il dissalatore avrebbe probabilmente un altro tipo di impatto”.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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