CRONACA
Incendio alla Farla, Lbc: “Gestione lacunosa dell’emergenza”
LATINA – A 36 ore dall’incendio che ha distrutto la Farla, Lbc critica il Comune definendo lacunosa la gestione dell’emergenza. “A Latina è andato a fuoco un sito di logistica che gestisce farmaci. Ma per molte ore nessuno è stato informato. La comunicazione è stata tardiva e lacunosa, nonostante si fosse chiaramente di fronte a un’emergenza che andava gestita con tutte le cautele del caso”, scrive in una nota l’ex sindaco Damiano Coletta, sollevando dubbi e ponendo domande: “Come mai – continua Coletta – in una situazione come questa non è stato aperto tempestivamente il Coc- Centro operativo comunale? Perché il piano comunale non è aggiornato e non prevede chi fa cosa in presenza di questi scenari? Perché intorno al tavolo del Coc, se anche fosse stato aperto, non ci sono funzionari designati e perché il Comune non ha coordinato la protezione civile con sette gruppi in convenzione? Certo è più facile tagliare nastri sul lavoro fatto da altri e non è facile coordinare tavoli di emergenza, ma il lavoro di un sindaco è anche questo: tutelare la salute dei cittadini. E in certe situazione deve stare sul pezzo ed essere presente. Credo sia stato veramente inopportuno vedere le foto della sindaca alla festa della Mietitura mentre poco distante si viveva una situazione di così grave emergenza. Le nostre associazioni di Protezione civile – aggiunge – durante la pandemia hanno dimostrato il loro valore e la loro competenza, ma se non c’è un coordinamento che li metta in grado di operare si vanifica ogni sforzo. Ci auguriamo che la scarsa tempestività dimostrata dall’amministrazione in questa circostanza sia stata un incidente di percorso e che si corra subito ai ripari. Nelle emergenze la macchina amministrativa deve funzionare meglio. E può farlo, se adeguatamente coordinata, come accaduto del resto con il Covid, l’emergenza più grande mai gestita”.
“Nei piani di emergenza qualcosa è mancato – sottolinea che la segretaria di Lbc Elettra Ortu La Barbera – A partire dalla prima comunicazione, comparsa tra l’altro solo sui canali social, in cui si rassicurava la popolazione escludendo danni per la salute, in quanto il rogo aveva interessato solo materiali di carta. Una comunicazione che è stata poi smentita dai fatti, cinque ore più tardi. Mentre i cittadini continuavano a non sapere cosa fosse accaduto si cominciava ad avvertire un forte odore di bruciato e plastica in tutta la città, è arrivata di notte una prima ordinanza, all’indomani una seconda integrazione e poi una terza, più completa, in cui si invitava la popolazione a usare ancora maggiori cautele. Di dubbi ne restano però ancora molti. In attesa dei dati che sarà l’Arpa a fornire, ci chiediamo se l’amministrazione abbia predisposto adeguate misure di sicurezza per il Mol, il mercato ortofrutticolo che si trova proprio a poca distanza dal luogo dell’incendio, per lo stesso mercato settimanale, che la mattina successiva si è regolarmente tenuto con l’esposizione di prodotti alimentari. E poi per gli anziani, i fragili, le famiglie e i bambini che vivono a pochi passi dallo stabilimento, all’ex Rossi Sud, che per la sindaca sono ‘cittadini come gli altri’ ma da due anni sono in una situazione di promiscuità all’interno di un capannone. Sono state adeguatamente informate queste persone o si è contato sul fatto che leggessero i social?”.
CRONACA
Sabaudia, maxi parcheggio abusivo nel Parco del Circeo: denunciato un uomo
SABAUDIA – Ha realizzato su un lotto privato ricadente nel Parco nazionale del Circeo, un parcheggio di circa 2.700 metri quadrati realizzato senza alcun titolo autorizzativo, nella fascia retrodunale del tratto di lungomare che ricade nel comune di Sabaudia in una zona dunque a Protezione speciale e soggetta a vincolo paesaggistico. Da questa area, attraverso un sentiero pedonale che attraversa la macchia mediterranea, si accede direttamente alla strada del lungomare e all’arenile. I carabinieri hanno denunciato l’uomo che aveva in comodato il terreno con l’accusa oltre che di cambio di destinazione d’uso, di distruzione e deterioramento dell’habitat naturale di un’area protetta. A carico del soggetto è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa che potrà arrivare a 10mila euro.
CRONACA
Latina, spaccio in Via Don Morosini, dosi di hashish sotto le foglie morte
LATINA – Dosi di hashish nascoste sotto lo strato di foglie morte in Via Don Morosini. Le hanno trovate i poliziotti della Questura di Latina nel corso di controlli straordinari che hanno avuto come obiettivo le aree a maggiore rischio del centro cittadino di Latina e i luoghi della movida.
L’attività, svolta dalle pattuglie della Squadra Volante con il supporto della Polizia Stradale e di un’unità cinofila della Polizia di stato, ha interessato in particolare le aree segnalate dai cittadini e ha portato all’identificazione di 31 persone.
In via Don Morosini, dove è nato il Comitato “Basta degrado Centro Storico”, una segnalazione relativa a un presunto punto di spaccio ha portato gli agenti a controllare un cittadino tunisino di 27 anni. Il cane antidroga della Polizia di Stato ha segnalato con precisione lo zaino del giovane e successivamente un’area adiacente alla panchina sulla quale sostava. Nello zaino è stato trovato un involucro contenente hashish mentre sette involucri della stessa sostanza erano nascosti sotto il fogliame nelle immediate vicinanze.
Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e, al termine degli accertamenti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
CRONACA
Fanno esplodere il bancomat a Salto di Fondi, ma fuggono a mani vuote
FONDI – Il bancomat della Banca Popolare di Fondi è stato fatto esplodere nella notte in via Covino sul litorale della città. Ad agire quattro persone travisate che – secondo quanto ricostruito dai carabinieri intervenuti – avrebbero utilizzato un ordigno esplosivo rudimentale, provocando un’esplosione che ha danneggiato oltre allo sportello anche l’edificio. I quattro sono poi fuggiti a mani vuote. Le successive verifiche svolte dai militari hanno infatti permesso di trovare le banconote contenute nell’ATM, nel locale di sicurezza attiguo.
Sul posto la scientifica ha effettuato i rilievi tecnici. Sono tuttora in corso le indagini da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terracina.
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