45 casi nel mondo

Suicidi “guidati” sul web, inchiesta del New York Times: c’è anche Fabio Gianfreda

Il papà del ragazzo di Latina che si è tolto la vita: "Trovati gli ideatori e amministratori del sito web che li ha istigati"

LATINA – Un’inchiesta del New York Times riporta l’attenzione sul suicidio di Fabio Gianfreda un ragazzo di 19 anni di Latina morto esattamente un anno fa dopo aver ingerito nitrito di sodio acquistato sul web. Il quotidiano americano noto per le sue importanti inchieste indagando sui suicidi guidati attraverso un sito web ha inserito infatti la tragica morte di Fabio avvenuta in un albergo della Capitale tra i 45 casi che hanno riguardato giovani di tutto il mondo.

Sono stati i genitori di Fabio, Marco e Lisa, e il fratello Francesco, che hanno fondato anche un’associazione che ha tra i suoi scopi anche l’impego di questo fronte, a smuovere l’interesse delle autorità giudiziarie italiane intorno ad alcuni episodi avvenuti nel nostro Paese tutti secondo precise e analoghe modalità. E grazie al loro impegno e a quello degli inquirenti della Procura di Roma che hanno aperto un fascicolo di indagine, a ottenere che il sito incriminato che anche Fabio seguiva, venisse oscurato e non fosse più accessibile dai pc italiani.

“Consigli, ricette, frasi di incoraggiamento per aiutare individui in difficoltà a “salvarsi”, buttandosi giù dal dirupo della loro disperazione. Tante nel mondo, le fragili vittime di questo infame forum. Tra loro anche Fabio. Ora il The New York Times – dice Marco Gianfreda –  ha trovato gli ideatori e amministratori del sito web che istiga al suicidio che noi riteniamo responsabili di aver istigato al suicidio almeno 45 persone. Dovranno risponderne davanti alla Giustizia”.

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