L'INTERVISTA

In trincea per amore, storie di genitori nel mondo della droga per i figli

Il libro di Angela Iantosca

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LATINA – “Ho fatto cose che un padre non dovrebbe mai fare”. Nasce da qui, nel momento in cui questa frase viene pronunciata, l’ultimo lavoro di Angela Iantosca, In trincea per amore il libro nel quale la giornalista pontina raccoglie e racconta le storie di genitori entrati in contatto con il mondo della droga a causa dei loro figli.

Dopo “Una sottile linea bianca – dalle piazze di spaccio alla comunità di San Patrignano”, pubblicato nel 2018, con cui aveva raccontato il mondo della tossicodipendenza attraverso le storie di ragazzi che hanno fatto uso di sostanze, arrivano in libreria le Storie di famiglie nell’inferno delle droghe (ed Paoline). “Mamme, fratelli e sorelle,  papà, figli, nonni, zii, famiglie benestanti e povere, del centro e della periferia, che un giorno hanno scoperto di dover fare i conti con qualcosa che mai avrebbero immaginato –  spiega Angela Iantosca – storie di sconfitta, di paura, di errori, di incomprensioni, di silenzi, ma anche di liberazione e di padri e madri che quella ferita inferta loro dai figli hanno avuto la forza di trasformarla in un giardino nel quale far crescere speranza”.

Un fenomeno studiato anche nei suoi numeri e nelle trasformazioni che lo stanno accompagnando: l’età sempre più bassa di chi fa uso di sostanze, il consumo di più droghe contemporaneamente, ma anche il lavoro delle associazioni, quello dei medici, psicologi e psicoterapeuti, la necessità che le famiglie sappiano interrogarsi e mettersi in discussione: “Per capire che ruolo hanno avuto nella decisione dei figli di drogarsi. Solo così se ne può uscire”, racconta l’autrice che ha potuto verificare da vicino come oltre la disperazione, questo doloroso percorso possa essere in fondo anche “una opportunità per ritrovarsi, per crescere, per togliersi la maschera e tornare davvero a vivere”.

ASCOLTA

CHI E’ – Angela Iantosca (1978) è giornalista pubblicista. Ha collaborato con diverse testate e rubriche televisive. Ha pubblicato “Onora la madre – storie di ‘ndrangheta al femminile”, “Bambini a metà – I figli della ‘ndrangheta”, “Voce del Verbo corrompere”, “La Vittoria che nessuno sa – storia di una donna nata nel corpo sbagliato”. Particolarmente forte il suo impegno di formazione nella prevenzione alle tossicodipendenze, da cui uno dei suoi testi: “Una sottile linea bianca. Dalle piazze di spaccio alla comunità di San Patrignano”. Dal 2018 è inserita nel progetto “We Free” della comunità di San Patrignano (progetto di prevenzione alle tossicodipendenze). Ambasciatrice del Telefono Rosa, finalista del Piersanti Mattarella 2016 e vincitrice del Premio Speciale alla Memoria, è Direttore Artistico del Festival InDipendenze.

 

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