ATTUALITA'
Il vescovo Crociata: “Santa Maria Goretti ci ricorda il valore della coscienza”
LATINA – «Dalla festa di S. Maria Goretti viene un invito a intendere bene il ruolo della coscienza nella vita personale e nella vita sociale, e a trarne le conseguenze per una azione adeguata innanzitutto sul piano educativo». Lo ha detto ieri sera nell’omelia il vescovo Mariano Crociata che ha presieduto, alle 21, la Santa Messa in memoria di Santa Maria Goretti, patrona della città di Latina e dell’Agro pontino, nella chiesa del capoluogo a lei intitolata.
“Ogni anno – ha detto Monsignor Crociata – la festa di S. Maria Goretti si presenta con un nuovo tratto di attualità che aiuta a scoprire la ricchezza della sua figura di santità. Uno dei temi ricorrenti nel dibattito pubblico degli ultimi tempi è quello dell’obiezione di coscienza, contro cui insorgono venti diretti alla sua restrizione, se non alla sua negazione”.
COSCIENZA E ISTINTO – Ma perché parlare di coscienza in relazione alla Santa bambina? “La sua coscienza – ha spiegato il vescovo di Latina -, maturata nonostante la giovanissima età e in proporzione all’età, le impone di opporsi e di resistere agli allettamenti, prima, e alle minacce, poi, di chi voleva usarla, per soddisfare il suo istinto e le sue voglie. Quello che si consuma, potremmo dire, è lo scontro tra la coscienza e l’istinto. Da un lato, la coscienza di sé, della propria integrità e dignità, nonché dei principi e dei valori che stanno alla base di quella dignità umana sostenuti dal Vangelo e dalla fede cristiana; dall’altro lato, l’istinto cieco e incontrollato, l’incapacità di frenare la bramosia, il capriccio che annebbia il cervello, l’appetito che esplode disordinatamente e senza capacità di controllo di sé. Non è lo stesso meccanismo che sta alla base, anche oggi, di tante violenze specialmente contro le donne?
Dobbiamo svolgere correttamente questo confronto, poiché coscienza e istinto sono corredo personale di ogni essere umano. Anche Maria Goretti possiede degli istinti, come il Serenelli non è privo di coscienza morale. La differenza è che, nella prima, la coscienza è stata educata e formata a guidare la persona e a governare gli istinti, perché le sue azioni rispondessero alla sua volontà, e non fossero il risultato di un cieco impulso e di una spinta animalesca (con tutto il rispetto per gli animali) priva di giudizio e di razionalità. Questa educazione evidentemente mancava nel caso dell’aggressore.
Ciò su cui dobbiamo riflettere ora è che, quanto accaduto all’assassino di Marietta più di un secolo fa, oggi non solo accade ma viene teorizzato. Così facendo non ci si rende conto degli effetti non solo personali, ma anche sociali, che ciò produce. Se i nostri bambini vengono cresciuti – quando le cose vanno in questa maniera – secondo il principio che non devono essere educati, corretti, indirizzati, ma al contrario devono potersi esprimere senza che venga loro posto alcun limite, come volete che agiscano di fronte ad un impulso irresistibile che nessuno ha insegnato loro a frenare, controllare, orientare? Senza arrivare agli estremi della violenza fisica, il risultato è l’alterazione dei rapporti interpersonali sempre più improntati alla ricerca della utilizzazione dell’altro – chiunque egli sia – come un oggetto di cui servirsi per soddisfare i propri capricci, bisogni, desideri, attese. L’altro non è più una persona da trattare come vorrei essere trattato io al suo posto, ma un oggetto da usare a piacimento, perché tanto ciò che conta è la soddisfazione dei miei impulsi, da quelli più elementari a quelli socialmente più accettabili. Ma questa può diventare la strada maestra per ridurre la convivenza sociale a una lotta spietata di tutti contro tutti.
Dalla festa di S. Maria Goretti viene, dunque, un invito a intendere bene il ruolo della coscienza nella vita personale e nella vita sociale, e a trarne le conseguenze per una azione adeguata innanzitutto sul piano educativo. Non è una aggiunta secondaria l’osservazione
secondo cui se la piccola Maria ha sviluppato ben presto una tale coscienza di sé e della sua dignità, ciò non è frutto di una generica educazione, ma di una educazione qualificata in senso cristiano, accompagnata dalla fede in Dio, dall’amore per Gesù, dall’esempio e dall’intercessione di Maria e dei santi. C’è nella nostra fede, e nell’esempio che ce ne dà S. Maria Goretti, non solo la risorsa decisiva per dare senso alla nostra vita e per orientarla al bene supremo e alla riuscita definitiva, ma anche la condizione imprescindibile per una convivenza sociale e civile più autentica e serena per tutti. Dobbiamo essere avvertiti di questa indivisibile responsabilità e adoperarci per assumercela fino in fondo. Come cristiani, non potremo mai accontentarci.”
ATTUALITA'
Aprilia, i cittadini ripuliscono i quartieri Selciatella e Sacida
Giornata all’insegna dell’impegno civico nei quartieri Selciatella e Sacida, dove i residenti hanno partecipato a un’iniziativa di pulizia straordinaria promossa dai rispettivi Comitati di quartiere. Circa trenta cittadini, muniti di guanti, sacchi e delle caratteristiche casacche gialle, hanno percorso le strade della zona raccogliendo i rifiuti abbandonati e contribuendo al recupero del decoro urbano. Al termine della mattinata sono stati raccolti complessivamente 120 sacchi di immondizia contenenti rifiuti di vario genere. Il materiale è stato successivamente ritirato e smaltito da Progetto Ambiente, che ha collaborato all’iniziativa garantendo il corretto conferimento dei rifiuti. Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del Comitato di quartiere Selciatella, che hanno sottolineato la forte partecipazione dei residenti e il valore dell’iniziativa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche come momento di aggregazione e responsabilizzazione della comunità. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è continuare a promuovere il rispetto del territorio e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della tutela degli spazi comuni, affinché episodi di abbandono dei rifiuti siano sempre meno frequenti.
ATTUALITA'
Roberta Magliozzi, scienziata di Itri, conquista il premio Rita Levi Montalcini 2026 per la ricerca sulla sclerosi multipla
ITRI – E’ una scienziata nata a Formia e cresciuta a Itri, professoressa associata all’Imperial, College di Londra, e docente onoraria presso l’Università di Verona, la vincitrice del Premio Rita Levi Montalcini 2026, assegnato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e dalla sua Fondazione (FISM) a ricercatrici e ricercatori che si sono distinti per il contributo scientifico alla lotta contro la sclerosi multipla. (la foto è tratta dalla pagina Fb del Comune di Itri)
“Il Premio – comunica Aism – è stato assegnato a Roberta Magliozzi per aver dedicato oltre vent’anni alla comprensione del ruolo dei linfociti B nella progressione della sclerosi multipla, contribuendo in modo determinante a identificare i meccanismi alla base della neurodegenerazione e dell’infiammazione cronica”.
«Questo premio porta il nome di Rita Levi Montalcini ed è un grande onore accostare il mio nome a quello di una scienziata che è stata un esempio per noi donne, nella ricerca, nella resilienza, nella perseveranza. Non sempre le donne hanno questa possibilità di dedicare la vita a ciò che desiderano e amano. Io l’ho avuta grazie a mio marito, alla mia famiglia e alla passione per ricerca che è la mia forza. Questo Premio arriva a dare luce a un momento davvero complicato, ma di continua speranza che il nostro lavoro possa essere d’aiuto concreto per le persone con SM», ha detto Magliozzi ricordando il marito Samuel scomparso di recente: “E’ mancato improvvisamente pochi mesi fa, sarebbe stato orgoglioso di questo premio. Lui, la mia famiglia, i miei figli Lorenzo e Leonardo, hanno sempre sostenuto il mio percorso di ricercatrice, perché hanno sempre capito quanto valore abbia la ricerca per tante persone”.
Felicitazioni le sono arrivate dalla sua città, lasciata, prima per gli studi in Biologia alla Sapienza, poi per la carriera: “La comunità di Itri si congratula con Roberta Magliozzi, il suo percorso è motivo di orgoglio per Itri e per tutti noi. A lei vanno le congratulazioni dell’Amministrazione comunale e della comunità itrana, con l’augurio di continuare a portare avanti il suo prezioso lavoro nella ricerca scientifica”.
ATTUALITA'
Il ritorno di Tiziano Ferro: parte oggi il tour negli stadi
LATINA – Parte oggi, sabato 30 maggio, il tour di Tiziano Ferro negli stadi: 11 tappe, la prima a Lignano Sabbiadoro, tre date già sold out: le prime di Milano e Roma e la data di Messina. Tiziano negli Stadi Tour 2026 ha già venduto oltre 400mila biglietti. La scaletta del concerto si apre con Sono un grande e si chiude con Xdono.
“Il tour è dietro l’angolo, stiamo provando, ci vediamo questo sabato 30 maggio allo Stadio Teghil di Lignano!”, ha scritto in un post sui social.
L’arrivo in Italia sarà anche l’occasione per riportare Margherita e Andres dai nonni italiani. I piccoli stanno assistendo alle prove, con le orecchie coperte dalla cuffie, e l’altro giorno è apparsa sui social una storia in cui Tiziano canta accovacciato per tenere la mano ai bambini che vorrebbero salire con lui sul palco. Anche di questo ha parlato in una lunga intervista a Repubblica l’artista di Latina: “Il mio Paese mi manca, vivo in America da rifugiato e se potessi non vivrei lì. Mi ci ha portato un progetto che non ha funzionato, ma che mi ha incastrato lì. Guardo all’Italia con nostalgia, anche se non mi piace la deriva sui diritti civili”.
Intanto, il rapper italiano Frankie hi-nrg mc che ha lanciato il suo ultimo disco “Voce e Batteria” lo scorso 24 aprile, ha annunciato con un video anche le collaborazioni. E nel gruppo d’eccezione di artisti italiani (da Jovanotti a Diodato, Elisa, Emma, Fabri Fibra), figura anche Tiziano Ferro.
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