al teatro Ivan Graziani

Un monologo di Angela Iantosca a Casa Sanremo

La giornalista di Latina racconta i ragazzi di San Patrignano usciti dal tunnel della droga

LATINA – Un monologo per raccontare la comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano e i suoi ragazzi. Per dare fiducia a chi è ancora dentro la droga fino al collo: l’ ingresso, il percorso, l’uscita dal tunnel. Il racconto teatrale è tratto dal libro  Una sottile linee bianca, della  scrittrice e giornalista di Latina, Angela Iantosca,  e andrà in scena venerdì 8 febbraio alle 12 a Casa Sanremo all’interno sul palco dell’Ivan Graziani Theatre, nello spazio dedicato al sociale (ingresso gratuito). Con Angela sul palco ci sarà Federica, una ragazza di Perugia che ha terminato il percorso di riabilitazione e che racconterà della sua gravidanza vissuta drogandosi e del suo ingresso nella comunità per salvarsi.

Le storie sono quindici – racconta Iantosca – e per dare più forza le abbiamo trasformate in monologhi. C’è Filippo che non voleva passare per lo sfigato di turno. Francesca che ci teneva proprio a provarla. Chiara che l’aveva sempre vista in casa e pensava che non potesse certo far male. E così sono nate le loro prime esperienze con le sostanze, presto trasformatesi in vera e propria dipendenza. Per loro fortuna, per tutti l’ingresso a San Patrignano”.

Il monologo teatrale è entrato a far parte del progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano. ne abbiamo parlato su Radio Luna con Angela Iantosca

“Speriamo possa essere un momento di riflessione per tutti gli spettatori presenti – spiega Patrizia Russi, una delle responsabili del progetto di prevenzione – Sono storie raccolte con passione da Angela e che Federica racconterà con grande emozione, ritrovando la sua in ognuna di esse. Siamo onorati di portare il nostro progetto in una così importante location in occasione di un evento seguito a livello mondiale. Un momento importante per sottolineare quanto il problema tossicodipendenza sia attuale e ricordare che grazie all’aiuto delle comunità e di tante altre realtà è possibile superarlo”.

 

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