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La controinformazione di Massimo Ferrari sui migranti vince al Sole Luna Doc Film Festival

Il regista di Latina con il suo Dove vanno le nuvole premiato nella sezione Human Rights: "Messaggio educativo"

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LATINA – “Le paure, gli stereotipi, le strumentalizzazioni sulle migrazioni cancellati in 72 minuti di racconti e testimonianze che partono da Treviso e percorrono l’Italia da nord a sud. Il film veicola un forte messaggio educativo e di controinformazione rivolto ad una società impaurita, che sta vivendo una allarmante deriva razzista e xenofoba”.

Con questa motivazione vince il premio per il migliore documentario del Sole Luna Doc Film Festival della sezione Human Rights il film “Dove vanno le nuvole” del regista di Latina Massimo Ferrari, assegnato dai componenti della giuria Città di Treviso.

“Quando soffia il vento del cambiamento c’è chi costruisce muri e chi mulini a vento. Noi grazie a Dove vanno le nuvole abbiamo conosciuto quattro mulini a vento”, aveva spiegato citando un proverbio cinese, il regista. “Siamo partiti da Riace il paese dell’accoglienza rinato grazie ai migranti, dove hanno riaperto scuole e i laboratori di artigianato. Un mondo che funziona, proprio perchè esistono i migranti – spiegava Ferrari a Radio Luna presentando il film  – Da qui si è partiti cercando altre esperienze simili. Abbiamo poi incontrato un regista di Bologna che con la sua compagnia “Cantieri meticci” organizza laboratori teatrali nei centri di prima accoglienza”. Molto significativa anche l’esperienza di un professore di Treviso che ha ospitato nella sua casa sei migranti: “Un laboratorio di convivenza in cui convivono sei ragazzi mussulmani in una famiglia cattolica di sei persone”. Infine a Padova  la troupe ha scovato un’ impresa sociale “un sistema ibrido di turismo sociale e accoglienza”.

Nella foto sul palco con Ferrari, Gianni Rasera e Tiziano Marson, componenti della giuria con Gloria Aura Bortolini. Il regista ha ritirato il premio rappresentato dalla scultura di Tobia Scarpa. Al loro fianco anche il professore Antonio Caló, protagonista di una delle storie di accoglienza raccontate nel film.

Il documentario è prodotto da Gaia Capurso per MaGa Production e a maggio è andato in onda su Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky).

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