CRONACA
Latina, rapporti tra clan criminali e politica, il sindaco Coletta: “Mai abbassare la guardia a difesa della legalità”
(nella foto, un momento degli arresti nell’operazione Alba Pontina)
LATINA – “Gli articoli di giornale usciti oggi, sulla relazione tra clan criminali e politica, non fanno che confermare le nostre preoccupazioni. L’azione meritoria della magistratura e delle forze dell’ordine ha portato a importanti arresti e all’emergere di verità che hanno permesso alla nostra città di voltare pagina e iniziare a scrivere una nuova storia. Non va abbassata la guardia, le collusioni e contaminazioni vanno combattute sempre perché non mettono a rischio soltanto il principio di legalità ma producono un danno alla vita civile della nostra comunità”. Lo scrive in una nota il sindaco di Latina Damiano Coletta dopo la pubblicazione sul quotidiano La Repubblica di un articolo a firma di Clemente Pistilli dal titolo “Mafia e Carroccio, legami pericolosi a sud della Capitale”, in cui si parla di Latina facendo il punto sull’inchiesta condotta dalla Direzione investigativa Antimafia di Roma che ha potuto contare sui pentiti Renato Pugliese, figlio di Costantino Di Silvio detto Cha Cha, e dell’inseparabile Agostino Riccardo, gli stessi che hanno dato il via all’inchiesta Alba Pontina sulla mafia locale. Ad essere citati nell’articolo sono proprio gli esponenti pontini più in vista della Lega e la campagna elettorale di Noi con Salvini.
IL PD CHIEDE CHIAREZZA – Chiede chiarezza il segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli che in una nota congiunta con i consiglieri regionali del partito Forte e La Penna, scrive: “Si ipotizzano rapporti tra il clan Ciarelli – Di Silvio e la Lega. Le rivelazioni di due pentiti alla base di possibili contestazioni di reato. Se le anticipazioni giornalistiche fossero confermate sarebbe un fatto gravissimo. Al clan è stato contestato di recente il reato di associazione di stampo mafioso. Occorre chiarezza trattandosi dei vertici della Lega, il partito del Ministro dell’Interno. Le Procure indaghino- proseguono i tre – siamo garantisti, pero’ chiediamo venga fatta chiarezza al piu’ presto, soprattutto perché la Lega e’ il partito di Matteo Salvini, il ministro dell’Interno. Il carattere di criminalità organizzata era noto da tempo a Latina grazie all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura e grazie all’attenzione della Commissione Antimafia più volte intervenuta”.
LBC – “Il passato può ripresentarsi, cambiando veste”, dicono da Latina Bene Comune. “Ce lo ricordano gli articoli di giornale usciti oggi in merito ai rapporti tra politica e mafia che a Latina, negli anni scorsi, si sono resi evidenti e di cui si vede ancora oggi lo strascico. Sono ricordi recenti, che ancora bruciano, ma che con questa amministrazione possiamo dirci lasciati alle spalle. Dice bene però il sindaco Damiano Coletta, è bene non abbassare mai la guardia”. Latina Bene Comune esprime preoccupazione “per le derive che ancora oggi dopo anni riescono a macchiare l’immagine della città, ma siamo anche fiduciosi perché Latina già una volta ha saputo reagire e voltare pagina. La manifestazione spontanea sotto la questura, nel 2015, è stata la prova che i cittadini sanno distinguere certe dinamiche e sappiamo che questa voglia di legalità non è sopita. Ci è stato dimostrato con il voto del 2016 e siamo fieri che l’allora candidato sindaco, oggi primo cittadino eletto e al terzo anno di mandato, nonché presidente di LBC, abbia avuto la forza di ribellarsi a certe dinamiche prima come candidato e, da amministratore, attraverso l’attuazione di un programma che come faro ha la legalità. È ancora oggi un percorso arduo e Latina Bene Comune è sempre in prima linea sui temi di partecipazione e cittadinanza attiva, a nostro avviso strumenti indispensabili in una gestione condivisa della città, senza mai venire meno alle proprie responsabilità nel compimento delle scelte politiche ed amministrative. È e continuerà ad essere importante, però, scavare un solco tra un certo modo di fare politica – a prescindere dai colori di appartenenza – e la gente per bene”.
ATTUALITA'
Spaccatura su via Epitaffio, la lunga crepa è profonda circa 10 cm
Continuano a peggiorare le condizioni dell’asfalto lungo via della Stazione e via Epitafio a Latina. Proprio in questi giorni si è evidenziata una profonda spaccatura all’altezza della Dublo, sulla corsia in direzione di Latina, poco prima del semaforo dell’Appia. Un cedimento che, in alcuni punti, raggiunge anche i dieci centimetri e che rappresenta un concreto pericolo per la circolazione. Prestare attenzione
CRONACA
Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno
Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.
I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.
Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.
CRONACA
Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia
SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.
“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.
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