AMBIENTE
Come ti cambio il Parco del Circeo e il clima: 13 progetti per adattarsi ai cambiamenti e rilanciare l’economia (sostenibile)
LATINA – Tre milioni di euro per interventi salva-clima che sosterranno anche lo sviluppo socio-economico e turistico sostenibile dei comuni del Parco Nazionale del Circeo. E‘ il contributo che l’Ente Parco darà, attraverso 13 azioni concrete progettate, rese possibili da un finanziamento del Ministero per l’Ambiente. Nell’area verde in cui ogni anno si fissano 400mila tonnellate di Co2, si punta a fare di più e meglio, elevando la qualità della vita e la fruizione turistica. E lo si fa per la prima volta in pieno accordo con i Comuni di Latina, Sabaudia e San Felice Circeo che sposano le politiche sostenibili e le fanno proprie. Del resto ne va della vita di tutti.
I 13 progetti progetti interesseranno la duna costiera, che con i suoi 25 chilometri è anche il tratto più consistente e più bello rimasto nell’area del Mediterraneo: “Si prevedono interventi di protezione del piede della duna e di ripristino morfologico del cordone dunale, mediante tecniche di ingegneria naturalistica”, spiega il direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, Paolo Cassola. La Selva di Circe, invece, ovvero l’ultimo lembo di foresta di pianura esistente in Europa sarà oggetto di un intervento di ripiantumazione di specie autoctone a danno dei pini che saranno diradati e sostituiti con cerri, faggi, querce.
Sono previsti interventi di efficientamento energetico degli edifici a partire dal Museo del Parco. E infine è prevista la realizzazione di una ciclovia che collegherà i tre comuni ricadenti nell’area, Sabaudia, San Felice Circeo e Latina e che, partendo dagli “spezzoni” esistenti, alcuni più utili, altri perfettamente isolati, puntano a diventare una via alternativa per chi vuole cambiare mezzo di locomozione: “E poi ce lo chiedono i turisti”, aggiunge Cassola che questa mattina, con i sindaci Giada Gervasi e Giuseppe Schiboni e con l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Roberto Lessio, ha presentato uno ad uno gli interventi.
“I parchi possono dare un contributo significativo alla mitigazione degli effetti climatici e questa è un’oportunità per rafforzare politiche di adattamento e contrasto, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo socio-economico sostenibile del territorio”.
ENTUSIASTI I COMUNI – “Il nostro territorio non può prescindere da tutto questo – ha commentato la sindaca di Sabaudia Giada Gervasi – E fare questo percorso insieme con il Parco e gli altri Comuni è un passo importante”. Per il sindaco del Circeo, Schiboni “questo finanziamento arriva in un momento particolare e strategico di revisione complessiva della mobilità nei nostri territori soffocati dalle auto”. L’assessore Lessio ha spiegato che con i progetti in campo a Latina per la pista ciclopedonale del Sentiero della Bonifica, da Rio Martino a Ninfa, e l’altro progetto già presentato in Regione che collegherà Torre Astura a Campoverde, si può immaginare un’estensione ulteriore della ciclovia dei comuni del Parco.
NEL DETTAGLIO
Tipologia I – Adattamento ai cambiamenti climatici – aree costiere
Rinaturalizzazione delle aree costiere attraverso il ripristino, conservazione e ampliamento dei cordoni dunali. L’ambiente dunale risulta particolarmente vulnerabile alla pressione antropica, in quanto fondato su un fragile equilibrio dinamico tra fattori morfologici ed ecologici. Negli ultimi decenni il crescente utilizzo degli arenili a scopo turistico-ricreativo ha portato a un progressivo danneggiamento delle dune nella maggior parte delle spiagge italiane e non solo. In molti contesti ritroviamo incisioni e blowout (spianamento del fronte duna), scomparsa della vegetazione nel fronte e anche sul corpo della duna, fenomeni erosivi, scomparsa delle aree umide retrodunali e, nei casi più estremi, spianamento della duna e urbanizzazione del litorale (parcheggi, edifici, ecc.). Questa condizione determina un notevole impatto sull’ambiente e sugli ecosistemi naturali, producendo anche significative problematiche per le attività antropiche (erosione, trasporto di sabbia nell’entroterra ecc.).
Sarà interessato dall’intervento il litorale del Comune di Sabaudia, che ha già dato l’assenso ad altri interventi di natura sperimentale per il recupero degli ambienti dunali. Gli interventi saranno concepiti in modo che essi siano compatibili con l’ambiente naturale e le sue dinamiche e “dedicati” al sito.
Tipologia II – Efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico nella disponibilità dell’ente parco nonché degli enti locali rientranti nel territorio del parco e realizzazione di impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili
Nell’ambito di questa tipologia verranno realizzati interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare relativo all’edificio denominato “museo naturalistico” e delle aree esterne di pertinenza dell’Ente Parco, verrà inoltre installato un impianto fotovoltaico attraverso:
- attività di analisi tramite l’installazione di contatori di energia elettrica per la realizzazione della diagnosi energetica prima e dopo gli interventi di efficientamento energetico
- riqualificazione energetica dell’involucro edilizio tramite la realizzazione di cappotto esterno con pannelli in lana di roccia con uno spessore di 12 cm, coibentazione della copertura inclinata con pannelli in poliuretano espanso con uno spessore di 10 cm e sostituzione dei serramenti esistenti (infisso + vetro) a basso emissivo con un fattore solare di 0,35
- realizzazione di impianto fotovoltaico da 9,3kWp sulla palazzina dell’auditorium
- riqualificazione dell’illuminazione delle aree esterne e dei parcheggi della sede dell’Ente Parco e degli edifici annessi con corpi illuminanti a led idonei per la posa in ZPS, compreso l’implementazione delle linee elettriche, scavi, pozzetti e degli apparecchi in zone scarsamente illuminate. Riqualificazione dell’illuminazione degli interni nell’area del museo, nella Sede dell’Ente Parco e nella sala riunioni sopra l’auditorium mediante la sostituzione di apparecchi a led maggiormente performanti
- monitoraggio dei consumi degli impianti elettrici per gli edifici e le pertinenze esterne oggetto di intervento e sistema programmabile di gestione dell’illuminazione esterna
Tipologia III – Servizi e infrastrutture di mobilità sostenibile – piste ciclabili
Il Parco, facendo propri gli indirizzi e gli obbiettivi del Piano del Parco (D.G. Regione Lazio n.427/2017), da marzo 2018 sta predisponendo il Piano della Mobilità Sostenibile (PMS), avendo come obiettivo primario la progettazione di un sistema della mobilità non solo a livello ambientale più compatibile con i luoghi del Parco, ma anche in grado di conciliare maggiormente la vivibilità e la fruibilità sostenibile delle stesse città del Parco attraverso interventi di riduzione delle emissioni di CO2 e di adattamento ai cambiamenti climatici. È proprio da questo virtuoso dualismo tra città e zone naturali e dall’alto valore anche archeo-storico – puntando ad una loro integrazione più sostenibile rispetto alle diverse esigenze di accessibilità e valorizzazione dei distinti luoghi – che nasce l’originalità del progetto.
ELENCO DEGLI INTERVENTI:
Intervento 1 LE CICLOVIE DEL MARE (Comune di SABAUDIA) Il progetto riguarda la realizzazione di nuove piste ciclabili nel comune di Sabaudia e interamente ricomprese nel territorio del Parco Nazionale del Circeo.
Intervento 2-3 (suddiviso in due macro tratte) LE CICLOVIE DI SAN FELICE TRA I DUE FRONTI DEL TIRRENO INTORNO AL MONTE CIRCEO (Comune di SAN FELICE CIRCEO)
Intervento 4 PISTA CICLABILE BORGO GRAPPA-PONTE CANALE RIO MARTINO (Comune di LATINA)
Tipologia IV – Interventi per la gestione forestale sostenibile
Gli interventi hanno l’obiettivo generale di preservare i sistemi forestali in ambiente mediterraneo tramite la creazione di soprassuoli più stabili ed efficienti sotto l’aspetto ecologico, con un elevato grado resilienza, e più facilmente difendibili dalle avversità indotte dai cambiamenti climatici ed in particolare dagli incendi. L’impiego del legname ricavato da questi interventi contribuirà allo stoccaggio della CO² che rimarrà immobilizzata nei prodotti legnosi o eventualmente trasformata in energia rinnovabile in luogo dei combustibili fossili.
- Diradamento della pineta
- Taglio fitosanitario con sostituzione di specie (taglio a buche) in pineta: restaurare o i ricostituire gli habitat originari, caratteristici del paesaggio vegetale della zona.
- Sistemazione della strada in prossimità del lago Monaci, sistemazione e decespugliamento lungo la viabilità nel Quarto Caldo: Gli interventi progettuali sono da inquadrarsi fra gli interventi infrastrutturali a protezione dagli incendi boschivi previsti nel Piano AIB del Parco Nazionale del Circeo
- Installazione di termocamere a servizio di un sistema automatico di rivelazione incendi boschivi: all’interno dell’area di pertinenza dell’Ente Parco saranno installate due postazioni di monitoraggio antincendio da realizzarsi nel Centro accoglienza visitatori e lungo la Strada Rio Martino-Bufalara. Il monitoraggio AIB sarà realizzato tramite l’installazione di termocamere professionali su un supporto PTZ per consentire una rotazione a 360° ed una inclinazione verticale dell’apparecchio.
AMBIENTE
L’invasione delle tartarughe aliene in Parco San Marco, la Commissione: “Attivare la Regione”
LATINA – Si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina per affrontare la problematica legata alla presenza, nel laghetto di Parco San Marco, di numerosi esemplari di tartarughe aliene invasive, che letteralmente “divorano” i piccoli di germano reale presenti nello specchio d’acqua, con ogni probabilità frutto di abbandoni da parte di privati cittadini inconsapevoli delle conseguenze della loro azione. Alla seduta hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Michele Nasso, le funzionarie del Servizio Ambiente del Comune di Latina, Consilia Alfarano e Barbara Trombetta, e ha esposto le criticità Oriana Ciaccio, cittadina firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco.
Dalle informazioni raccolte – spiega in una nota la consigliere Simona Mulè, presidente della Commissione Attività Produttive – emerge la presenza di circa trenta esemplari appartenenti prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta (testuggine dalle guance gialle), oltre ad alcuni esemplari di Trachemys scripta elegans (guance rosse) e della famiglia Kinosternidae. Si tratta di specie alloctone invasive che, secondo il Piano Nazionale ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, rappresentano una minaccia per la biodiversità e per gli ecosistemi acquatici, essendo in grado di predare numerose specie animali e di competere con la fauna autoctona. Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua, nidificare e deporre le uova negli spazi verdi circostanti può favorire l’espansione della popolazione presente nel laghetto.
“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, dichiarano i Presidenti Mulè e Porzi. “Abbiamo apprezzato la pronta risposta dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Servizio Ambiente e l’Assessore Nasso, ha illustrato le iniziative prossime e dato lettura della nota predisposta per la Regione Lazio, finalizzata a richiamare l’attenzione sull’area di Parco San Marco e a richiedere supporto tecnico-operativo per le attività di monitoraggio e per gli eventuali interventi previsti dalla normativa vigente.”
Nel corso della seduta è stato infatti evidenziato come il Piano ISPRA attribuisca alle Regioni un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento delle specie esotiche invasive, prevedendo specifiche azioni di controllo per il territorio laziale. Per questo motivo su mandato della Commissione sarà coinvolta formalmente la Regione Lazio affinché Parco San Marco possa essere inserito nei percorsi di monitoraggio e valutazione previsti dalla normativa di settore.
“L’Amministrazione Celentano ha dimostrato ancora una volta attenzione alle istanze provenienti dal territorio”, proseguono i Presidenti. “L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città.”
AMBIENTE
Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”
LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta – commenta – dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.
Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo, riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.
In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.
AMBIENTE
Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza
LATINA – Sono 137 le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.
Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici. Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.
“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”
Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.
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