CRONACA
Dischetti sulle spiagge, arrivano da un impianto di depurazione in Campania
LATINA – E’ stata trovata la fonte e dunque la causa della comparsa di migliaia di dischetti di plastica sulle spiagge pontine oltre che della Campania e del Lazio. Il mistero è stato sciolto dalla Capitaneria di porto che ha notato un’altra concentrazione degli stessi presso la foce del fiume Sele in Campania. Gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di scoprire che la fuoriuscita dei filtri è avvenuta a causa del cedimento strutturale di una vasca dell’impianto di depurazione che si trova in quella zona. I dischetti a quel punto si sono riversati nel fiume per poi viaggiare nel Tirreno e con le mareggiate di questi giorni raggiungere le isole Flegree e Pontine e le coste delle tre regioni centrali generando un forte allarme e spingendo il Parco del Circeo a presentare un esposto.
L’informativa della Guardia Costiera è stata trasmessa alla Procura di Salerno.
CRONACA
Latina, anziana investita sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica
LATINA – Una donna è stata travolta da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica a Latina, in pieno centro città. L’incidente è avvenuto poco dopo le 18 all’altezza di Via Cairoli dove la signora che – secondo quanto si apprende ha 90 anni – appoggiata a un deambulatore, provava a spostarsi sul marciapiede opposto. Il conducente dell’auto, un ragazzo, si è fermato a prestare soccorso. L’anziana all’arrivo del 118 è stata portata in codice rosso all’ospedale Santa Maria Goretti. Sul posto la polizia locale ha chiuso il tratto per effettuare i rilievi.
CRONACA
Latina, getta lastre di amianto in un fosso, le telecamere lo riprendono: denunciato
LATINA – Ha abbandonato lastre di onduline contenenti fibra di amianto nel fosso Acqua Bianca in Strada Il Bastione alla periferia di Latina, ma le telecamere della zona lo hanno ripreso. Un uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi. Proprio grazie alle immagini riprese dalla videosorveglianza l’uomo è stato immortalato nel momento esatto in cui arrivava con un furgone, si fermava e gettava un quantitativo pari a circa 1 metro cubo del materiale classificato come rifiuto speciale.
“L’abbandono in ambienti naturali di manufatti contenenti amianto costituisce un potenziale grave pericolo per l’ambiente, nonché per la salute delle persone”, ricordano i carabinieri forestali.
CRONACA
Nuovo piano di rifiuti per la Regione Lazio, ad Aprilia una discarica per rifiuti non pericolosi
Il Lazio cambia passo nella gestione dei rifiuti e punta, per la prima volta, alla chiusura completa del ciclo all’interno del territorio regionale. È questo l’obiettivo del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031, approvato dalla Giunta e ora atteso in Consiglio per l’iter definitivo.
Un cambio di rotta significativo, che arriva a oltre dieci anni dalla chiusura della discarica di Malagrotta e dopo una lunga fase caratterizzata dalla dipendenza da impianti fuori regione. Oggi, infatti, circa un milione di tonnellate di rifiuti prodotti nel Lazio viene ancora smaltito o trattato altrove.
Il piano fissa obiettivi precisi: raccolta differenziata al 72,3% entro il 2031, riduzione del 6% dei rifiuti e un ricorso sempre più limitato alla discarica, che dovrà scendere sotto il 6% del totale. Parallelamente cambia anche l’assetto organizzativo, con il passaggio da cinque ambiti territoriali a due: uno dedicato a Roma Capitale e uno al resto della regione, con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione.
In questo nuovo scenario emerge con forza il ruolo del territorio pontino e, in particolare, di Aprilia, individuata come uno dei nodi strategici del sistema impiantistico regionale.
È qui che il piano prevede la realizzazione di una nuova discarica per rifiuti non pericolosi in località Sant’Apollonia, con una capacità di oltre 940mila metri cubi. L’impianto rientrerà tra i principali poli dell’ATO 1, che comprende il Lazio senza Roma.
Sempre ad Aprilia è previsto anche un importante intervento sul fronte del trattamento: nel 2025 è stato autorizzato un nuovo impianto meccanico da circa 495mila tonnellate annue, destinato anche alla produzione di combustibile da rifiuti (css-c), utilizzabile nei cicli industriali. Un tassello che rafforza la strategia regionale orientata al recupero energetico e alla valorizzazione dei materiali.
Il piano, infatti, punta a superare l’attuale modello basato su trasferimenti e carenze impiantistiche, costruendo un sistema autosufficiente e più equilibrato tra riciclo, trattamento e recupero.
A supporto di questa trasformazione sono previsti anche investimenti per 60 milioni di euro, destinati al potenziamento della raccolta differenziata, alla realizzazione di nuovi centri di raccolta e all’ammodernamento degli impianti.
Una rivoluzione strutturale che ridisegna la gestione dei rifiuti nel Lazio e che assegna ad Aprilia un ruolo centrale nella nuova geografia regionale del settore.
-
TITOLI2 minuti faI quotidiani di Latina in un click – 24 aprile 2026
-
TITOLI1 giorno faI quotidiani di Latina in un click – 23 aprile 2026
-
TITOLI2 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 22 aprile 2026
-
TITOLI3 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 21 aprile 2026
-
TITOLI4 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 20 aprile 2026
-
TITOLI5 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 19 aprile 2026
-
TITOLI6 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 18 aprile 2026
-
TITOLI1 settimana faI quotidiani di Latina in un click – 17 aprile 2026






Germano Buonamano Mancaniello
22 Marzo 2018 at 12:27
Non chiamatemi frate indovino altrimenti ci arrabbiamo.
Maria Rosaria Trovò
22 Marzo 2018 at 15:29
Si possono chiedere i danni?
Germano Buonamano Mancaniello
22 Marzo 2018 at 16:42
Maria Rosaria Trovò la procura di Salerno apre un inchiesta in riguardo e mi chiedo come mai un depuratore non è monitorato da custode fisso in primis e secondo col senno di poi non mi spiego perché e per quale motivo nonostante una denuncia da parte degli ambientalisti si è dovuto andare alla ricerca di chi il danno l’ha causato e non l’ha fatto presente prima.
È un sistema questo che, non mi piace.